Live Sicilia

la presentazione

Renzi a Catania fa il pienone
E lancia la sfida ai gialloverdi

renzi catania

L’ex premier ha presentato il suo ultimo libro all’auditorium dell’istituto “San Giuseppe”.


CATANIA – Matteo Renzi rottama il silenzio stampa e torna in pista. “Ancora tu. Ma non dovevamo vederci più?”, per dirla alla Lucio Battisti. E il pubblico presente in sala, invece,  sembra dargli ragione. L’auditorium è stracolmo di persone (tante restano in piedi) che si spellano le mani quando la kermesse ha inizio e sul palco ci sono Matteo Renzi, Davide Faraone, Luca Sammartino e Valeria Sudano. Poi inizia il one man show. L’ex rottamatore veste i panni del mattatore ironico e spigoloso e “blasta” gli avversari gialloverdi parlando del suo ultimo libro: “Un’altra strada”.

Il titolo non si riferisce, come verrebbe da pensare, a un nuovo soggetto politico ma a una narrazione opposta a quella populista fondata su un’idea di società aperta e “umana”. La premessa è che non sta chiedendo “un voto perché non è candidato nemmeno alle primarie”. Il pubblico inizia a urlare mostrando dispiacere. “Peccato”, dice più di una persona in sala. “Io ti voto comunque”, dice un altro supporter stoppato ironicamente dall’ex premier. “Attento, ti annullano la scheda”.

Poi inizia il soliloquio dell’ex premier che sembra avere messo il turbo in un girovagare compulsivo  in lungo e in largo per l’Italia. La prima stoccata è per il senatore catanese Mario Giarrusso. “Se pensa che ci facciamo intimidire da chi ci vuole impiccare, noi gli diciamo che non ci fermeremo e faremo sentire la nostra voce contro chi minaccia, chi odia e chi insulta”, attacca Renzi. Il Movimento è un bersaglio facile e la scazzottata verbale è dietro l’angolo. “La ministra Lezzi dice che il Pil cresce con il caldo, mi chiedo allora perché quello del Ghana sia più basso di quello della Svezia”.

E ancora. "Il navigator è il forestale del terzo millennio, dice Renzi che boccia il reddito di cittadinanza che “non crea lavoro”.  Renzi ammette di avere commesso degli errori (“nel libro c’è anche autocritica, poca però sono sempre Renzi), ma rivendica di avere avuto un’idea di Paese. ”Io ci credo all’Italia anche se c’è Toninelli ministro, evidentemente sono un ottimista nato”, dice strappando applausi e sorrisi. L’ex sterminatore di gufi abbandona la vecchia polemica sui professoroni, riscoprendo il valore dei libri e della cultura e cita Aldo Moro sulla “stagione dei doveri” come contraltare del verbo grillino. Tra una battuta al vetriolo (“Di Maio che dice di avere abolito la povertà è da 118 immediato”) e una bordata ai compagni di partito (“hanno colpito il Matteo sbagliato”) Renzi tiene banco per circa un’ora. Il tono si fa più greve quando parla delle vicende giudiziarie che hanno riguardato i suoi genitori.

“Ho fiducia nella giustizia”, dice ma chiede che i processi vengano svolti nelle aule di tribunale e non sul web o sui giornali. Dal palco non manca più di un attacco frontale alla Lega e a Matteo Salvini accusato di pensare al “consenso immediato” (“gioca la partita sul terrore e la preoccupazione” lasciando dei disperati su una nave in mezzo al mare senza proporre reali politiche sulla questione migratoria. “Noi dicevamo aiutiamoli a casa loro e venivamo attaccati”. Renzi smaschera il gioco dei “due pesi e due misure” del ministro che “quando un reato lo compie un immigrato ci crea un gioco pazzesco sui social, quando lo fa un italiano si limita a un tweet sbrigativo”. L’ex premier si scaglia contro la narrazione della paura dell’altro da sé ricordando “che cento anni fa gli immigrati eravamo noi in America” e che per i migranti morti in mare “la pacchia non è finita, semmai non è mai iniziata”.

"Abbiamo messo soldi per salvare le vite e anche per recuperare i morti a mare, non rinnego nulla anzi sono orgoglioso", argomenta, invitando più volte a “restare umani”. E prima di congedare il suo pubblico con il classico bagno di folla e selfie saluta alla maniera scout. “Buona strada”, scandisce Renzi. E restando in tema di metafora scoutistica riecheggia il motto “semel scout, semper scout (una volta scout, sempre scout), ma nella variante “semel segretario semper segretario” a giudicare dai commenti della folla in visibilio.

 

 

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento