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IL CASO

Associazione per delinquere
Chiesta l'archiviazione per Buscema

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La Procura ritiene prive di fondamento una serie di denunce presentate contro l'ex presidente dell'Ordine dei Medici.


CATANIA – Nessuna associazione per delinquere all'interno dell'Ordine dei Medici, la Procura ha verificato che le accuse più gravi mosse contro l'ex presidente Massimo Buscema erano inconsistenti, per questo è stata richiesta l'archiviazione. Insieme a lui erano indagati quelli che sono diventati i suoi più acerrimi nemici, Lucio Di Mauro e Antonino Rizzo, per anni al fianco di Buscema nell'Ordine dei medici di Catania. La Procura accerta che Di Mauro è entrato “in collisione” con Buscema, addebitandogli la colpa di non averlo sostenuto nella presidenza della Commissione Enpam.

LE INDAGINI - Un'inchiesta poderosa quella della Procura guidata da Carmelo Zuccaro, che ha affidato il caso al gruppo pubblica amministrazione coordinato dal sostituto procuratore Fabio Regolo e composto dai magistrati Alessandra Tasciotti e Fabio Saponara. L'indagine era nata dalle denunce di alcuni medici catanesi, che lamentavano “di aver subito procedimenti disciplinari del tutto pretestuosi e finalizzati a colpire la loro attività professionale, asseritamente non gradita a personaggi di spicco dello stesso Ordine professionale”.

LA DENUNCIA – Il primo a denunciare Massimo Buscema è stato il noto medico legale Giuseppe Ragazzi, lamentando di essere stato vittima di una ingiusta azione disciplinare. In realtà, la Procura accerta che Ragazzi “non era in regola da diversi anni con gli obblighi formativi di riferimento non avendo di fatto partecipato ai corsi di formazione organizzati dall'Ordine dei medici, né avendo effettuato la formazione con il sistema dei corsi on line”. Nel caso di Giuseppe Ragazzi, all'Ordine dei medici era giunta la segnalazione di un sindacato. I magistrati interrogano Marcello Fontana, responsabile dell'ufficio legislativo della federazione nazionale dell'ordine dei medici, che ribadisce come “la partecipazione all'attività di formazione continua costituisca requisito indispensabile per svolgere qualsiasi attività professionale medica”. Su queste basi la Procura conclude che “non vi siano elementi di fatto sufficienti e idonei a sostenere che ci sia stata una illegittima e intenzionale condotta dei vertici dell'Ordine dei Medici di Catania posta in essere per danneggiare il dott Ragazzi”.

LA DOTTORESSA – Altro caso che portò a una denuncia contro gli ex vertici dell'Ordine dei medici riguardava una perizia della dottoressa Milana, nei cui confronti era stato fatto un procedimento disciplinare poi archiviato e quindi ritenuto, dai detrattori di Buscema, “sospetto”. È una storia ingarbugliata, la Procura riesce a dipanare la matassa. Alla Milana veniva contestato dall'Ordine dei medici di non aver consultato uno specialista all'interno delle operazioni peritali di un giudizio civile, ma anche che, una volta nominato l'esperto Ivo La Mantia, la stessa dottoressa non avrebbe tenuto conto del suo dissenso rispetto alle conclusioni della perizia. Sentito dalla commissione disciplinare, La Mantia sosteneva però di aver condiviso le conclusioni della collega Milana, quindi il procedimento veniva archiviato. La Procura ha accertato anche che Di Mauro non ha agito in conflitto di interessi e che Buscema ha operato correttamente, non commettendo alcun abuso per il fatto di essere primario “dove lavora la moglie del medico convenuto nel giudizio civile in cui la Milana aveva il ruolo di Ctu”.

IL SINDACALISTA – Altra denuncia era stata fatta dal noto sindacalista Mimmo Grimaldi, nemico giurato di Buscema. Secondo l'iniziale ipotesi investigativa, ci sarebbe stata una decisione della Commissione disciplinare “finalizzata a punire Grimaldi per il suo attivismo sindacale”. La Procura però scopre che il procedimento disciplinare contro Grimaldi scatta su richiesta formale dell'assessorato alla Sanità “in seguito a uno scontro verificatosi tra Grimaldi e altri colleghi”. Grimaldi è stato sanzionato sulla base della testimonianza di un testimone oculare. Anche in questo caso la Procura non individua alcuna violazione di legge.

L'EX PRESIDENTE – Altra denuncia agli atti, sempre contro Buscema, è quella dell'ex presidente Salvatore Sciacchitano, secondo il quale Buscema avrebbe commesso “abusi” durante la gestione delle procedure elettorali per il rinnovo degli organi dell'Ordine dei medici di Catania. La Procura non ha rinvenuto “elementi di riscontro alla prospettazione del denunciante, da sola non idonea a suffragare le ipotesi di reato indicate nell'esposto”.

LE CONCLUSIONI – I magistrati del gruppo sui reati della pubblica amministrazione hanno chiesto l'archiviazione nei confronti di Buscema, Di Mauro e Rizzo “per infondatezza della notizia di reato”.

 

 


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