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Comune, lavoratori in fibrillazione
Centinaia di stipendi a rischio

, Politica

I dipendenti dell'Amt hanno già proclamato lo sciopero. Scongiurato per un soffio quello dei netturbini.

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CATANIA - Stipendi in ritardo, seppur lieve, lavoratori comunali ansiosi di conoscere le proprie sorti e cittadini disorientati. Sono i primi effetti del dissesto economico della città di Catania, decretato ufficialmente dal consiglio comunale con la presa d'atto dello scorso 13 dicembre. O meglio, sono gli effetti della crisi di liquidità che perdura ormai da tempo a Palazzo degli Elefanti e che, proprio per effetto del default, potrebbe proseguire. Incertezze, queste, che si sommano alla mancanza di informazioni sulle previsioni di entrate che, in attesa del pagamento dei tributi, previsto in primavera, possano dare una boccata di ossigeno ai dipendenti di Comune e partecipate.

Una situazione che sta mettendo a dura prova chi opera per conto dell'amministrazione comunale, a partire dalle aziende che non hanno ricevuto il pagamento di alcune fatture, come nel caso della Dusty, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, passando per i lavoratori, preoccupati della possibilità di non ricevere più di uno stipendio. Come i dipendenti dell'Amt che, proprio per i ritardi nei pagamenti e per le condizioni di incertezza, hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 31 gennaio.

"Qui in azienda c'è un'atmosfera pessima -- afferma Giuseppe Cottone, sindacalista della Fast Confsal - È davvero pesante - continua: hanno cambiato attori, ma il film è sempre quello. Capiamo le difficoltà nate con il dissesto, ma i lavoratori soffrono di una crisi aziendale mai risolta. Gli stipendi non sono erogati dal mese di dicembre e la preoccupazione è che si possano accumulare altri ritardi".

Che andrebbero a gravare su una situazione già pesante che vede i lavoratori sul piede di guerra per quella che definiscono mancata programmazione. "La problematica maggiormente sentita - prosegue Cottone - è l'incertezza, alla quale si aggiunge l'assenza di risposte". Tra cui quelle relative all'annunciata volontà di fusione con la Sostare, pensata nella delibera approvata dal consiglio comunale lo scorso 27 dicembre. "Abbiamo chiesto in commissione consiliare dettagli sul piano di accorpamento - aggiunge il sindacalista - che a oggi sembra più un proposito che una concreta possibilità".

Non solo. Secondo alcuni rumors, tra l'altro, sembrerebbe che una delle possibilità al vaglio dell'amministrazione per operare risparmi sia quella di eliminare le ditte esterne che svolgono servizio per l'Amt, come quella di pulizie. "Un indotto di circa 90 lavoratori - sottolinea Cottone - che rischiano il lavoro. Per questo chiediamo risposte certe - conclude - e un piano di rilancio dell'azienda che tenga conto dei tempi duri che stiamo attraversando".

Insomma, tanti motivi alla base della protesta del prossimo 31 gennaio. Alla quale potrebbero seguirne altre, dato il lustro di luna (quella dei netturbini, che avrebbe messo in ginocchio la città, è stata scongiurata appena in tempo per le anticipazioni da parte di Dusty). Voci di corridoio, inoltre, vorrebbero ritardi anche nel pagamento degli stipendi ai comunali. Ma il vicesindaco e assessore al Bilancio tranquillizza gli animi. "Abbiamo fatto tutto quello che ci ha chiesto il legislatore - afferma Roberto Bonaccorsi - e approvato, entro 30 giorni dalla dichiarazione di dissesto, la delibera di attivazione delle entrate proprie. Questo ci permetterà di poter chiedere anticipazioni al tesoriere". Per quanto riguarda i fondi regionali sbloccati con l'approvazione della delibera Fondo regionale di garanzia per gli enti e dissesto, Bonaccorsi rassicura che "òla procedura è in itinere - dice. Abbiamo fatto la manifestazione di interesse adempiendo a quanto previsto e attendiamo". Infine sull'Amt, il delegato del sindaco per le partecipate ribadisce "La situazione è quella nota a tutti e non ci sono risorse, adesso".

Intanto, a chiedere chiarezza all'amministrazione è anche l'opposizione targata Con Bianco per Catania. "Non vogliamo speculare su un momento così difficile - afferma il consigliere Lanfranco Zappalà. Ma occorre chiarezza da parte dell'amministrazione: non si può rimanere in silenzio di fronte a situazioni così delicate - conclude - ma dare risposte ai lavoratori e ai cittadini".

 


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