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Appalti, frode e abuso d'ufficio
Colletti bianchi a processo

Catania, catania fiumefreddo di sicilia, piazza botteghelle, Cronaca

La storia infinita per il restyling di piazza Botteghelle.

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CATANIA. Si è aperto davanti ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Catania, presieduta da Maria Pia Urso, il processo sulle presunte irregolarità negli interventi di rifacimento di piazza Botteghelle, nel centro storico di Fiumefreddo di Sicilia. Sei gli imputati accusati a vario titolo
di frode nelle pubbliche forniture, violazione delle norme a tutela ambientale e abuso d'ufficio. Tra loro anche funzionari comunali. Alla sbarra Salvatore Patriarca, legale rappresentante dell'impresa di costruzioni “Patriarca Geom. Salvatore”; Rosario Russo, legale rappresentante della ditta “Edil Federica Russo srl”; Domenico Grasso, direttore dei lavori nominato dal comune di Fiumefreddo di Sicilia; Salvatore Crimi, rup dei lavori; e Rosario Leonardi, responsabile dell'ufficio dei Lavori Pubblici del comune di Fiumefreddo di Sicilia.

Ad assisterli il collegio difensivo composto dai legali Luca Mirone, Vincenzo Giannone, Michele Pansera, Salvo Sorbello, Maria Elisa Ventura e Luigi Latino. Ammessa la costituzione di parte civile del comune di Fiumefreddo, rappresentato dall'avvocato Walter Rapisarda. Concluse le questioni preliminari e le richieste di prova, nella prossima udienza, fissata per il 21 maggio, si aprirà l'istruttoria dibattimentale con i primi testimoni dell'accusa.

LA STORIA INFINITA. E' degna di un racconto di Eugène Ionesco la storia dell'appalto per il restyling di piazza Botteghelle a Fiumefreddo di Sicilia. Un'opera attesa non solo per ridare smalto all'agorà cittadina, con la realizzazione di una nuova illuminazione, la collocazione di arredo urbano e la ripavimentazione dell’intera area, ma anche per risolvere parte dei problemi di parcheggio dell'intera zona. Il progetto prevede infatti anche la nascita di un'area di sosta sotterranea per le auto. E' il 2011 quando gli interventi vengono affidati alla “Gisam s.r.l” di Rosolini, per un importo pari a poco più di 1 milione di euro, di cui circa 600mila a carico della Regione Siciliana e 450mila del Comune.

I lavori vengono avviati ma solo dopo tre settimane il Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo ne ordina la sospensione dopo aver accolto il ricorso dell’Associazione temporanea di imprese formata da Patriarca Geometra Salvatore e da D.FIL. Srl. La sentenza definitiva giunge solo nel 2013 con l'aggiudicazione definitiva all'Ati. Dopo la contabilizzazione degli interventi compiuti dalla precedente azienda, tutto sembra pronto per ripartire nel 2015. Ma una nuova tegola si abbatte sull'opera. Mancano i fondi regionali, causa di un nuovo stop. Lo sblocco dell'atteso finanziamento sembra porre fine alle vicissitudini. Ma nel novembre dello stesso anno l'opera finisce nel mirino dei finanzieri della Compagnia di Riposto che eseguono un decreto di sequestro dell'area. Dall'inchiesta delle Fiamme Gialle sarebbe emerso l'utilizzo di materiali difformi da quelli previsti dal progetto, circostanza che avrebbe consentito un notevole risparmio sui costi. Tra le accuse anche quella di non aver bonificato l'area dopo il rinvenimento di amianto. Nel 2016 piazza Botteghelle viene dissequestrata, ma ancora una volta mancano i fondi regionali. Dopo anni di traversie l'opera verrà inaugurata nel luglio del 2017.

 


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