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L'inchiesta

L'esplosione e i pompieri morti
Tavormina è stato prosciolto

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Il caposquadra ha agito correttamente. Le indagini della Procura. Il commento dei legali.

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CATANIA. L'iscrizione al registro degli indagati era stato un atto dovuto, certo. Ma i quasi dodici mesi trascorsi sono stati un macigno pesantissimo sulla coscienza del caposquadra dei Vigili del Fuoco, Marcello Tavormina, ed i suoi uomini. Due di loro, tragicamente caduti su via Garibaldi in quella maledetta sera del 20 marzo dello scorso anno. Dalla Procura della Repubblica è arrivata l'archiviazione.
Si chiude così una vicenda giudiziaria che aveva visto, nel corso delle ore e dei giorni successivi alla tragedia, il susseguirsi di voci e illazioni infondate: di ricostruzioni di storie che appartenevano più alla irrefrenabile voglia di mettere in circolo leggende metropolitane, che qualcosa di solo apparentemente verosimile.
Uno stillicidio di tesi e notizie che, oggi, si rivelano essere state del tutto infondate.
La squadra dei Vigili del Fuoco recatisi sul posto ha agito senza alcuna sbavatura perchè "gli esiti degli accertamenti svolti hanno appurato che l'esplosione è stata innescata dall'interno dei locali e che le iniziative assunte dai Vigili del fuoco intervenuti non hanno influito in alcun modo nella causazione dell'esplosione".
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha così disposto l'archiviazione del procedimento a carico, per l'appunto, di Marcello Tavormina.

I LEGALI DI TAVORMINA: Dalila Alati e Davide Tutino. “Il caposquadra Tavormina - scrivono in una nota - ancora segnato dalla non facile e dolorosissima esperienza, unitamente ai difensori avvocati Dalila Alati e Davide Tutino coadiuvati dai professori Orazio Cascio e Marco Carcassi e dall’ ing. Calogero Murgia, vuole manifestare un cenno di riconoscenza verso tutti coloro i quali nello sviluppo della vicenda hanno mostrato, nelle forme più varie e nel massimo rispetto del ruolo di ciascuno, la propria vicinanza ed affetto. Primo fra tutti il Corpo dei VVFF di Catania che si riassume - volendosi comprendere tutto il personale nessuno escluso – nel suo comandante ing. Giuseppe Verme. Ai pompieri colleghi Giuseppe Cannavò, Liborio Daidone e ai parenti delle vittime della deflagrazione - concludono - Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico".

LO SCENARIO RICOSTRUITO DALLA PROCURA. "La squadra al comando del Tavormina era intervenuta in via Garibaldi a Catania nella serata del 20/3/2018, a seguito di una segnalazione per fuga di gas; nel corso del sopralluogo veniva immediatamente rilevata, all'interno di una bottega con doppio ingresso sulla via Garibaldi e sulla via Sacchero, la presenza di un uomo che aveva manifestato propositi suicidiari. I Vigili del Fuoco intervenuti si adoperavano per forzare la porta di accesso alla bottega, chiusa dall'esterno con un lucchetto; nel corso di tali manovre, si verificava una devastante esplosione che investiva i Vigili del Fuoco intervenuti, arrecando lesioni personali a Marcello Tavormina e Giuseppe Cannavò e causando la morte di Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico.
Questo Ufficio, con l'ausilio della Squadra Mobile e del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Catania, avviava indagini volte alla ricostruzione dell'accaduto; venivano altresì esperiti accertamenti di natura medico legale; veniva infine conferito incarico alla titolare della cattedra di chimica industriale e tecnologia presso l'Università La Sapienza di Roma al fine di ricostruire le cause dell'esplosione.
Risulta pertanto accertato che i Vigili del fuoco, in una situazione di elevatissimo rischio, hanno agito nel risoluto tentativo di trarre in salvo l'uomo barricatosi all'interno della bottega, rimanendo vittime incolpevoli di un'esplosione dagli stessi non provocata, in quanto il decesso è conseguito al violento impatto con la pesante porta di ingresso di via Garibaldi, che li investiva con devastante forza d'urto dopo essersi staccata dai cardini per effetto dell'esplosione".

