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l'incontro con i deputati

Dissesto, l'allarme del sindaco:
"Catania a rischio liquidità"

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"Mi auguro che i deputati eletti a Catania s’impegnino, al di là del colore di appartenenza, per la loro città".

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CATANIA - Dissesto. Il sindaco Salvo Pogliese convocata la deputazione nazionale e regionale catanese a Palazzo degli Elefanti per chiedere una mano d’aiuto, un supporto a più livelli per superare il guado attuale e per scongiurare gli effetti più devastanti sulla città. Ecco una delle possibili idee: “Certamente inserire la tari nella bolletta elettrica”, ha detto Pogliese incontrando la stampa. “Una proposta che abbiamo reiterato all’interno dell’Anci Sicilia e dell’Anci Nazionale, mi auguro che il governo e il parlamento accettino la sfida. Una norma di buon senso, fondamentale per tutti i Comuni che intendono contrastare l’evasione fiscale. Contestualmente a questa norma potremmo, immaginare strumenti solidaristici, evitando quindi di tagliare la luce agli indigenti reali”. E non solo: “Vogliamo rinegoziare i mutui contratti, poiché paghiamo interessi che variano dal 3,5 al 5,73%. Tassi assolutamente sproporzionati rispetto al mercato attuale”.

Catania rischia tantissimo, un dato che forse la politica non ha ancora inteso. “Catania rischia di non avere liquidità nelle proprie casse – ammette – da qui a quattro mesi. La posta in gioco è particolarmente alta, ecco perché mi auguro che i deputati eletti a Catania s’impegnino, al di là del colore di appartenenza, per la loro città. In gioco c’è la serenità dei nostri cittadini. Stiamo chiedendo interventi a costo zero per lo Stato, non ci stiamo presentando con il cappello in mano”.

"Fare luce sull’enorme debito del Comune di Catania, che sfiora 1,6 miliardi di euro e individuare i responsabili dell’attuale dissesto finanziario, aprendo un confronto tra il sindaco Pogliese e il Governo nazionale": questi gli obiettivi dell’incontro che si è svolto al Comune di Catania in presenza degli esponenti del Movimento 5 Stelle: dalle deputate regionali Gianina Ciancio e Jose Marano ai portavoce nazionali Simona Suriano, Laura Paxia, Eugenio Saitta, Luciano Cantone, Santi Cappellani e Tiziana Drago, oltre ai consiglieri comunali Lidia Adorno, Giovanni Grasso, Graziano Bonaccorsi, Emanuele Nasca e Valeria Diana.

“Il sindaco del capoluogo etneo – dicono i portavoce nazionali, regionali e comunali – sarà invitato a Roma per illustrare la situazione finanziaria del Comune, che ha dichiarato il default il 12 dicembre 2018 dopo anni di crisi e con pesanti ripercussioni sui cittadini, sulle imprese fornitrici e sui dipendenti. Bisognerà lavorare alla ricerca di soluzioni condivise, evitando però i soliti regali a pioggia per i Comuni in difficoltà. Abbiamo già previsto una proposta di riforma delle procedure standard di commissariamento e andranno predisposti dei tavoli di verifica per esaminare, caso per caso, ogni situazione di difficoltà finanziaria dei Comuni. Sulle specificità di Catania - aggiungono i rappresentanti del M5S - è indispensabile fare un’operazione di chiarezza, mai fatta finora, per accertare le effettive responsabilità a livello politico e amministrativo che hanno causato una inquietante stratificazione del debito perlomeno negli ultimi vent’anni, avvenuta spesso nel silenzio”.

Da sinistra, ecco l'intervento di Claudio Fava, presidente della commissione regionale Antimafia: "La raccolta della tari tramite bolletta è chiaramente una richiesta di emergenza che fa questa amministrazione. Ma questa richiesta – spiega –  per essere credibile deve essere occompagnata da misure che superino l’attuale situazione di una raccolta rifiuti imbarazzante e di dati sulla differenziata che pongono Catania in coda a tutte le classifiche. Parimenti prima di procedere alla vendita del patrimonio immobiliare occorre fare valutazioni reali sul valore degli immobili perché il rischio è quello di una svendita con grave danno per i catanesi e la città. Infine occorre evitare che la sterilizzazione della spesa si traduca nella chiusura di servizi in una città che ha oltre il 40% della popolazione a rischio povertà. Sarebbe emergenza sociale – conclude Fava – anche più grande del debito che oggi ha reso necessario il dissesto".

Dall'opposizione dura presa di posizione del consigliere Salvo Di Salvo, membro del gruppo misto e già assessore di Enzo Bianco: "La condivisione andava fatta prima della dichiarazione del dissesto nella fase in cui c’era ancora un margine per salvare la città piuttosto che oggi. Adesso è troppo tardi, la situazione finanziaria dell’ente è sempre più ingarbugliata con drammatiche conseguenze per la città. È evidente che non vi è nessuna attenzione da parte del Governo Nazionale su Catania nona città d’Italia. È un dato di fatto il Sindaco Pogliese è sempre più isolato dal Governo Nazionale dal Governo Regionale che dal suo stesso partito. A queste condizioni Catania non si salverà".


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