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la delibera di giunta

Suolo pubblico, novità in arrivo
Nasce l'Area storica ambientale

, Politica

L'assessore alle Attività produttive Ludovico Balsamo traccia gli obiettivi per il 2019.

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CATANIA - Regole chiare per ripristinare la legalità, regolamentazione del suolo pubblico e zone a traffico limitato. Sarà un 2019 pieno di novità per quel che riguarda il centro storico e le attività imprenditoriali. Parola di Ludovico Balsamo, assessore alle Attività produttive del Comune di Catania, che traccia un piccolo bilancio di quanto effettuato l'anno appena passato - sei mesi, in realtà - e disegna il percorso che, insieme al sindaco Pogliese e agli altri colleghi di Giunta intende portare avanti. Una programmazione non certo semplice in assenza di un piano commerciale, ma alla quale il delegato del primo cittadino sta lavorando alacremente.  "Quando sarà portato dal Consiglio e approvato - spiega Balsamo - rappresenterà una  svolta. Ci darà opportunità di programmare e di contingentare alcune tipologia di licenze. Il sindaco Pogliese ha però fatto una precisa scelta precisa: quella di lavorare sul Piano regolatore generale, per cui il Piano commerciale sarà esitato successivamente. Ma stiamo già lavorando sulle impostazioni. Ci affideremo al buon senso, procederemo a un piccolo censimento, cercheremo di capire le aree già piene di locali, dove si vive il disagio e lì limiteremo nuove aperture".

Come vi state muovendo per regolamentare, oltre che le licenze, anche il suolo pubblico e, soprattutto, per contrastare l'abusivismo?

Abbiamo votato una delibera di Giunta istituendo l'Area storica ambientale ai fini del rilascio del suolo pubblico. Il codice della strada prevede infatti che il sedime stradale può essere occupato solo nelle strade chiuse al traffico, in quelle in cui viene individuato un percorso alternativo oppure all'interno di aree storiche ambientali. La città di Catania non si era mai dotata di questo strumento a differenza di altre città che invece hanno regolamentato la movida. Noi abbiamo approvato la stessa delibera e potremo così rilasciare autorizzazione per tavoli e sedie anche su porzioni di sedime stradale aperte al traffico. Il rilascio dell'autorizzazione però non è automatico: sarà necessario il parere favorevole dell'Utu e si dovrà riunire una conferenza dei servizi che dovrà autorizzare, anche in maniera cumulativa delle pratiche. Questo ci consentirà da un lato di sanare occupazioni abusive che in città esistono da tempo e introitare così soldi, oltre che regolamentare il suolo pubblico. Il Comune non è mai stato in grado né di fare cassa né rimuovere gli abusi. Così riusciremo a sanare e a incassare. Oltre che poter rilasciare concessioni a chi vuole stare nelle regole e fino a oggi non ha potuto.

Quando sarà applicata?

È stata delineata quest'area, all'interno della quale sarà poi il Consiglio comunale a regolamentare una serie di elementi, ad esempio, per distinguerla dal resto della città. Allestimenti, tende, materiali, per creare un ambiente omogeneo. Grazie a una legge regionale e a questa delibera, si può dire che il regolamento sui Dehors è stato quasi fatto.

Concessione di suolo pubblico in strade aperte. Non sarebbe meglio chiudere al traffico le zone centrali, come in tantissime città italiane ed europee?

È un argomento che va preso con le pinze e sul quale non è possibile generalizzare perché, a volte, anche un cambio di viabilità può comportare grossi problemi a chi ha un'attività. Valutiamo di volta in volta e agiamo in accordo con i cittadini e gli imprenditori. Stiamo lavorando anche ai parcheggi: è importante chiudere il centro storico e renderlo pedonale il più possibile, ma solo dopo la realizzazione dei infrastrutture e il potenziamento dei mezzi pubblici. Ci stiamo muovendo in questa direzione, ma non si possono prendere decisioni senza concertazione. Questo è il nostro sforzo. Possiamo sbagliare ma non avremmo alcun problema a tornare indietro.