La nota dei Vigili del Fuoco. "Apprendiamo, per le vie brevi dalla Procura della Repubblica di Catania e da una nota formale dall'avvocato Dalila Alati, la notizia del proscioglimento del nostro Capo Squadra Marcello Tavormina, che si impegnò, insieme alla squadra di vigili del fuoco da lui coordinata, nel condurre le attività operative relative alla chiamata per una fuga di gas segnalata da passanti in via Sacchero a Catania il 20 marzo scorso. Chiamata per fuga di gas che, all'arrivo sul posto della squadra dei vigili del fuoco del Comando Provinciale di Catania, si trasformò immediatamente in un soccorso a persona. L’accuratissima e complessa indagine portata a termine in tempi serrati dai pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Catania, dott. Andrea Ursino e dott. Fabrizio Aliotta diretti dal Procuratore capo dott. Carmelo Zuccaro, in contraddittorio con tutto lo staff difensivo, ha permesso di escludere qualsiasi forma di responsabilità del Capo Squadra Tavormina in relazione all'espletamento delle attività operative necessarie alla risoluzione dell'intervento di soccorso e, in special modo, nella successiva esplosione di gas che causò la morte di due vigili del fuoco, il grave ferimento di un altro componente della squadra e dello stesso Capo Squadra, oltre al decesso della persona presente all'interno dell'abitazione. La Procura della Repubblica di Catania ha pertanto disposto l’archiviazione del procedimento aperto nei confronti del Capo Squadra dei Vigili del Fuoco Marcello Tavormina".

La nota dei segretari generali di Uil e UilPa, Enza Meli e Armando Algozzino: "Fa piacere apprendere che è stata archiviata l'inchiesta a carico del caposquadra dei Vigili del Fuoco Marcello Tavormina, gravemente ferito nell'esplosione del 20 marzo 2018 in via Garibaldi a Catania in cui morirono due eroi del nostro tempo: Giorgio Grammatico e Dario Abbiamonte. Alle due vittime, ai loro compagni di squadra e alle loro famiglie - ricordano i sindacalisti - dedicammo il congresso provinciale della Uil etnea, celebrato poche settimane dopo quel terribile episodio. A tutti i vigili del fuoco, di cui non ci si può ricordare soltanto nelle tragedie e in occasione dei funerali, rendiamo adesso omaggio perché ogni giorno rischiano la propria vita per salvare molte vite. In loro nome, chiediamo rispetto. E, oggi più di ieri, rivendichiamo attenzioni concrete dalle istituzioni politiche perché risorse e mezzi siano adeguati allo spirito di sacrificio e all'impegno civile assicurato con professionalità dai vigili del fuoco a Catania come nel resto d'Italia. Eravamo certi che magistratura e forze dell'ordine avrebbero svolto ogni accertamento per stabilire la verità. Così è stato. Siamo particolarmente grati - conclude la note - alla Procura di Catania per aver voluto specificare in un comunicato che le iniziative assunte dai Vigili del fuoco intervenuti non hanno influito in alcun modo nel causare l'esplosione e che, in una situazione di elevatissimo rischio, hanno agito nel risoluto tentativo di trarre in salvo l'uomo barricatosi all'interno della bottega, rimanendo vittime incolpevoli".

La nota del Conapo. "L'archiviazione del Gip smentisce definitivamente le ingrate illazioni che avevano seguito l'esplosione e messo alla gogna mediatica i vigili del fuoco intervenuti e rende giustizia a questi servitori dello Stato a partire da coloro che sono morti". Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco, ha commentato la notizia dell' archiviazione del procedimento per disastro colposo e omicidio plurimo colposo a carico di Marcello Tavormina. "Siamo enormemente soddisfatti, ma soprattutto - afferma Brizzi - siamo vicini al capo squadra dei vigili del fuoco di Catania, Marcello Tavormina il quale, oltre ad essere rimasto ferito nell'esplosione ed aver rischiato di morire, oltre ad aver perso due colleghi della squadra da lui guidata e a vederne un altro ferito, si è trovato a doversi difendere in sede penale con spese anticipate a proprio carico, pur avendo operato al meglio per salvare vite umane in una situazione disperata". "Ci complimentiamo per l' ottimo lavoro svolto dall'avvocato Dalila Alati del foro di Catania, che - aggiunge il segretario generale del Conapo - sin da subito ha assunto la difesa del nostro iscritto Marcello Tavormina, ma non possiamo fare a meno di denunciare pubblicamente come un capo squadra dei vigili del fuoco sia stato lasciato solo dall' amministrazione nel momento del bisogno, costringendolo a far fronte alle spese di difesa penale senza nessun aiuto economico del dipartimento dei vigili del fuoco, mentre se fosse accaduto a un poliziotto, le loro norme prevedono un anticipo spese di 5 mila euro per garantire il diritto di difesa, cosa alla quale - ricorda Brizzi - ha provveduto il Conapo che lo scorso 6 dicembre aveva consegnato al Tavormina un assegno di 5 mila euro". "Faccio appello al ministro dell' interno Salvini affinché estendano anche ai vigili del fuoco le norme di tutela legale delle forze di polizia - conclude Brizzi - compresa la possibilità di ricevere dallo Stato in questi casi un anticipo delle spese legali che purtroppo, e spesso ingiustamente, i vigili del fuoco indagati per fatti di servizio si trovano a sostenere".

 




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