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Mafia nigeriana, il rituale in diretta
"Voglio essere Norseman" VIDEO

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Ecco chi sono i capi della confraternita dei Vikings a Catania.

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CATANIA - I Vikings sono una delle confraternite emergenti della mafia nigeriana. Un gang che si contrappone alle altre più conosciute: Eiye e Black Axe. Una delle cellule più brutale e violenta aveva come quartier generale il Cara di Mineo. L’operazione Norsemen, condotta dalla Squadra Mobile di Catania con il coordinamento del sostituto procuratore della Dda etnea Andrea Bonomo e della pm Michela Maresca, ha permesso di far scattare le manette a 16 presunti “affiliati”, tra cui anche i vertici. Tre sono quasi sicuramente riusciti ad andare all’estero prima che scattassero i fermi, tutti passati al vaglio del Gip. L’indagine è partita lo scorso settembre grazie alla denuncia di un nigeriano appena arrivato al centro di accoglienza calatino. Le sue rivelazioni hanno permesso di ricostruire le fila dell’organizzazione criminale. Che ha una struttura verticistica come quella delle cosche siciliane e un preciso rituale. “Un rituale che non ha nulla da invidiare a quello di Cosa nostra”, ha evidenziato il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. A differenza delle altre confraternite la “Supreme Vikings Confraternity” (oppure Norsemen, ndr) è specializzata in traffico di droga (cocaina e marjuana) ed estorsione. Ma si sono registrate anche brutali violenze sessuali di gruppo.

IL RITO DI AFFILIAZIONE - Le intercettazioni e le dichiarazioni di un nigeriano che ha collaborato con gli inquirenti hanno permesso di ricostruire pezzo per pezzo il mosaico. La cellula a cui apparterebbero i 16 indagati è denominata “Catacata mp (Italy Sicily) - De Norsemen Kclub International”. E se il Cara di Mineo era il loro quartier generale, a Catania in via Balatelle sarebbero avvenute le affiliazioni secondo un preciso rituale. La Squadra Mobile è riesciuta a seguirne in diretta una: si sentono canti che inneggiavano all’unità della confraternita (ispirata, anche se in modo distorto, al modello americano dei gruppi universitari). E poi si sento la voce del nuovo adepto: “voglio essere Norseman”. Da quello che registrano le microspie emergono anche particolari inquietanti legati al culto segreto nigeriano. C’è una peculiare forma di giuramento “che sancisce in modo inequivocabile la fedeltà dovuta all’organizzazione”. Ed inoltre è posta in evidenza la ferocia degli appartenenti al gruppo, in base alla regola del “Baga kills baga”. Se un Viking fa del male a un affiliato, può anche esserci la condanna a morte e quindi l’omicidio. In fondo anche la mafia siciliana, almeno quella cruente e stragista, prevedeva l’assassinio del traditore.

I VERTICI - Parlavamo di struttura a piramide. Secondo gli inquirenti il vertice sarebbe William Ihugba alias “Unoma” o “Oyoma”, cosiddetto “FF” del gruppo dei “Vikings” in Italia. Essendo il “capo supremo” ha il potere di nominare i leader dei gruppi territoriali (detti “executioner” ). Il reggente del gruppo di Catania e provincia sarebbe Kingrney Ewiarion, detto “Jogodò” o “Geghedé”. E tra gli indagati chiave spicca anche Anthony Leonard Izedonmi, detto “Phyno” , che sarebbe stato il punto di collegamento con le altre cellule presenti sul territorio nazionale. Izedonmi si era da poco trasferito a Bergamo, dove è stato fermato.

 


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