Live Sicilia

Partito Democratico

Zingaretti a Catania:
"Speranza è Pd aperto e unito"

zingaretti, pd catania, zingaretti catania

Il candidato alla segreteria del Pd: "Bisogna fare di tutto in questo Paese per creare lavoro".

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - “Non voglio un partito del leader, ma un partito con un leader”. Idee chiare, una filosofia certa. Che va in direzione opposta alla prassi renziana di gestione del Partito democratico. Nicola Zingaretti ha dettato la linea. Il presidente della Regione Lazio era ieri alla Vecchia Dogana, impegnato in una delle tappe siciliane del tour in vista del voto per le primarie Pd.
Ha parlato dal palco di una “Piazza Grande” altamente partecipata,  accompagnato dalla giornalista di LiveSicilia Roberta Fuschi.

Chi aveva invocato il miracolo, è stato accontentato. Zingaretti è riuscito a mettere assieme quelle anime della classe dirigente catanese del partito che hanno vissuto il renzismo senza subirlo totalmente. Il gruppo storico, quello proveniente dai Ds e dalla Margherita (o quasi) che fin troppe volte non ha rinunciato all’arte del bisticcio. “Bisogna dare risposta alla dimensione umana delle solitudine”. Al di là dei tatticismi, il candidato al Nazareno chiede un cambio di passo: comprendere le ragioni della sconfitta del 4 marzo e farsene carico. Senza pruriti e senza denigrare l’elettorato. Rinunciando alle “beghe e ai litigi”. Suadente, moderato e convincente. Zingaretti è arrivato al cuore della platea, ha intercettato gli umori di una parte della base ultimamente sfiduciata. Dall’alto, però, è difficile non notare i tanti – forse troppi – capelli bianchi dei presenti.

Un palco plurale. Cinque minuti a testa e forse anche meno. Prima del candidato alla segreteria, è stata la volta di tutte le anime che sostengono Zingaretti. Luigi Bosco, uomo a metà tra i dem e l’esperienza crocettiana, ha detto la sua. Angelo Villari (Nuova Sinistra) ha chiesto a gran voce “di ripartire dal territorio e dalle forze produttive”; mentre Gaetano Palumbo (ProgressistiDem) ha detto senza termini che quello di Zingaretti “è l’ultimo treno”. Si è concentrato invece sulla concretezza amministrativa Anthony Barbagallo (AreaDem): “Qui sull’Etna abbiamo visto le strade asfaltate soltanto in occasione del Giro d’Italia”.

Guarda alla Sea Watch 3 ormeggiata al porto di Catania, Enzo Bianco (LiberalPd). “Questa è una città umana e accogliente. E ne siamo orgogliosi”. L’eurodeputata Michela Giuffrida, oltre alle primarie guarda già al voto per il rinnovo del parlamento di Bruxelles: “Ci vuole l’impegno di tutti affinché questo partito sappia davvero unire e affinché sia ridefinita l’idea di Europa. Un’Europa – ha aggiunto – che deve guardare con maggiore attenzione al Sud”.

Un clima disteso, insomma. Spazio anche per una nota nazional-popolare. "Che farò stasera alle 21? Sono a una iniziativa a Siracusa e voi pensate a Montalbano. Me lo registrano da casa...". Cosi' Nicola Zingaretti ai giornalisti che gli chiedono se avrebbe visto la puntata della nuova serie de "Il commissario Montalbano" interpretata dal fratello Luca. "Camilleri - aggiunge - è un genio della cultura italiana. Ha anticipato tante cose del costume, dei modi di essere, del rapporto dello Stato con questo Paese. La sua forza intellettuale, come quella dei grandi intellettuali, è questa: capire nel profondo le sfumature e gli atteggiamenti della cultura del Paese e di narrarle in storie meravigliose. Ma – dice sorridendo – non fatemi parlare di Montalbano...".




Segnala il commento