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Sanità, le gare cucite su misura
I verbali: "Vi spiego il sistema..."

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I retroscena dell'operazione che ha portato all'arresto del primario Morgia.

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CATANIA - Un sistema cucito su misura per accaparrarsi appalti milionari nel settore della sanità.
Dalle carte dell’inchiesta Calepino, che ha portato alla luce una presunta rete di corruzione che avrebbe come ‘regista’ il noto primario di Urologia del Policlinico di Catania Giuseppe Morgia, emergono i tratti inquietanti di un modus operandi fuori dalle regole (sia lecite che etiche) che secondo un esperto del settore farmaceutico “in Sicilia esisterebbe da anni”. Gli inquirenti sono partiti proprio dalle dichiarazioni di un rappresentante legale di prodotti medici che aveva assistito all’esclusione sistematica di diverse ditte dalle gare bandite dal Policlinico Vittorio Emanuele per dispositivi medici di Urologia. La favorita sarebbe stata la ditta C. Bua, distributrice in esclusiva di prodotti della Karl Storz Endoscopica Italia ed Erbe Italia. Questo “favoritismo” sarebbe avvenuto attraverso “l’inserimento ad arte” nel capitolato tecnico di dispositivi del tutto “non pertinenti - scrive la Gip Giuliana Sammartino - all’oggetto della gara ma di cui disponeva solo la ditta Bua”. Non a caso infatti il denunciante descrive i vari step della presunta strategia illecita come “il sistema Bua”.

“È un sistema che io vedo all’opera da anni in Sicilia e nella pratica - si legge nel verbale - consiste nel predisporre capitolati tecnici che escludono di fatto la partecipazione di altre ditte diverse dal Bua. Questo ultimo acquista in proprio i prodotti e strumentari dalle ditte produttiric e poi partecipa alle gare di appalto. I filtri all’ingresso - argomenta - consistono nella descrizione tecnica di lotti da parte del clinico che predispone di volta in volta il Capitolato Tecnico per l’acquisto di materiali dei dispositivi clinici necessari alla Pubblica Amministrazione di riferimento, introducendo ed inserendo nel lotto di gara dei piccoli dispositivi che servono a ‘blindare la gara’ a favore dei prodotti Bua”.

Un sistema ben congegnato e che ad occhi non esperti poteva facilmente passare inosservato. E quindi apparire del tutto lecito. “Il metodo - è scritto nero su bianco negli atti della magistratura - è particolarmente sicuro in quanto sfugge ad un osservatore non tecnico e privo di esperienza perché formalmente è tutto in regola mentre in realtà all’interno dei lotti si inseriscono dei dispositivi che nulla hanno a che vedere con il macchinario principale del lotto ma che di fatto condizionano l’esito della gara perché questi ultimi sono distribuiti esclusivamente dal Bua”.

Chi ha denunciato ha raccontato agli investigatori che è andato a bussare direttamente da Morgia quando ha fiutato che c’erano dei brogli nell’ultima gara bandita dal Policlinico Universitario Vittorio Emanuele per coprire le esigenze di dispositivi medici di Urologia. Alle sue rimostranze, il primario avrebbe risposto che ancora c’era tempo per qualche modifica. Ma in sottofondo sarebbero arrivate quesiti sulla “disponibilità” della ditta per cui lavora di pagare a lui e al suo staff viaggi e soggiorni in giro per il mondo. Sdegnato, il rappresentante legale avrebbe risposto di “no”. E perché “sarebbe stata una condotta contraria alle linee guida europee, le Medtech di Bruxelles.


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