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L'aggressione e il senatore Pillon
Catania: giornata ad alta tensione

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In città sono previste due manifestazioni. (Nella foto il corteo di stamani)

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CATANIA - Una giornata ad alta tensione, una giornata d’altri tempi. Catania si sveglia e si ritrova catapultata negli Anni Settanta, quando la contrapposizione politica era il pane quotidiano. Un clima a cui la città (spesso troppo sonnacchiosa) non era abituata a vivere. L’aggressione subita ieri da uno “studente di destra” fuori dall’Istituto De Felice e le polemiche per l'incontro in programma oggi pomeriggio con il senatore Pillon, primo firmatario dell'assai discusso decreto legge sull'affido condiviso, riavvolgono il calendario di parecchio.

Perché aggredito? Perché il diciottenne stava distribuendo un volantino in vista del corteo studentesco di stamani: una manifestazione all’insegna della bandiera tricolore a pochi giorni della giornata dell’Unità d’Italia, il 17 marzo.

Dopo i fatti di ieri, Digos e il Reparto mobile si preparano a vivere una giornata ad alto rischio. L’obiettivo primario è di evitare incidenti di alcun tipo. La speranza è proprio quella che le cose, alla fine, possano andare nel modo più pacifico possibile, senza che quella di oggi possa essere ricordata come una tra le pagine più drammatiche della storia etnea. ”Ancora una volta un nostro militante è stato aggredito da esponenti dei centri sociali. Hanno esternato così la loro anti-italianità, la loro contrarietà al sano principio del dibattito politico all'interno delle scuole”, è la voce arrabbiata di Marco Leonardi, rappresentante di istituto del liceo classico 'Mario Cutelli' di Catania e referente di 'Assalto Studentesco’, sigla vicina allo Spazio Libero Cervantes. Una voce che però deve essere stemperata.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese intanto lancia intento proclami di distensione urbi et orbi. Lo fa sulla scorta della sua esperienza politica e personale quale segretario del Fronte delle Gioventù, organizzazione giovanile del vecchio Movimento sociale italiano, quando le barricate nelle scuole e nell’università erano nel bollettino quotidiano di una stagione di cui non c’è affatto nostalgia. "Mi auguro – dice – che si tratti di un fatto isolato e che non si ripetano atti di questo tipo che rischiano innescare pericolosissime escalation. Chi ha ordito e messo in atto l'azione criminale si è assunto una grave responsabilità e spero che gli inquirenti individuano i colpevoli di questo penoso episodio, tanto più grave perchè avvenuto nei pressi di un istituto scolastico". E ancora: ”Sono fatti che vanno condannati e ripudiati – ha aggiunto – perchè alla violenza si deve sempre anteporre il rispettoso confronto delle idee e del dialogo. Evidentemente qualcuno e' rimasto fermo a metodi e sistemi di azione politica che speravamo fossero stati per sempre cancellati".

Nel desiderio che la manifestazione di stamani proceda senza fuochi accesi, la mobilitazione contro la presenza di Simone Pillon a Catania, ospite di un convegno organizzato nel chiuso dell’hotel Nettuno, non fa stare tranquillo nessuno. Stavolta la contrapposizione è tra leghisti e la galassia di sigle femministe e antagoniste del comitato che si contrappone al ddl che porta il nome del senatore del Carroccio. Arrivano fin sotto il Vulcano le polemiche attorno il XII congresso mondiale della Famiglia di Verona. Si fronteggiano due visioni del mondo differenti, due culture differenti. Va da sé, però: fin quando c’è dialettica c’è anche valore: c’è qualità delle idee. Semprechè non si superi quel confine oltre il quale poliziotti e carabinieri sono costretti ad abbassare le visiere dei caschi. Oltrepassata quella linea, sarà difficile riannodare il filo della ragione. Indipendentemente da chi la abbia davvero.


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