Live Sicilia

il default

Dissesto, esplode il malessere
Partecipate, proteste e scioperi

, Politica

Astensioni proclamate nel settore trasporti, rifiuti, manutenzioni. E lo sciopero generale da  parte dei sindacati.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - In dialetto si direbbe "a squagghiata ra nivi", la squagliata della neve. Passata la Festa di Sant'Agata che tra cambi percorso, pioggia, prese di posizione e devozione ha fatto dimenticare i problemi della città, torna in tutta la sua forza la paura del dissesto e dei suoi effetti, devastanti, sulla popolazione. Le tariffe, alcune, sono state aumentate - quella sulla spazzatura di ben il 14% - gli asili nido sono chiusi, i dipendenti temono per lo stipendio e dalle partecipate o dalle aziende collegate al Comune, si moltiplicano segnali dii sofferenza e annunci di proteste. Come tra i lavoratori della Dusty che, incerti sul pagamento dell'ultima mensilità, hanno anno indetto uno sciopero per il prossimo 16 febbraio; o tra i dipendenti dell'Amt, l'azienda di trasporto pubblico, che hanno incrociato le braccia lo scorso 31 gennaio e minacciano una nuova astensione, sempre per i ritardi registrati nel pagamento degli stipendi e sulle incertezze.

O ancora i lavoratori di Catania Multiservizi che, per le stesse motivazioni condite all'incertezza per i pagamenti futuri, hanno annunciato sciopero. In questo caso sono due le mensilità non ancora percepite, motivo per cui l'Asal e la Si-Cel hanno indetto la protesta per il prossimo 19 febbraio. Insomma, il dissesto si palesa giorno dopo giorno nello scontento dei lavoratori, come evidenziato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno proclamato uno sciopero generale cittadino.

“L’emergenza dissesto, il silenzio delle istituzioni politiche locali, regionali e nazionali, impongono risposte decise - si legge in una nota. Lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori catanesi, tartassati e abbandonati” - hanno affermato i segretari generali di CGIL-CISL-UIL-UGL Catania - Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci - al termine dell’ assemblea unitaria che s'è riunita ieri nella sala-convegni Uil “Mico Geraci”. Gli esponenti sindacali, che hanno convocato un’assemblea pubblica per il 18 febbraio alle 16 in cui verrà proclamato lo sciopero generale, aggiungono: “Mentre l’Amt rischia la paralisi se non si troveranno 700 mila euro entro fine mese per la copertura assicurativa dei mezzi, mentre gli asili-nido sono ormai chiusi, mentre i dipendenti del Comune, delle cooperative sociali e quelli di molte aziende partecipate lavorano ormai da mesi senza certezza di stipendi, mentre le imprese fornitrici del Comune hanno già dovuto rinunciare al 60 per cento dei loro crediti, il sindaco Salvo Pogliese sfugge al confronto vero e concreto con le organizzazioni sindacali disertando persino gli incontri in Prefettura. E il governo nazionale come quello regionale ha fatto presto a dimenticare gli impegni assunti dai propri rappresentanti ... in passerella a Catania”.

“Siamo preoccupati, preoccupatissimi - concludono Rota, Attanasio, Meli e Musumeci - perché la condizione di Catania è di estrema gravità. Sembra strano e pericoloso, peraltro, che non siano stati ancora nominati i commissari per la gestione del dissesto: altro segnale di indifferenza del governo nazionale verso questo territorio. L’amministrazione comunale, intanto, ha saputo solamente aumentare la Tari. Un rincaro vergognoso e inspiegabile, che non è accompagnato da un piano serio e certo di lotta all’evasione fiscale. Il disagio sociale cresce a dismisura. C’è una Catania silenziosa che soffre e rischia di esplodere. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno gestito questo malessere profondo con responsabilità, persino eccessiva. Nessuno se ne approfitti, qui come a Roma e Palermo!”.

Intanto dal Comune tranquillizzano del prossimo pagamento degli stipendi, che dovrebbero essere erogati a partire dal prossimo martedì, ma nessuna delle sigle che ha organizzato le proteste intende tornare indietro. Né la Fast Confsal che sottolinea come non basti l'erogazione di una mensilità per placare animi agitati e preoccupati per il futuro. Né le altre organizzazioni che stanno capitanando la protesta di Multiservizi. La mancata nomina dei commissari governativi, l'incertezza nella riscossione dei tributi comunali, i ritardi accumulati e le incertezze date dalla condizione di dissesto mantengono gli animi infuocati. E pronti a bloccare la città.




Segnala il commento