Live Sicilia

processo fiori bianchi

Cosa nostra, boss storici e gregari
Arrivano le condanne definitive

catania, catania santapaola, fiori bianchi catania, catania santapaola ercolano

L'epilogo giudiziario dell'inchiesta nata dalle rivelazioni di Santo La Causa.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - Ricorsi inammissibili. Questa la decisione della Suprema Corte di Cassazione che così ha reso definitiva la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Catania nel processo ordinario figlio dell'inchiesta Fiori Bianchi che nel 2013 portò in galera i massimi vertici della famiglia Santapaola-Ercolano. Anzi, grazie alle dichiarazioni del super pentito Santo La Causa fu smantellato l'intero organigramma della cosca. Dalla cupola alle squadre dei quartiere e dei paesi etnei. Ci sono alcuni nomi storici di Cosa nostra in questo troncone del processo, come l'ergastolano Santo Battaglia, boss storico del Villaggio Sant'Agata (sei mesi di isolamento), oppure il 'cavadduzzo Francesco Ferrera (4 anni riconosciuto l'aumento con altra sentenza).

Completano il quadro degli imputati altri personaggi di rilievo nello scacchiere della famiglia di Cosa nostra catanese. Come  Alfio Amato (19 anni e 4 mesi in continuazione con altre sentenze), Alfio Bonnici (15 anni 6 mesi sempre in continuazione con le altre sentenze), Bernardo Salvatore Giuseppe Cammarata (10 anni e 4 mesi sempre in continuazione con altre sentenze), Salvatore Faro (14 anni e 4 mesi in continuazione), Salvatore Politini (9 anni e 4 mesi in continuazione), Francesco Filloramo (1 anno e 8 mesi), Antonio Castorina (5 anni), Angelo Testa (11 anni e 8 mesi), ed infine Giuseppe Seminara (7 anni e 2 mesi). Per la cronaca, alcune pene sono state già espiate.

L'operazione Fiori Bianchi all'epoca provocò un vero e proprio scossone negli assetti militari. Perché i carabinieri portarono in carcere 77 persone. Un'indagine imponente che consentì di ricostruire l'intera mappa di potere con capi, colonnelli, gregari e soldati, ma permise di documentare anche diverse attività commerciali che versavano il pizzo alla famiglia Santapaola-Ercolano. Quindi non ci fu solo una perdita di uomini per la cosca, ma anche un importante taglio alle entrate illecite che servivano al mantenimento dei detenuti e all'erogazione dei cosiddetti stipendi agli affiliati.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento