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Pd, chi sale e chi scende
Gli equilibri dopo le primarie

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Tutti i risultati e gli eletti in assemblea nazionale.

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CATANIA – Più che un segretario al Pd serviva un commissario. Perché non buttarsi, allora, sul fratello del commissario più famoso della tv italiana? La vittoria di Zingaretti, ironie a parte, prevista e prevedibili è stata infine certificata dal voto dei gazebo. Anche Catania ha fatto la propria parte. La voglia di contare o di contarsi, di lanciare un segnale all’avanzata del pentaleghismo o piuttosto di dare una sterzata rispetto all’esperienza del recente passato sono fattori che hanno spinto elettori e simpatizzanti a recarsi alle urne.

Insomma, c’è vita su Marte. Non c’è stato un flop di affluenza, ma il numero dei votanti è inferiore ai dati di due anni fa: 4000 persone in meno. Domenica si sono recati alle urne 23048 elettori a fronte delle 27000 che si mobilitarono nel 2017.

Un trend in linea con il dato nazionale. Anche se su Catania città la forbice aumenta: nel 2017 in fila ai gazebo c’erano 13400 elettori, domenica 7746. In città Zingaretti è il candidato più suffragato, ma la sola lista a sostegno di Martina che fa riferimento al deputato regionale Sammartino e alla senatrice Valeria Sudano, risulta la più votata con 3151 preferenze e due delegati all’assemblea nazionale: l’ex consigliere di quartiere Andrea Guzzardi e Serena Cantale. Un dato degno di nota riguarda quello che è accaduto nell’area zingarettiana, che aveva schierato sullo scacchiere delle primarie due liste: quella della sinistra interna a trazione Progressisti Dem e Nuova Sinistra e quella a guida liberal con capolista Enzo Bianco. La prima ha totalizzato 1744 voti eleggendo in prima battuta il segretario del circolo universitario, Gaetano Palumbo, la seconda, con la conta dei resti, ha consentito all’ex primo cittadino di staccare last-minute un biglietto per Roma al netto di 957 voti. Il resto lo hanno fatto i voti di opinione di chi ha sbarrato soltanto il nome del candidato Zingaretti: 919 persone.

Zero tituli, invece, per Bobo Giachetti che non elegge delegati e ottiene 424 preferenze.  In provincia la musica non cambia. Su 13801 votanti, 4595 hanno scelto Martina, 1014 Giachetti e 10181 Zingaretti. I voti confluiti sul neosegretario sono così suddivisi: Piazza Grande Europa 4610, Piazza Grande Sicilia 3873 e 1698 personali per Zingaretti. Pallottoliere alla mano, cambia per qualche centinaio di voti la classifica delineata dalla tormentata contesa delle regionali tra i deputati Anthony Barbagallo e Luca Sammartino e l’ex assessore comunale Angelo Villari. Su 13801 votanti, 4595 hanno premiato Martina, 1014 Giachetti e 10181 Zingaretti. La lista più votata è quella capitanata da Barbagallo, alfiere di AreaDem, che per soli 15 voti strappa la vittoria a Sammartino. Segue la lista di Villari con un distacco di 737 voti. Insomma, in provincia il voto strutturato regge. Se i conti saranno confermati dal conteggio dei resti, le tre liste dovrebbero ottenere tre delegati a testa: Anthony Barbagallo, Ersilia Severino, Gaetano Sanfilippo (Piazza Grande Europa); Angelo Villari, Giovanna Scalia e Giacomo Pulvirenti (Piazza Grande Sicilia); Luca Sammartino, Maria Santonoceto e Rosaio Liuzzo (Martina).

Alla fine quasi tutte le aree del partito etneo possono dire di avere ottenuto un risultato positivo. Barbagallo arriva primo in provincia, Sammartino mette in campo la lista più votata tra Catania e hinterland e l’accoppiata orlandiana Villari-Palumbo può vantare un risultato complessivo di oltre 5600 voti senza potere contare sull’appoggio di rappresentanti istituzionali di peso e ottiene quattro delegati. L’unico neo riguarda il risultato ottenuto dall’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco che viene quasi doppiato dalla lista di sinistra e stacca il biglietto per Roma non in prima battuta, ma grazie alla “conta dei resti”. Ma anche lui, come si sul dire, piange con occhio solo, visto il rapporto privilegiato con Paolo Gentiloni futuro presidente del partito. Archiviata la tornata elettorale interna, si attende la partita per la segreteria provinciale. The show must go on.

 


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