Per quanto riguarda le richieste, spesso inconciliabili, di esercenti e residenti?

Ci impegniamo tanto per cercare di fare convivere residenti e ristoratori. La nostra attenzione è rivolta a entrambe le categorie e incontriamo sia gli uni che gli altri. Convivere non è sempre facile. Ci sono dissidi ma, nonostante tutto, stiamo attenti e valutiamo tutto ciò che rientra nelle nostre possibilità, ma non possiamo impedire l'apertura dei locali, anche se conosciamo bene i disagi che i residenti vivono quotidianamente. Bisogna dire che c'è stato uno svuotamento di attività in alcune zone e sono nate nuove realtà in altre. Questo a Catania è sempre accaduto, e quindi bisogna accompagnare questa evoluzione con un'attenzione continua a queste aree.

Collaborate con l'annona e i vigili urbani?

Sì. Abbiamo già ottenuto alcuni risultati, ad esempio, per quanto riguarda il mercatino delle pulci, che abbiamo sospeso per una settimana per i problemi della pulizia del piazzale. Stiamo facendo la stessa cosa per gli altri mercati della città, che necessitano di organizzazione e controlli costanti. In particolare, per quanto riguarda la pulizia e la raccolta dei rifiuti a fine attività. Raccolgo ogni giorno, grazie a un accordo con la ditta che si occupa di spazzamento e raccolta della spazzatura, le fotografie di come vengono lasciate piazze e piazzali su cui si svolgono i mercati, a fine turno: non siamo per nulla soddisfatti e stiamo iniziando a organizzare il lavoro proprio come fatto per il mercatino delle pulci di San Giuseppe La Rena, anche negli altri mercatini. Inizieremo a far girare volantini nei quali avviseremo gli operatori commerciali con le richieste, a partire dalla pulizia del piazzale non appena terminato il mercato. In caso contrario, saremo costretti ad applicare la linea dura. Devo però ammettere che gli operatori hanno risposto benissimo. Dopo la chiusura che abbiamo imposto, ho riscontrato la collaborazione di tutti gli operatori che hanno lasciato il piazzale pulitissimo. Occorre insomma schiena dritta e applicare le regole, dopo un confronto continuo. Gli operatori hanno compreso quanto sia importante operare nella legalità.

Come vi rapportate con le associazioni di categoria?

Le convochiamo e le ascoltiamo. Difficilmente prendiamo decisioni senza parlare con gli operatori commerciali. Ad esempio, per quanto riguarda la chiusura della parte finale di via Dusmet, su cui stiamo rivolgendo l'attenzione. Gli esercenti chiedono la riapertura di quel tratto, ma noi non ci stiamo focalizzando solo su questo, stiamo intervenendo anche su altro. Predisponendo una fermata in via Dusmet, degli stalli di carico e scarico merci, vedendo di rivalutare villa Pacini, oggi lasciata all'abbandono, e riqualificando la piazza tramite l'affidamento del chioschetto, come avvenuto negli anni passati. Il gestore dovrà prendersi cura e occuparsi della manutenzione della piazza. Per la zona, stiamo pensando di riaprire il bando, lo abbiamo già fatto a Picanello, nel mercato coperto. Insomma, stiamo lavorando così per contrastare l'abusivismo, in un momento delicato come questo.

Obiettivi, dissesto permettendo?

Il nostro assessorato è quello che forse risentirà meno del dissesto. Noi non abbiamo bisogno di grandi risorse economiche per dare risposte importanti alla città, ma di azione, concertazione e buona volontà da parte degli uffici. Forse avremmo bisogno di personale in più, ma stiamo al lavoro per dare più possibilità per espeltare le pratiche e snellire la burocrazia che per adesso resta una delle nostre priorità. Personale che va motivato e utilizzato al meglio.

 


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