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l'intervista

Super Camera, Agen:
"Non c'è alcun default"

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Il presidente risponde punto per punto. Ed è inevitabile che parli anche della privatizzazione dell'aeroporto.

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CATANIA - “Abbiamo depositi per oltre 71 milioni di euro, paghiamo le fatture con un indice di tempestività pari a -6,46, cioè i giorni in anticipo rispetto alla scadenza; la Camera di Commercio del Sud Est non è in default”. Il presidente della Super Camera,Pietro Agen, lo dice senza mezzi termini che il rischio di default, paventato nei giorni scorsi dalla nota del Codacons regionale, è una barzelletta. E aggiunge persino che dall’insediamento della nuova Camera le cose sono cambiate e se, in precedenza, l’usanza era “chiedere per ottenere”, da 18 mesi queste abitudini sono state spezzate. “Azzerate – precisa -, però il problema che mi preoccupa di più è il danno che ha causato, non tanto o non solo sulla stampa nazionale, quanto sulle banche”.

La conferenza stampa stamattina si è tenuta nella Sala Platania, al secondo piano del Palazzo di via Dei Cappuccini, e Pietro Agen ha parlato per oltre 60 minuti per spiegare ai giornalisti e agli esponenti delle associazioni che i problemi dell’ente derivano dal sistema del fondo pensioni, problemi che adesso sembrano essere stati superati grazie a due cose: 1) il decreto emanato il 21 dicembre 2018 dal Ministero dello Sviluppo Economico con cui “si autorizza l’incremento del 50% del diritto annuale per gli anni 2018 e 2019. le imprese sono tenuta a versare la maggioranza relativa al 2018 unitamente al versamento del diritto annuale dovuto per l’anno 2019”. 2) Una legge regionale per la creazione di un fondo regionale per la gestione delle pensioni. Ma c’è un altro aspetto, pare infatti che “il dissesto finanziario non sia previsto nell’ordinamento giuridico e contabile delle Camere di Commercio “come è disciplinato dal titolo VIII del Decreto Legislativo 267/2000 per gli enti enti locali, comuni e province.

Ma allora il problema di bilancio dell’ente camerale qual è?

“Non c’è nessun problema di casse, abbiamo deposito per oltre 71 milioni di euro. Ma sappiamo – ci ha risposto Agen – che se non interveniamo sul sistema pensionistico alcune Camere di Commercio falliranno tra due anni, altre fra cinque, noi tra 10. Possiamo evitarlo con la creazione di un fondo patrimoniale, in cui versare 6-7 milioni di euro l’anno, presso un istituto che si occupi già di pensioni. Il ministero ci ha consigliato di farlo direttamente con l’Inps. In più, sempre il Ministero, ci ha approvato l’aumento del 50% del diritto camerale per l’anno 2018 e 2019. Quindi dal punto di vista della liquidità da giugno 2019 non avremo più problemi.

Queste notizie di default non sembrano trasparenti, c’è una manina dietro?

Forse ce n’è più d’una. Ci sono gli sciocchi che hanno piccoli interessi e ci sono quelli che hanno disegni più grandi, quando coincidono…. Va detto che questa richiesta l’ha fatta un signore di Palermo che, poi, intervistato ha risposto «leggerò i bilanci», ammettendo così che qualcuno gli aveva scritto la nota.

La posta in gioco è l’aeroporto di Catania?

Non c’è dubbio. Però la privatizzazione dell’aeroporto è una cosa pulita, senza interessi e senza sovvenzioni. Questo, a qualcuno, dà fastidio.

Alla politica?

Non posso dirlo. Quello che stiamo facendo è in totale sintonia con il presidente della Regione e con il sindaco di Catania che sono anche soci della società di gestione dell’aeroporto di Catania, la Sac SpA. Ma io dico sempre che i disonesti perdono, gli onesti vincono. È solo questione di tempo.

Avete annunciato una conferenza stampa per il 21 marzo per presentare la vostra idea di privatizzazione. Qualcuno ha detto che si parla di svendita.

Confermo la data, ma sottolineo che la privatizzazione è sempre una vendita. Se fossimo davvero in default dovremmo vendere per forza. Se no come potremmo affrontare i 200/300 milioni di investimenti che ci aspettano per i prossimi anni? Per questo si smentiscono da soli. La verità è che non hanno nulla in mano e sparano sciocchezze. La Camera di Commercio di Catania è la più sana in assoluto. Ed è strano che su di noi intervenga il presidente del Codacons di Palermo, a lui chiederei se legge i bilanci delle altre Camere….

Lei teme che queste notizie possano avere ripercussioni…

Le hanno già avute, per fortuna abbiamo a che fare con persone intelligenti e non con gente che spare boutade. I giornali economici nazionali (Milano Finanza e Sole 24Ore) hanno capito, ma ci hanno chiamato anche le banche che dopo aver visto i numeri si sono tranquillizzate. Ma tutto questo è sgradevole.

Torniamo alla privatizzazione, avete avuto contatti con advisor?

Con i più grandi player mondiali: Nomura, Crédit Agricole, Deutsche Bank, Medio Banca, Banca Intesa e altri. Uno di questi è quello che si è occupato della vendita dell’aeroporto francese per 2miliardi di euro. Uno ci ha detto che riuscirà a vendere in 45 giorni. In ogni caso, va fatto entro l’anno.

Soaco entra nella privatizzazione Sac?

Comiso fa parte del sistema aeroporto del Sud Est che è composto da Sac SpA e Soaco SpA. Sono un tutt’uno. Il presidente della Regione per bocca del suo esperto ha detto che inevitabilmente, nel tempo, arriveremo a una società unica. Mi pare scontato. A tutti gli effetti Comiso è la seconda pista dell’aeroporto di Catania, quello che ci manca sono i collegamenti: se ci fosse un treno mediamente veloce quei 67 km si percorrerebbero in una ventina di minuti.

La Super Camera quanto manterrà nella proprietà dell’aeroporto?

Non meno del 62% della parte che rimarrà privata. Venderemo il 70% delle quote, conserveremo il 62% di quel 30%, cioè un 18% attuale. Potrebbe succedere che due o tre soggetti debbano vendere tutto (i due in default e quelli in liquidazione) in quel caso noi saliremmo nella quota. Rischieremmo di arrivare all’80% della parte privata.

La privatizzazione è una scelta o un obbligo?

Sicuramente una scelta ed è una scelta intelligente. Un ente pubblico non può competere con la velocità con cui si confronta ogni giorno un aeroporto. Giusto per fare un esempio, la settimana prossima inaugureremo un parcheggio multipiano che avrebbe dovuto aprire a settembre 204. Un privato lo avrebbe realizzato in due mesi. E non parliamo delle lungaggini con cui ci confrontiamo ogni volta che facciamo una gara...


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