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Il processo

Appalti urgenti e corruzione
Coinvolti politici e amministratori

Appalti urgenti e corruzione Coinvolti politici e amministratori

Tra gli imputati l'ex sindaco e l'ex presidente del Consiglio di Mascali.

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CATANIA. E' stato il maresciallo Nunzio Calderone, in servizio all'Aliquota Operativa dei carabinieri della Compagnia di Giarre, l'unico testimone d'accusa nell'ultima udienza del processo sul cosiddetto “sistema Mascali”, scoperchiato nel 2013 dall'operazione “Town hall”. Tra gli imputati per corruzione l’ex sindaco e l’ex presidente del consiglio comunale di Mascali, Filippo Monforte e Biagio Susinni. A quest'ultimo sono contestati ben nove degli undici capi d’imputazione, che variano dalla corruzione continuata aggravata dal metodo mafioso alla sottrazione fraudolenta, dal pagamento di imposta al millantato credito. Il teste, sollecitato dal pubblico ministero Fabrizio Aliotta, ha ripercorso alcune fasi dell'attività investigativa.

LA FARMACIA. E' a Biagio Susinni che Ugo Vasta, titolare di una farmacia a Mascali, si sarebbe rivolto per ottenere l'autorizzazione per l'apertura di una nuova farmacia. Il professionista in realtà sperava, tramite l'intercessione presso la Regione Siciliana dell'allora presidente del Consiglio comunale, di ottenere l'autorizzazione all'apertura permanente, e dunque non solo per i mesi estivi, della propria farmacia di Fondachello, frazione balneare di Mascali. Dalle intercettazioni, come riferisce il maresciallo Calderone in aula, emerge che Biagio Susinni interessa della vicenda l'ex deputato all'Ars Marco Forzese ed un non ben precisato funzionario regionale alla Sanità. In cambio Susinni avrebbe ottenuto una somma in denaro pari a 1000 euro, oltre a tutta una serie di prodotti farmaceutici di cui avrebbe usufruito gratuitamente. Ma la vicenda si sarebbe conclusa in un nulla di fatto poiché il comune di Mascali non sarebbe stato inserito tra quelli destinatari di autorizzazione per l'apertura di una nuova farmacia.

LA SOMMA URGENZA. Inserito nella lista elettorale di Filippo Monforte, ma non eletto, Francesco Sorbello sarebbe stato destinatario di numerosi appalti pubblici affidati dal comune di Mascali con la somma urgenza, un escamotage per evitare di indire una gara. Tanti gli interventi considerati urgenti, anche la collocazione delle pedane a mare durante i mesi estivi. Persino gli interventi di rifacimento dell’impianto elettrico della Caserma dei carabinieri di Mascali sarebbero stati affidati ad un'altra ditta, senza indagine di mercato né trattativa privata. In un altro episodio contestato dalla Procura il comune di Mascali, su pressione di Susinni, avrebbe prorogato l'appalto all’azienda affidataria del servizio di gestione dell’archivio informatico in cambio dell’assunzione di Maria Concetta Maio. A sollecitarla sarebbe stato, secondo l'accusa, Vito Musumeci, amico di Susinni.

RELAZIONI MILLANTATE. Ancora Biagio Susinni avrebbe millantato relazioni con l'Ateneo di Messina, grazie alle quali avrebbe potuto agevolare il superamento dei test di ammissione. Almeno tre le famiglie che si sarebbero rivolte al presidente del Consiglio comunale per far entrare i propri figli alle facoltà di Medicina e Giurisprudenza. In cambio, come emergerebbe dalle intercettazioni, avrebbero sborsato somme di denaro. Tra i testimoni della prossima udienza, fissata per il 5 giugno, anche il funzionario di Mascali Massimiliano Leotta.

GLI IMPUTATI. Vincenzo Barbatano, Claudio Brischetto, Aldo Camuto, Vincenzo Salvatore Chisari, Leonardo Di Bella, Antonino Giordano, Carmelo Guglielmino, Luca Rosario Indelicato, Bartolomeo Leto, Maria Concetta Maio, Alfio Luciano Massimino, Alfio Roberto Massimino, Filippo Monforte, Vito Musumeci, Angela Patrizia Nicodemo, Carmelo Nicodemo, Leonardo Patanè, Salvatore Privitera, Alfio Romeo, Giuseppe Russo, Francesco Sorbello, Biagio Susinni, Ugo Vasta. Giuseppe Vecchio ha patteggiato la pena ad 1 anno.

 


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