Live Sicilia

verso le primarie

Pd, Orlando a Catania
I circoli premiano Zingaretti

Catania, orlando, pd, sinistra, zingaretti, Politica

L'ex ministro a Catania per tirare la volata al presidente del Lazio che in città ha vinto di misura su Martina.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA – Andrea Orlando a Catania tira la volata a Nicola Zingaretti. “Questa volta dovremmo farcela” è il mantra ripetuto tra i corridoi dell’hotel che ospita la convention “una nuova sinistra per un nuovo Pd”. Gli scongiuri non sono mai troppi, ma questa volta la musica sembra essere cambiata.

Un primo dato arriva dai circoli catanesi: Zingaretti non ottiene un plebiscito, ma una vittoria di misura su Maurizio Martina conseguendo il 49,17% dei voti e lasciando il competitor a quota 45,16%. Il terzo gradino del podio lo occupa Roberto Giachetti dato intorno al 4% con Francesco Boccia inchiodato all’1,7%. Ma la sfida più dura si giocherà sul campo il 3 marzo quando il popolo delle primarie sarà chiamato a raccolta ai gazebo. Lo sanno bene gli organizzatori della serata che dal palco invocano una nuova stagione: Gaetano Palumbo dei progressisti dem e la triade laburista costituita da Concetta Raia, Angelo Villari e Luisa Albanella. In sala ci sono anche gli alleati di Area Dem (Anthony Barbagallo ed Ersilia Saverino) e l’ex sindaco Enzo Bianco. Alleati e possibili compagni di lista se fosse confermata l’ipotesi, circolata nelle ultime ore, di un listone unico a sostegno di Zingaretti (che potrebbe chiamarsi “Piazza Grande”) per evitare contrapposizioni correntizie ed evitare il gioco della conta interna allo stesso schieramento.

Nel frattempo la sinistra del partito si affida ad Andrea Orlando per fare il punto sul partito che sarà. “Io penso che vada rimesso al centro il tema dell’eguaglianza sociale di cui si è, in qualche modo, impossessato il Movimento Cinquestelle ma che sarà tradito dalla pratica di governo perché non basta i salario di cittadinanza senza dare una prospettiva di sviluppo”, spiega Orlando. “Non ci può essere uguaglianza senza determinare un elemento di riscatto del Mezzogiorno e non ci può essere una crescita civile se non c’è una crescita economica e sociale”, aggiunge. “Per cui credo che noi dobbiamo essere la forza che si intesta il tema della redistribuzione del reddito, la diminuzione delle distanze sia territoriali sia sociali e questo cambio è interpretato da Zingaretti ed è la condizione essenziale per ricostruire un rapporto tra noi e il popolo che si è rotto progressivamente nel corso degli anni e poi si è definitivamente strappato con le elezioni del 4 marzo”, argomenta l’ex ministro della Giustizia.



E sulle primarie regionali che in Sicilia tanto hanno fatto discutere, Orlando dice la sua auspicando un cambiamento radicale dello statuto sfruttato spesso a uso e consumo dei notabili locali. “Bisogna cambiare radicalmente i meccanismi, sono stati pensati in un’altra ragione e sono utilizzati dai notabili locali per conte che prescindono dai contenuti politici”, attacca. “Noi dobbiamo costruire un percorso congressuale in futuro che metta al centro la discussione dei temi e non le conte delle tessere”, accusa. “Poi ci deve essere anche la competizione tra leadership ma dopo un confronto e un tentativo cooperativo di arrivare a una sintesi sui contenuti”, aggiunge. Andrea Orlando sa bene che la forma è sostanza. “Noi invece abbiamo uno statuto che prevalentemente induce alla competizione e quindi credo vada profondamente cambiato”, spiega Orlando. Poi lancia una bordata all’ex segretario di transizione Maurizio Martina. “Avevamo chiesto a Martina di farlo, ma in un anno non è mai intervenuto su questo meccanismo deludendo”, attacca l’ex Guardasigilli. La sfida è servita.

 

 

 

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento