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Zingaretti non rottama i renziani
Sudano e Raciti in direzione

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Malumori tra i supporter del neosegretario sotto il vulcano.

 


CATANIA – “Le famiglie felici si somigliano tutte, le famiglie infelici lo sono ognuna a modo suo”. L’incipit di “Anna Karenina” applicato alle famiglia “politica” dem calza a pennello visto che malumori e infelicità sono spesso dietro l’angolo e ne fanno un piccolo capolavoro di originalità. Le correnti che hanno vinto le primarie non vantano esponenti all’interno della direzione nazionale cioè organismo che delibera in merito alle scelte di indirizzo politico che la segreteria istruisce. A spuntarla, infatti, sono state Valeria Sudano e l’ex presidente de consiglio comunale, Francesca Raciti, rispettivamente in quota Martina e Giachetti. La svolta unitaria consente così il ripescaggio di due pezzi da novanta del renzismo in salsa etnea e lascia l’amaro in bocca a chi aveva fatto più di un pensierino allo scranno. Per intenderci l’ex sindaco Enzo Bianco (che durante l’assemblea postava foto sorridenti che lo ritraevano con il big sponsor Paolo Gentiloni), Anthony Barbagallo (che incassa il pienone totalizzato da AreaDem nella sola Sicilia Occidentale), il duo Raia-Villari (che confidava nel ruolo di coordinatore regionale della lista di sinistra pro Zingaretti ricoperto dall’ex assessore nella campagna delle primarie).

C’è da dire che non è la prima volta che in direzione (assise più ristretta dell’assemblea formata infatti da circa 200 membri), trovano posto esponenti delle minoranze interne al partito. Due anni fa, infatti, i catanesi che staccarono un ticket romano furono Giuseppe Berretta (orlandiano di ferro), il liberal Enzo Bianco e Concetta Raia (ai tempi in quota Damiano). Insomma, si dovrà lavorare tutti insieme lasciandosi alle spalle i toni roventi che hanno scandito il percorso congressuale a livello regionale. Non ci sarà nessun azzeramento della classe dirigente di conio renziano, anzi. Un fatto chiaro anche nel discorso del neo segretario che in alcuni passaggi ha ricucito gli strappi ed evitato gli scontri frontali (non a caso Zingaretti è passato alle cronache con il nomignolo di “Er saponetta”). Veniamo alle reazioni.  Grande soddisfazione da parte della Senatrice Sudano che nei mesi scorsi si era ritagliata un ruolo di primo piano a livello nazionale trovando posto all’interno della commissione nazionale per il congresso, ruolo che oggi le consente di diritto un posto anche in assemblea.  “E’ stata un’assemblea ben vissuta ed entusiasmante e lo stesso segretario ha fatto un discorso ad ampio raggio su quello che siamo chiamati a fare: una dura opposizione al governo gialloverde e mostrare una grande attenzione al sociale, al welfare, agli ultimi e alle periferie, spiega sottolineando che in tal senso l’impegno del partito, al netto delle critiche, c’è sempre stato”.

A prescindere dagli steccati la comunità si ritrova “in un momento difficile per il Paese”. La senatrice non dimentica di fare parte di una corrente di minoranza e si toglie un sassolino dalla scarpa. “Faccio parte di una corrente di minoranza, ma questo partito ha sempre rispettato le minoranze”, dice con una punta di soddisfazione. Così Sudano, che era componente della commissione per il congresso, e ha un posto di diritto in assemblea nazionale giocherà anche un ruolo in direzione con buona pace di potenziali neo rottamatori (a targhe alterne).

Di tutt’altro tenore il commento dell’ex deputata regionale Concetta Raia che nega di avere coltivato l’ambizione di tornare in direzione. “Questa volta non ero disponibile perché voglio guardarmi attorno e vedere se ci sarà il rilancio del partito e se si lavorerà sui temi chiamati in causa da Zingaretti a partire dalla Sicilia e da Catania”, spiega. Poi un’amara considerazione. “Noi abbiamo vinto la battaglia per Zingaretti e continuiamo a lavorare perché la sinistra è fondamentale per la tenuta democratica del Paese”, dice lanciando una richiesta. “Attenzione per il territorio e per i gruppi dirigenti perché non vengano dimenticati o messi di lato”.  Insomma, in attesa di ripescaggi e inviti permanenti dell’ultima ora (gli occhi sono puntati alla composizione della segreteria nazionale, l’Olimpo del partito, che potrebbe sbloccare dei posti in direzione) si registra che, volenti o nolenti, i democratici catanesi dovranno lavorare tutti insieme appassionatamente. E, visti i tempi risicati, anche la composizione delle liste per le Europee promette sorprese scoppiettanti. Chi vivrà vedrà.


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