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inchiesta Sibilla

Il processo che ha travolto Acireale
Slitta l'esame del primo testimone

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Sollevate dalla difesa nel corso dell'udienza diverse eccezioni.

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CATANIA. E' slittata al 14 marzo l'esame del primo testimone del processo Sibilla, scaturito dall'operazione che quasi un anno fa ha travolto l'amministrazione comunale di Acireale guidata dall'allora sindaco Roberto Barbagallo. L'ex primo cittadino è accusato induzione indebita a promettere utilità. Per la Procura di Catania avrebbe indotto, in concorso con il luogotenente della polizia municipale Nicolò Urso, due venditori ambulanti a promettere voti per l'on. Nicola D'Agostino, candidato alle regionali. In cambio avrebbero chiuso un occhio su alcune irregolarità amministrative emerse durante un controllo. Imputati anche Giovanni Barbagallo, ex capo area tecnica del comune di Acireale, per turbativa d'asta, corruzione e falso in atto pubblico, e Salvatore Di Stefano, dirigente dell'area tecnica comunale, per corruzione e falso. Roberto Barbagallo stamani era presente in aula e con lui quasi tutti gli altri 11 imputati, molti dei quali funzionari comunali, tecnici e professionisti, dell'inchiesta condotta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Acireale e coordinata dal pubblico ministero Fabio Regolo. Numerose le eccezioni di nullità dell'esercizio dell'azione penale sollevate dal Collegio difensivo, sia nella precedente che nell'odierna udienza. Una serie di questioni tecniche per le quali i giudici della terza sezione penale, presieduta da Rosa Alba Recupido, si sono ritirati in camera di consiglio per oltre due ore. Rigettate, infine, tutte le eccezioni.

Il tribunale ha ammesso alla costituzione di parte civile il Comune di Acireale e la società San Sebastiano Srl, quest'ultima con riserva. Ritenuta invece inammissibile quella del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Tra gli imputati figurano anche il consulente tecnico regionale del Coni, Anna Maria Sapienza, accusata di turbativa d'asta, e Angelo La Spina e Salvatore Leonardi, accusati di corruzione e falso, rispettivamente dipendente e consulente esterno della società San Sebastiano, appaltatrice di alcuni interventi di restyling al cimitero comunale acese. Quando tutto sembrava ormai definito, durante la fase della richiesta dei mezzi di prova delle parti, i legali di Roberto Barbagallo, Enzo Mellia e Pierfrancesco Continella, hanno sollevato un'ultima questione: la nullità dell'uso delle intercettazioni. I giudici scioglieranno la riserva il prossimo 24 gennaio, in un'udienza fissata ad hoc.

 


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