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i retroscena del blitz

Microspie in carcere
"Ha portato pasticcini e soldi"

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Le intercettazioni finite nei faldoni dell'inchiesta Stella Cadente. La nota del difensore.

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CATANIA - Dario Lo Presti fa nomi e cognomi. E quando è necessario anche i soprannomi. Peccato però che quei colloqui in carcere nel 2017 gli investigatori li hanno seguiti in diretta. E hanno immortalato tutto grazie alle microspie. Lo Presti il giorno della perquisizione dei carabinieri non è a casa, i militari trovano una grossa riserva di marijuana e soldi. Poco dopo però il “custode della droga” si presenta alla polizia giudiziaria. Grazie alle cimici gli inquirenti scoprono che Lo Presti ottiene l’assicurazione che “qualcuno avrebbe pensato alla sua famiglia”. Ne parla apertamente durante un colloquio con la moglie e il fratello.

Dario: “Chiddu ca stai dicennu tu (si rivolge alla moglie) e tu (si rivolge al fratello), Ciu’ poi diri… pari, mi staiu iennu a consegnari, vattini ca ci penso iu’ a to’ famigghia!

Insomma Dario spiega ai familiari che c’è stata una promessa precisa. Promessa che va mantenuta a qualsiasi costo. “Se ne va a prostituirsi e mi manda i soldi!”, afferma senza mezzi termini l’indagato Lo Presti. E si passa ai nomi, la moglie manda i saluti “da parte di Giovanni”. E per gli investigatori non ci sono dubbi che si tratta di Giovanni Maria Privitera, anche perché c’è la battuta che è “per colpa del fratello che si è rovinato”. “So frati mi consumau”, dice. E dalla relazione di servizio dei carabinieri sulla perquisizione a casa di Lo Presti si evince chiaramente che la droga e i soldi sequestrati sarebbero stati lasciati da Danilo Privitera (fratello di Giovanni appunto, ndr) che è riuscito a fuggire dopo l’incursione dei militari. Si parla di soldi, di arresti, di arresti anche di minorenni durante i colloqui. Ma in un particolare incontro con la moglie, Dario Lo Presti comunica un preciso messaggio da trasmettere all’esterno. Destinato al fratello.

Omissis...

Dario: ...poi gli devi dire: "mercoledì faccio il colloquio diglielo a Giovanni"! 
Moglie: ...mi deve portare...(ndr fa segno con le mani per intendere soldi)"
Dario: Eh! Gli devi dire vagli a prendere questi cosi perché lui (ndr Dario Lo Presti) si è portato la testa!

Le promesse pare siano state mantenute. La moglie, nel corso di un colloquio, racconta a Dario Lo Presti che Giovanni è venuto a portargli pasticcini e soldi.

La moglie:” …. comunque domenica chistu spunta, puttau i pasticcini e i soddi”

La pace però dura poco. Il fratello si sarebbe rivolto a Giovanni Privitera per “incassare”. Ma i giorni passano e “u Ricciolino” non risponderebbe ai messaggi.

Il fratello: "Comunque io, poi, ci sono salito la stessa sera. Quando è stato il fatto tuo (il giorno dell'arresto di Lo Presti, ndr). Ho detto che eri andato a consegnarti. Ha preso 300 euro e me li ha dati. Ho parlato con Giovanni prima che io partissi, Perché Giovanni “U Ricciolino”… e poi continua… “oggi il signor Giovanni fino a stamattina gli ho chiamato e non mi ha risposto… ha visualizzato i messaggi e non mi ha risposto… “. Dario Lo Presti è chiaro. Il gruppo criminale deve pagare: “Per me alla fine se ne può andare a prostituire”. Ancora una volta la stessa battuta.

La nota del difensore di Dario Lo Presti, l'avvocato Gianluca Costantino: "L'articolo da voi pubblicato, soprattutto nella parte iniziale, è fuorviante. Il mio assistito non ha mai fatto nomi e cognomi e le intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere attengono fatti personali che chiariremo all'autorità giudiziaria. Mi riservo di adire alle vie legali a tutela del mio assistito".

LA RISPOSTA

Egregio avvocato, la ringraziamo per la sua precisazione che pubblichiamo integralmente, ma non posso, però, non sottolineare che il lavoro giornalistico di Laura Distefano sia ineccepibile e di altissimo interesse vista la delicatezza degli argomenti trattati. In ogni caso siamo a sua disposizione.

cordiali saluti

Antonio Condorelli

Coordinatore di Livesicilia - Catania


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