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CORRUZIONE E TURBATIVA

Maxi inchiesta su sanità e appalti
Diciassette indagati: tutti i nomi

Sanità, appalti, catania, colletti bianchi, terremoto catania

Coinvolti primari e dirigenti medici. Ecco le accuse contenute negli atti della magistratura.

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CATANIA – Dietro gli arresti di ieri della Guardia di Finanza, per l'appalto truccato al Policlinico, c'è una maxi inchiesta sulla sanità coordinata dal procuratore Capo Carmelo Zuccaro. In totale gli indagati sono 17 e l'indagine è affidata al poll di magistrati che lavora al contrasto dei reati dei colletti bianchi coordinato dal Pm Fabio Regolo.

Ecco tutti i nomi e le accuse.

TURBATIVA. Il primo capo d'accusa è di concorso in turbativa d'asta, sono indagati Giuseppe Morgia, direttore dell'Urologia del Policlinico; Sebastiano Cimino, ex capogruppo del Mpa al Comune di Catania e collaboratore di Murgia; Tommaso Massimo Castelli, dirigente medico dell'Urologia del Rodolico e membro della commissione tecnica; Federico Nicolosi, Dirigente medico dell'Urologia e coordinatore della commissione tecnica; Francesco Curto, dirigente dell'Urologia dell'ospedale civile di Ragusa e componente della commissione tecnica della gara di bacino; Antonino Di Marco, rappresentante di prodotti sanitari per la C. Bua Srl; Massimiliano Tirri, agente e responsabile commerciale della C. Bua Srl e genero del legale rappresentante dell'impresa; Davide Della Porta, capo area Sud della Karl Storz endoscopia Italia Srl; Sebastiano antonio Caudullo, agente di commercio per conto della Presifarm Srl, che commercializza i prodotti della multinazionale americana Bd Bard; Maurizio Francesco Lagattolla, agente commerciale della Boston Scientific Spa; Pasquale Gianfranco La Rosa, dirigente dell'Urologia del Garibaldi Nesima e membro della commissione tecnica della gara di bacino; Sebastiano Chiaramida, rappresentante legale della Chirmedical di Chiaramida Sebastiano e distributore dei prodotti medicali della Cook Italia Srl; Domenico Fabio Guarcello, dipendente della C. Bua Srl. Tutti insieme avrebbero “turbato” la gara di bacino da 55milioni di euro. “In particolare – scrive la Procura – con collusioni e mezzi fraudolenti turbavano la regolarità della gara in quanto Morgia, pur non avendo alcun ruolo formale, dopo aver formulato lotti su misura per la C. Bua Srl, formando il capitolato tecnico formalmente firmato tra gli altri da Cimino, suo stretto collaboratore, gestiva di fatto tutta la procedura di gara, rivelava notizie riservate al Tirri e al Di Marco, soprattutto in merito alle rimostranze avanzate dai concorrenti dekka C. Bua per consentire loro di preparare ad ogni occasione le opportune contromisure, suggeriva dichiarazioni da depositare...concordava con Di Marco e Tirri la documentazione tecnica da inviare per falsare le comparazioni tecniche con eventuali concorrenti come avvenuto nel caso del prodotto fibre, interloquiva indebitamente su sollecitazione di Sebastiano Caudullo, sulla eventuale riformulazione dei lotti in modo da individuare la soluzione per escludere concorrenti evitando per quanto possibile ricorsi delle ditte concorrenti, come la Di Emme Import Srl, rassicurava Maurizio Lagattolla sull'esito delle riunioni della commissione esternando il suo controllo sulla stessa commissione, contattava e di fatto dirigeva nella loro opera i membri della commissione tecnica di gara Castelli, Nicolosi e Curto, dettando loro i tempi e suggerendo decisioni da adottare per escludere eventuali concorrenti delle ditte”.

FOTOMONTAGGIO E ancora, Tirri e Della Porta, nel depositare il catalogo della Storza con i prodotti da inserire in gara, pur sapendo che un videcistoscopio, uno dei prodotti offerti, mancava di documentazione ufficiale e quindi dei requisiti di legge, si attivavano per fare un fotomontaggio”. “Ti ho appena mandato – dice il collaboratore della Storz - la pagina del catalogo che ancora non esiste, è solo un’anteprima, dove ci sono le immagini ed i codici del videocistoscopio...”. Tirri chiede se sia possibile inserirlo in “gara”, ma emerge il problema che si tratta di “una specie di anteprima”. “Caso mai – aggiunge Tirri – faccio un fotomontaggio, ed i certificati ce li avete?”. “Non c'è una mazza”, risponde l'indagato della Karl Storz. Insiste Tirri: “Allora aspetta, i certificati... come faccio io il CND ci posso mettere quello del Pusen, tanto saranno tutti gli stessi, saranno tutti gli stessi ed il marchio CE ?”. Candidamente, il collaboratore della Storz ammette di non avere il “marchio CE”.

L'UROLOGO DEL GARIBALDI - Pasquale Gianfranco La Rosa, urologo del Garibaldi Nesima e membro della commissione tecnica dellla gara di bacino, avrebbe rassicurato “Sebastiano Chiaramida sull'esito della commissione tecnica, fornendo consigli e discutendo sulla procedura in corso.

Tirri Guarcello e Di Marco avrebbero finanziato un viaggio in Spagna del primario Morgia e del suo collaboratore, sostenendo anche le spese per l'iscrizione al congresso europeo di urologia.

Numerosi i capi d'accusa a carico di Giuseppe Morgia, c'è anche un capo di indagine con l'accusa di concorso in riciclaggio che vede indagati, Anna Salamone e Giovanna Cappello, gestori della Grada Viaggi: avrebbero emesso fatture di favore per occultare la tangente destinata al primario.


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