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AMMINISTRATIVE 2019

Lega e tentazione Sammartino
Motta, le ipotesi per le comunali

luca sammartino, salvini, alleanza

Strategie e alleanze: ma da qui al voto tutto può ancora cambiare.

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CATANIA - Accordo “Frankestein” tra il Carroccio e i renziani di Luca Sammartino? Potrebbe accadere a Motta Sant’Anastasia, dove il sindaco Antastasio Carrà – uomo di punta della Lega etnea – il 28 aprile punterà a bissare il mandato.  Un’ipotesi che i diretti interessati, almeno al momento, smentiscono. Anche perché, il deputato Ars del Partito democratico un candidato lo avrebbe: Natale Consoli, titolare in tandem con Domenico Nicosia del progetto civico “L’altra voce”. Da Facebook arriva intanto la scatto che dovrebbe sterilizzare ogni ricostruzione giornalistica: una foto di squadra con Sammartino capitano e l’inequivocabile “Le chiacchiere stanno a zero, le certezze sono queste: Avanti tutta!”. Basta questo a chiudere la faccenda?

Da qui al voto tutto può ancora cambiare. Fino alla presentazione delle liste, il quadro è da ritenere in evoluzione e ogni ipotesi potabile. In fondo, a Motta nessuna formula politica può ritenersi davvero inedita. Già, perché assai prima che Carrà venisse folgorato sulla via di Pontida, la sua elezione avvenne con il supporto dell’allora Articolo 4. A siglare quel patto non fu però Sammartino, ma Valeria Sudano in persona. Uno scambio di favori elettorali a tutto tondo figlio delle Regionali di appena un anno prima: il futuro sindaco aveva sostenuto infatti l’esponente al femminile di un centrodestra allora in frantumi. Con la conquista del comune normanno, tuttavia, quel patto non si è evoluto in un accordo politico organico: tant’è che Carrà non è passato né con Articolo 4 né tantomeno con il Pd. L’approdo tra i salviniani a braccetto del poi epurato Filippo Drago e la candidatura alle Regionali sotto le insegne del Carroccio sono di conseguenza.

Ma facciamo ancora un passo indietro. Perché la storia recente della cittadina della Valle del Simeto ha ancora altro da raccontarci. Lungo la scorsa tornata elettorale, a Motta si consumò una delle pagine più laceranti del Pd etneo. Non uno. Neanche due. Bensì tre furono i candidati espressione in qualche modo del centrosinistra. La vicenda di Carrà l’abbiamo già accennata; ma fu lo scontro tra Daniele Capuana (allora vicino ai liberal di Enzo Bianco) e Danilo Festa (espressione degli original Pd) a tenere banco. La scelta della segreteria provinciale di sterilizzare l’uso del simbolo fu la spia di uno psicodramma che si sarebbe riproposto di lì a poco anche in altre piazze della provincia (vedi Giarre). E tra i due litiganti, fu Carrà a goderne, benché di misura: con 13 voti di distacco, e una mare di veleni successivi, fu lui a indossare la fascia tricolore gettando Capuana nello sconforto.

Cosa c’è ancora da sapere? Che da allora il sistema elettorale è mutato e stavolta si vota con il maggioritario. Tradotto in numeri, significa che al cartello primo arrivato andranno i due terzi dei consiglieri comunali e al secondo la parte restante della torta. Il terzo sarebbe fuori. Una tagliola che da qui alla presentazione delle candidature potrebbe imporre soluzioni a rischio zero per i concorrenti in campo. Al momento, però, soltanto due candidati hanno affisso i manifesti. Anastasio Carrà ha optato per la foto in cravatta verde e la spilla di Alberto da Giussano sulla giacca, ma il logo scelto non sarà quello della Lega. Una scelta strategica e inclusiva di ogni possibile sviluppo. Danilo Festa accende la lampadina e la lancia il progetto “Immagina”: “Immaginiamo un paese che sappia liberarsi dalla dipendenza economica delle royalties, che consideri la discarica un male assoluto e non un ufficio di collocamento”, scrive sul proprio blog il candidato sindaco nato e cresciuto a sinistra.

Insomma, se il nodo delle alleanze è politico, potrebbe essere un nodo altrettanto politico a cucire o scucire le possibili coalizioni. Sul tema della discarica a Tiritì, è risaputo che  il no di Festa è irriducibile. Ma è altrettanto risaputo che Carrà e Sammartino, in materia, hanno ben altre idee.


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