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Palazzo degli Elefanti

I mille problemi di Pogliese
Il sindaco e le colpe non sue

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Il dissesto, le fibrillazioni in maggioranza e la delicata vicenda del padre.

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CATANIA - Non sarà semplice. Non lo era già prima, ma le vicende giudiziarie che hanno colpito il padre, il commercialista Antonio Pogliese, potrebbero rendere tutto ancora più difficile. Continuano le difficoltà per il sindaco di Catania Salvo Pogliese, costretto suo malgrado a fare i conti con un'altra vicenda – spiacevole – e di cui lui non ha alcuna responsabilità e questo lo si evince dalle carte della Procura rese pubbliche nell'ambito dell'operazione Pupi di pezza. Se lo chiedeva Dante secoli fa, se "le colpe dei padri possano ricadere sui figli, nel canto X della Divina Commedia, dialogando con Farinata degli Uberti.

Ma resta la difficoltà della situazione, che si somma alle numerose vicende che hanno accompagnato la sindacatura Pogliese sin dal suo insediamento. A partire dalla dichiarazione di dissesto, che il primo cittadino non ha potuto evitare, nonostante i tentativi. Una trave crollata sulla testa dell'attuale amministrazione a poco più di un mese dall'insediamento. Qualche mese dopo la nota della Corte dei conti, il Consiglio comunale ha dichiarato ufficialmente il default che, per quanto non abbia alcuna responsabilità, dovrò essere gestito dal primo cittadino. Ascoltando e trovando le risposte a chi sta subendo pesanti contraccolpi dalla crisi di liquidità, come ad esempio le operatrici del settore asili nido, e dalla situazione di incertezza data dal dissesto stesso.

Il bilancio dell'Ente, infatti, dovrà essere riequilibrato e le entrate dovranno essere pari alle uscite. Questo significa che, come annunciato più volte in sede di Consiglio e non solo dallo stesso Pogliese, si dovrà aumentare il gettito fiscale, andando a stanare i furbetti che evadono o eludono completamente i tributi comunali. Un'azione fondamentale per fare entrare qualche migliaia di euro in più in cassa, per la quale l'assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi ha assicurato massima fermezza, a cominciare dai controlli presso le categorie professionali. "Inizieremo dalla mia categoria - ha detto - i dottori commercialisti".

Non sarà facile per l'amministrazione affrontare questo periodo, per quanto la fiducia nei confronti del sindaco e della sua squadra in città pare non sia crollata. Resterà da vedere il comportamento del Consiglio comunale che ha già dimostrato segni di nervosismo – non votando in prima battuta, ad esempio, il regolamento sulla Tassa di soggiorno – e che potrebbe giocare ancora qualche scherzo al primo cittadino.

Che, sulla questione giudiziaria relativa al padre non ha dubbi. "Per antica tradizione familiare e culturale – ha detto l'ex eurodeputato di Fi – ho sempre riposto la massima fiducia nella magistratura a cui è rimessa ogni valutazione sulle accuse mosse. Con altrettanta convinzione sono sicuro che mio padre, di cui ho sempre ammirato l'adamantina condotta di professionista e di genitore, saprà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati, riguardanti lo svolgimento di alcuni incarichi di consulenza dello studio professionale che – osserva Salvo Pogliese – dirige da cinquanta anni senza che alcuna ombra ne abbia offuscato l'operato. Mai".

 

 

 


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