Live Sicilia

la polemica

Centro, residenti sul piede di guerra
"L'amministrazione ci ascolti"

centro storico, movida catania, residente centro storico catania, Cronaca

Lamentano mancati incontri, assenza di concertazione e, in generale, la diffusa illegalità della zona.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - Un coro di protesta. E quello che si è alzato tra i residenti e alcuni operatori del centro storico di Catania di fronte a quanto affermato dall'assessore alle Attività produttive del Comune di Catania, Ludovico Balsamo. In particolare, alcuni dei residenti della zona cosiddetta della Movida, quella limitrofa al piazza Bellini, lamentano mancati incontri, assenza di concertazione e, in generale, la diffusa illegalità della zona.

"L'assessore ha ammesso che si necessita di una programmazione e un contingentamento delle aperture in determinate zone - affermano alcuni residenti - ma la delibera esiste già dal 2012, ad oggi ancora in vigore. Una delibera - prosegue - che vieta l’apertura di nuove attività di somministrazione alimenti e bevande in una parte estesa del centro storico, proprio perché era diventato invivibile ed insicuro, e di questa delibera l’assessore è al corrente perché ne ha parlato anche anni addietro. Eppure - incalzano - fino ad oggi le attività produttive hanno continuato ad autorizzare le aperture come se nulla fosse, accettando la presentazione della SCIA che in quelle zone non è permessa".

Non solo. A essere sottolineato è l'atteggiamento che, anche in passato, ha fatto sì che nell'area della movida si concedessero autorizzazioni o si chiudessero porzioni di strada, senza alcuna concertazione. "Nel giro di una notte lo scorso hanno, trasformando di fatto una strada pubblica (la via Landolina nel tratto che va da via Vittorio Emanuele a piazza Teatro Massimo ndr) e vie di esodo in caso di terremoti, in una strada ad uso privato di un singolo locale. Come associazione residenti e come esercenti altri settori, che non sono quello della ristorazione, abbiamo chiesto più volte incontri ma siamo sempre stati glissati. Ad oggi gli unici incontri li avete avuti con chi rappresenta i pub e locali notturni".

Insomma, dopo un periodo di calma, torna una delle querelle che da oltre un decennio tiene banco nel centro storico, tra chi amministra e chi vive quello che un tempo era definito il "salotto buono" della città. In cui continua ad andare in scena un tira e molla quasi perpetuo tra chi, legittimamente, chiede decoro, sicurezza e vivibilità e chi intende ancora investire in locali e pub, in quella zona che fece le fortune di Catania negli anni Novanta ma che oggi, come documenta la cronaca, rappresenta anche una problematica irrisolta.

I continui atti vandalici, le difficoltà nei soccorsi, il deserto diurno e il caos notturno, documentati da questa testata, sembrano racontare di un centro storico che, oltre che di sedie e tavolini, necessiterebbe di una visione differente. Come sottolinea Daniela Catalano, dell'associazione Centro storico. "Come associazione abbiamo inviato una lettera al sindaco Pogliese e chiesto un incontro con l'amministrazione e con i presidenti delle commissioni sicurezza e commercio - afferma - ma ancora non abbiamo avuto notizie. Vorremmo avviare con la Giunta un discorso che possa finalmente mettere ordine nel centro storico, valorizzandolo e non relegandolo a luogo di fruizione notturna. A tal proposito - aggiunge - ribadiamo la nostra contrarietà alla doppia delega Centro storico e Attività produttive, che il sindaco ha assegnato all'assessore Balsamo. La questione relativa al centro storico - conclude - deve essere affrontata con un approccio più ampio, e non solo legato ai locali notturni. Il centro storico è molto di più di qualche pub.

 

 

 

 

 

 

 

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento