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Diventerà Bellissima

Stancanelli e lo strappo al congresso
"Su di me attacchi velenosi"

, Politica

Le parole del senatore di FdI dopo quanto accaduto all'incontro di domenica scorsa. "La neutralità per le Europee è un nonsenso".

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CATANIA - Strappi forse irreparabili. Potrebbe non esserci sarta brava abbastanza per rammendare la lacerazione di due settimane fa tra le anime fondanti di DiventeràBellissima, il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il senatore di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, mai stati così distanti. La frattura maturata dalla mancata condivisione della posizione dell’ex primo cittadino, che avrebbe voluto un’alleanza vera con FdI in vista delle Europee anziché optare per la “neutralità”, avanzata dal Presidente e poi avallata dalla base, potrebbe non sanarsi. Di certo non adesso.

Questo sembra trasparire dalle parole di Raffaele Stancanelli, nell'intervista rilasciata a Radio studio centrale lunedì scorso. “Io continuo a lavorare per il centrodestra - ha detto il senatore. Credo che gli equilibri politici del centrodestra siano cambiati dal 4 marzo dell’anno scorso e continuano a cambiare, e ritengo sia essenziale che ci sia una forza politica che recuperi tutti coloro i quali si sentono di centrodestra e non si sentono rappresentati dai partiti attuali. Da un lato c’è la Lega, che ha fatto e continua a fare il pieno dei voti, dall’altro io ritengo, ma questa è una mia tesi politica, legittima ma che può non essere condivisa, che sia meglio creare un contenitore che parta dalla destra e si allarghi a tutti coloro i quali si sentono alternativi alla sinistra e non hanno riferimenti politici nei partiti nazionali, che possano collegarsi in un ragionamento di alleanze".

Un concetto che Stancanelli ha ribadito più volte. "Questo è quello che sostengo da un anno a questa parte - ha continuato: mi sono prodigato e continuo a farlo perché questo avvenga. L’ho proposto al mio movimento, al soggetto che anche ho contribuito a creare, strutturare, allargare e radicare sul territorio, DB, e devo dire che non ho trovato una risposta contraria in termini politici. Ho trovato invece, una risposta astiosa, livorosa, quasi cattiva. Una sensazione che ho avuto al congresso, durante il quale non è stata fatta alcuna controproposta alla mia. Si è deciso di non fare nulla".

Il problema non sarebbero le candidature per le Europee, ma l'idea politica alla base. "Sostengo che Diventerà Bellissima debba essere punto di riferimento di un grande movimento, che si possa alleare poi a livello nazionale per creare un nuovo contenitore politico. Purtroppo, questa linea non è passata. E non è passata non perché si è votato su questo argomento. Il presidente Musumeci, devo dire con grande cattiveria, ha attaccato questa mia posizione, come se ci fosse un interesse personale. Non si è discusso nel merito della questione: si poteva essere in disaccordo, in politica capita, non è un peccato, anzi il contrasto e il dibattito sono il sale della politica".

Uno scenario che rende incerto il futuro di Stancanelli all'interno di DB. "Cosa succederà non lo so - prosegue. Io continuo a lavorare perché attorno a un soggetto politico nazionale come Fratelli d'Italia, che ha lanciato questa proposta,e che si sta allargando a tanti soggetti provenienti da altri mondi, perché non ci può essere più solo la destra ma il centrodestra allargato. Penso che questo sia un progetto politico importante. Non sostengo che si debba fare per forza, ma una risposta si deve dare in termini positivi o negativi, e non in termini offensivi. Frizione dunque è un termine edulcorato. Il problema non è la candidatura - ribadisce. Un progetto politico diventa nobile e lato se si partecipa in prima persona sin dalla fondazione. Aderire se le cose vanno bene, o se si supera il quorum non è pensabile. Da che mondo e mondo, tutte le innovazioni politiche si sono fatte consultando l'elettorato".

Sulla reazione della base, il senatore non si sbilancia. "Non spetta a me dire qual è il sentimento del nostro elettorato. Io sono un uomo di destra e questo è un fatto scontato, che non rinnego affatto. Sono ancorato alle mie idee e alla mia tradizione culturale. Ma credo che oggi dobbiamo lanciare un'ancora di approdo a chi ci guarda con simpatia e vedono in questo mondo della destra la possibilità di allargarsi. Essere neutrali in una campagna elettorale così importante come le Europee è un nonsenso in politica. Questa è una tesi che può o non può essere condivisa, ripeto, ma non merita attacchi velenosi. Credo che il mondo di destra non possa  fare altro che guardare a FdI che è l'unica realtà politica della destra italiana. Può piacere e non piacere. La Lega è un'altra cosa, è un movimento che è nato per altri motivi, che è stata nostra alleata e continua a esserlo, ma non può rappresentare la continuità storica del mondo della Destra. La Lega non può essere il mio approdo politico e culturale. Che parte da destra e si allarga a tutti i soggetti che vogliono creare insieme a noi, senza rinnegare le proprie origini, e rilanciare il centrodestra".

Non è solo Stancanelli. Ha ricevuto tanti messaggi di vicinanza. Ma ribadisce: "Se vedessi in Db, negli attivisti, nei dirigenti, la stessa cattiveria e lo stesso rancore, lo stesso livore che ho percepito nelle parole di Musumeci, me ne andrei immediatamente. Ma siccome in questi giorni non ho visto nulla di tutto questo, rimango a casa mia, nella casa che ho contribuito a costruire. Ci ho creduto e ci credo. In caso contrario è chiaro che non ci starò più. Ho ricevuto tanta solidarietà e tanti messaggi che mi invitano a continuare. Mi auguro possa essere così. Io sarò impegnato in questa campagna elettorale per far sì che il progetto in cui credo possa essere vincente. Io fatto che parli a titolo personale - conclusde -  e non abbia ruolo in Db mi renderà più libero".


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