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IL PUNTO

Europee, senza candidati etnei?
Forza Italia a rischio strappo

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Fibrillazioni tra la destra del partito azzurro.

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CATANIA - Se in gioco ci fosse soltanto la candidatura di esponenti etnei alle Europee, le fibrillazioni dentro Forza Italia sarebbero già rientrate. Ma la questione non è soltanto territoriale, bensì politica. La guerra di note e comunicati che ha segnato la scorsa settimana rischia di essere soltanto l’anticipazione di quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi nel partito azzurro. Un partito sull’orlo di una crisi di  nervi e compattezza, soprattutto – come ha già evidenziato Salvo Toscano su LiveSicilia – dal versante destro. Il punto è che la nota emessa da vertici azzurri, quella che secondo i titoli di stampa avrebbe dovuto stemperare gli animi di Basilio Catanoso (in particolare) e Salvo Pogliese, uno dei pochi sindaci forzisti a capo di una città metropolitana, ha soffiato su di un braciere che potrebbe incendiarsi.

"In questi giorni sono in corso le riunioni di Forza Italia con i coordinatori regionali per una prima stesura delle liste dei candidati per le elezioni europee – si legge –  Le liste dei candidati verranno definite dal comitato di presidenza sentiti i coordinatori regionali”. In altri termini, di richiami alla questione etnea, neanche traccia. C’è semmai un’apertura verso il territorio che però potrebbe scontentare ulteriormente la destra interna. “Come è noto, tutti gli europarlamentari uscenti saranno ricandidati e, ai sensi dell'articolo 43 dello statuto di Forza Italia”, si legge ancora. Un passaggio che potrebbe semmai alimentare le speranze dell’uscente Giovanni La Via, ex militante “dell’eresia alfaniana” assai gradito però ad Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento. Contattato da LiveSicilia però non si scompone: “Resto a disposizione del partito”. Mentre sulla questione etnea afferma: “Il partito ha interesse a raggiungere il massimo risultato. E il massimo risultato lo si ottiene con candidati appetibili, competenti ed espressivi di tutti i territori”.

La questione è tutta nelle mani di Gianfranco Micciché, coordinatore del partito con i piedi ben saldi nell’altra metà dell’Isola. Ma anche interprete di un forzismo poco incline alle pretese sovraniste, a partire dalla questione migranti. Un terreno di scontro che nei mesi scorsi ha fatto perdere le staffe addirittura a un pontiere quale Salvo Pogliese. Basilio Catanoso intanto attende. Dal cerchio dell’ex parlamentare acese trapela semmai l’insofferenza per un partito dove il confronto è ormai al lumicino e le ragioni della permanenza degli ex An sono messe in crisi dalle tentazioni da “neo sinistra” di Micciché e Stefania Prestigiacomo, quest’ultima durante la crisi Sea Watch 3  ha raggiunto l’imbarcazione della ong tedesca a largo di Siracusa accompagnata da Nicola Fratoianni (Leu) e Riccardo Magi (+Europa).

A Catania sta o cade Forza Italia. Perché se ai piedi del Vulcano si registrano le percentuali tra le più alte in Sicilia, l’esclusione di un candidato etneo (di Catanoso soprattutto) porterebbe a delle lacerazioni insanabili. Attualmente, la destra azzurra catanese – dalla base agli amministratori – è attraversata da più di una tentazione centrifuga che già alle Europee potrebbe manifestarsi con un flusso in un uscita a tutto beneficio di FdI o della Lega. Certificato il disimpegno elettorale di Diventerà Bellissima, indifferentemente dai cartelli di riferimento, gli ex An espressione del territorio potrebbero intercettare un voto non preventivato almeno fino ad un mese fa.

I recenti risultati di Abruzzo e Sardegna permettono a Giorgia Meloni di guardare con maggior ottimismo allo sbarramento per Bruxelles. In FdI la lista dei candidati potrebbe ancora subire però delle scosse di assestamento. Da mesi si parla dell’ipotesi Sandro Pappalardo; ma dopo il bisticcio congressuale con Nello Musumeci, potrebbe arrivare la candidatura eccellente dell’ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli. Una personalità, manco a dirlo, assai riconosciuta dalla cosiddetta destra diffusa etnea. Dalla possibile crisi di FI potrebbe beneficiarne anche il Carroccio, in particolare l’ex An Fabio Cantarella (assessore a Catania), la cui candidatura è data ormai in dirittura d’arrivo.


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