Live Sicilia

DAL MENSILE S

La procuratrice difende i diritti
“Così la malavita la fa da padrona”

minorenni procura ajello spaccio stellacadente

L'intervista alla procuratrice del Tribunale dei minorenni, Caterina Ajello.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - Nel dedalo di viuzze che si interseca a San Cristoforo, nel ventre nel centro storico di Catania, si trova una fiorente piazza di spaccio dove ventiquattro ore su ventiquattro una catena di montaggio in stile fordista provvede a monitorare il territorio, confezionare lo stupefacente, adescare i clienti e concludere la vendita. L’operazione Stella Cadente ha azzerato momentaneamente la piazza che tuttavia sa riorganizzarsi in breve tempo come è già avvenuto in passato. La manovalanza, del resto, è facilmente reperibile nei quartieri a rischio dove per pochi euro tanti giovani sono disposti a rischiare. Evasione scolastica, povertà educativa e materiale sono terreno fertile per il proliferare delle devianze. E la risposta dello Stato non può limitarsi alla repressione. Lo sa bene il Procuratore della Repubblica per i Minorenni, Caterina Ajello che,
 in una lunga intervista pubblicata sul mensile S di questo mese, fa il punto sulla condizione dei minori nei quartieri a rischio, a partire dal quadro tracciato dall’operazione Stella Cadente che ha visto finire in manette anche tre minorenni.


L’operazione Stella Cadente ha coinvolto diversi minori alcuni finiti in manette. Che fotografia della città scatta il blitz?

Questi sei minori sono stati segnalati nell’ambito di un procedimento che vede indagati anche una trentina di maggiorenni per associazione criminale destinata al traffico degli stupefacenti. L’organizzazione curava lo spaccio di droga al minuto all’interno di alcune zone della città.

Quali?

 Via Stella Polare, via Vivaio e tutte le zone limitrofe. Nell’ambito di questa organizzazione ci sono dei ruoli ben determinati: questo è un dato importante da attenzionare. Cioè abbiamo un capo zona, un capo piazza per meglio dire, che dispone i turni della manovalanza composta dalle vedette e dai pusher. Le vedette presidiano il territorio per allertare gli altri se sopraggiunge la polizia e non solo: intercettano i clienti. La vedetta ha una funzione di vigilanze del territorio capillare e mette in contatto il cliente con il pusher che somministra la droga. I ruoli di pusher e vedetta sono intercambiabili, non sono fissi. Il capo piazza fa il lavoro meno sporco, non viene intercettato e non si espone perché è quello che organizza i turni della manovalanza.

Come funzionava la piazza di spaccio?

C’è un turno mattutino dalle 8 alle 14, uno pomeridiano dalle 14 alle 21 e uno notturno dalle 21 alle 8. Ventiquattro ore su ventiquattro: un’impresa.

Quante persone “lavoravano” lì?

Complessivamente sono state intercettate 37 persone, ma va considerato che la fetta di territorio è abbastanza ristretta: abbiamo scoperto un nuovo ruolo (lo ha appurato la Procura ordinaria): il lanciatore, cioè colui che è agli arresti domiciliari, confeziona la droga e la lancia dal balcone al pusher. Bisogna tenere presente che il territorio è abbastanza presidiato dalle forze dell’ordine. Questa stessa zona, a San Cristoforo, era controllata dal clan Santapaola e che fino al gennaio 2017 è stata gestita dal gruppo dei Nizza. In questa stessa zona sono state effettuate altre simili operazioni in precedenza: non è prima volta che questa zona viene attenzionata, ma le precedenti operazioni non sono state sufficienti ad elidere il fenomeno.

Perché?

Secondo il mio parere perché hanno una facilità di reclutamento della manovalanza da far paura. Queste indagini sono durate dall’ottobre 2017 al gennaio 2018. L’indagine è stata svolta attraverso video telecamere che registravano questi movimenti. Nonostante ci siano stati dei ragazzi arrestati nel corso del monitoraggio di questo territorio: la facilità di ricambio era immediata.

CONTINUA A LEGGERE SUL MENSILE S


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento