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Europee, caccia ai candidati Pd
Totonomi, Bianco non c'è

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In attesa che le acque si calmino e che il partito trovi la quadra al congresso si ammazza il tempo tra indiscrezioni e voci di corridoio sulle candidature alle europee.

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CATANIA – Europee indiscrezioni e smentite: Bianco non sarà della partita. “Il più bello dei mari è quello che i militanti del Pd non navigarono” parafrasando Hikmet e scongiurando l’ipotesi “Aspettando Godot”. In attesa che le acque si calmino e che il partito trovi la quadra al congresso si ammazza il tempo tra indiscrezioni e voci di corridoio sulle candidature alle europee. C’è chi è pronto a giurare che la corsa (magari in veste di capolista) tenti l’ex sindaco Enzo Bianco. L’ipotesi però è stata nettamente smentita dall’interessato. “Sono già impegnato a Bruxelles come vice Presidente del Comitato delle Regioni e Capo della Delegazione italiana: incarico che mi appassiona. Non ho intenzione di candidarmi al Parlamento Europeo”, dichiara Bianco a Live Sicilia.

Nessuna tentazione, dunque. Del resto la strada non sarebbe stata di certo in discesa, anzi. E, in effetti, la contesa elettorale sarà complicata anche per la deputata uscente (intenzionata a ricandidarsi) Michela Giuffrida. La deputata europea ha dalla sua il sostegno, più o meno esplicito, del variegato arcipelago zingarettiano (da Area Dem ai Laburisti) ma le insidie non sono poche.  E poi due candidati catanesi sarebbero troppi in un collegio ampio che va dalla Sicilia alla Sardegna con sette posti in lista a disposizione. Pallottoliere alla mano, il collegio che comprende che quattro anni fa premiò il Pd con tre seggi difficilmente sarà così generoso. Il vento è cambiato e nella migliore delle ipotesi le urne premierebbero uno al massimo due dem.

Inoltre, c’è lo scoglio del congresso per capire chi distribuirà le carte e avrà l’ultima parola sulle candidature. Ma non solo. Sembra profilarsi, in caso di vittoria di Zingaretti, l’idea di un listone di stampo progressista che allarghi il giro del Pd alla sua sinistra e non solo. In questo caso le sette candidature nella lista che copre due regioni andrebbero diversamente ripartite con gli alleati. Grattacapi su grattacapi. Senza contare che il neo segretario regionale Davide Faraone potrebbe sparigliare le carte con una candidatura di area e di marca etnea: il deputato regionale Luca Sammartino o la senatrice Valeria Sudano.

Un nome quest’ultimo che era circolato nei mesi scorsi e che i beneinformati continuano a sussurrare. L’ipotesi è corroborata dalla possibilità per il primo dei non eletti, il sicilfuturista Beppe Picciolo, di subentrare a Palazzo Madama sommando il sostegno della compagine centrista alla potenza di fuoco (elettorale) della renziana di ferro. Scenari ipotetici, rumors ed esercizi di stile fantapolitico a parte non resta che attendere l’esito del congresso.

 

 

 

 

 


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