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Piano regolatore e rischio sismico
La Greca: "Ecco i punti cardine"

Catania, piano regolatore, prg, terremoto sisma, Politica

I punti cardine intorno al quale ruoterà il documento che la città aspetta da oltre mezzo secolo.

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CATANIA - Quanto accaduto nella notte tra Natale e Santo Stefano conferma quanto sia importante nella pianificazione urbanistica l'attenzione al rischio sismico. Lo sa bene il professore Paolo La Greca che sta lavorando alla realizzazione delle linee guida del piano regolatore generale che dovrà necessariamente prevedere interventi che possano mitigare il pericolo dell'intera città di Catania in caso di eventuale terremoto. "Quello della mitigazione del rischio è uno degli elementi cardine su cui ruota la pianificazione urbanistica immaginata dall'amministrazione Pogliese - afferma il presidente dell’Istituto Nazionale Urbanistica. Siamo in un'area esposta a un duplice rischio sismico - continua La Greca.  Siamo su una faglia all'incrocio di due placche tettoniche e questo provoca terremoti come quello del 1693, determinato proprio da questo sistema di placche. E poi, siamo legati al sistema di faglie dell'Etna - prosegue: in questo caso i terremoti sono di minore intensità, come quello dell'altra sera, rispetto a quelli sismo tettonici, ma riescono comunque ad avere intensità tale da creare problemi rilevanti. Insomma, il contesto è molto esposto - sottolinea - ed è chiaro che la pianificazione urbanistica non può non tenerne conto".

Due gli aspetti legati alla pianificazione urbanistica: intervenire sugli edifici nuovi secondo le norme antisismiche e intervenire su quanto già esiste. "Il problema è costituito dal patrimonio edilizio esistente, quello di natura storica e quello in cemento armato - continua il professore.  Questo è il pericolo reale: gli edifici costruiti fino alla seconda metà degli anni Ottanta sono edifici che non seguono le regole antisismiche".

Per questo, nella pianificazione urbanistica immaginata dall'amministrazione, ci saranno delle agevolazioni a corredo delle possibilità previste dalla legge, come per esempio il bonus sisma, per chi procederà alla messa in sicurezza delle proprie abitazioni. "Il problema è che sono quasi tutti edifici privati, condomini - evidenzia La Greca - per cui è difficile intervenire. Eppure ci sono possibilità che prevedono sgravi fiscali fino al 85%. È una strada complessa che va sperimentata, ma è necessaria la coscienza del rischio. Questo è importantissimo e l'urbanistica può trovare strumenti che si affianchino alle norme già esistenti e immaginare una città sicura".

Mitigazione del rischio, dunque, ma anche Ambiente, sostenibilità, mobilità. Sono alcuni dei cardini sui quali è stata immaginata la pianificazione urbanistica targata Salvo Pogliese. Dopo la presentazione dell'idea alla base del redigendo Piano regolatore generale che l'attuale amministrazione non sono ha messo tra i punti principali del programma, ma ha anche presentato alla città, le linee guida dovrebbero approdare in Consiglio entro il 2020.  “Sono parte di un documento che dovrà essere approvato dal consiglio comunale - conferma il direttore dell'Urbanistica, Biagio Bisignani. Sotto il profilo tecnico, cercheremo di ascoltare quanto più possibile la città, per cercare di comprendere gli indirizzi opportuni e che i cittadini verranno per il prossimo futuro e prossimo ventennio".

Sotto il profilo politico, interviene ancora il professor La Greca, esperto del sindaco Pogliese per la redazione dell'importante piano, atteso da oltre cinquant'anni, e già autore di quella bozza di programmazione preparata dall'amministrazione guidata da Raffaele Stancanelli e restata in un cassetto per i cinque anni successivi. L'ex sindaco Bianco aveva infatti messo in standby il Prg per immaginarlo metropolitano.

Si parte dunque dal passato, anche se, come spiega La Greca, le cose oggi sono mutate anche rispetto al recente passato. "Gli studi fatti in precedenza saranno presi in considerazione - spiega La Greca - ma, rispetto al piano che aveva immaginato l'ex sindaco oggi Senatore, che aveva puntato sull'aspetto perequativo, il modello è cambiato. il mercato immobiliare è mutato ed è quindi necessario rivedere quella pianificazione mantenendo l'impostazione ma aumentando la matrice ambientale".

Uno dei punti cardine sul quale si lavorerà per la redazione del Prg. "Catania deve innalzare la qualità della vita è questa aspetto connesso al clima, all'aria, al ciclo dell'acqua  - sottolinea il professore, che parla di efficienza e funzionalità. "Lo slogan che il sindaco ha fatto proprio - afferma -  è "un ecosistema urbano sostenibile per la qualità della vita nella città". D'altronde - aggiunge - una città che rispetta l'ambiente ed è qualitativamente efficiente, genera un aumento nella qualità della vita degli abitanti che, a loro volta, rispettano il proprio territorio. Basta guardare la Porta e la bellezza - dice: le famiglie hanno condiviso il progetto e lo proteggono".

Particolare attenzione, dunque, sarà riservata ai cambiamenti climatici. Un altro dei nodi centrali del redigendo Prg è quindi l'attenzione per il verde, per la permeabilità della città, oltre la mitigazione di ogni tipo di rischio. "Bisogna muoversi in una prospettiva di rigenerazione resiliente - evidenzia La Greca - adeguando le strutture e ripensandole in modo che siano sicure. Ma altro tema importante è anche la vocazione imprenditoriale: si deve andare nella direzione di trovare nuove energie".

E ancora, fondamentale sarà la pianificazione della mobilità. "Abbiamo 64 macchine ogni 100 abitanti - tuona il professore. Il numero più alto d'Italia. Bisogna pianificare urbanisticamente anche una sinergia dei trasporti". Infine, ma non certo per importanza, la questione centro storico. "Catania ha grande centro storico - prosegue La Greca - ma non tutto è di buona qualità. Occorre enfatizzare il centro importante - conclude - ma individuare con coraggio le zone molli e riqualificare per la sicurezza e anche per la bellezza".

Mobilità, tutela ambiente, interconnessioni, restano comunque i punti fissi sul quale elaborare la nuova città, con l'ausilio dell'ingente mole di studi fatti. “È questa la scommessa tecnica - sottolinea il direttore Bisignani: sotto questo profilo è questa la sfida. Cercare di avere una città vivibile con infrastrutture sostenibili e soprattutto cercare di smussare tutte quelle criticità che purtroppo ancora oggi ci troviamo in quello che noi chiamiamo ‘sistemi urbani territoriali’.

 


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