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Fibrillazioni per le Europee
Autonomisti e FdI verso l'intesa

Andrea del mastro, fratelli d'Italia, giorgia meloni, Mpa, pippo reina, raffaele lombardo, raffaele stancanelli, Sicilia Regione Nazione, Politica

Prove di dialogo ai piedi del Vulcano.

 

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CATANIA - Gli ex Mpa viaggiano verso Fratelli d’Italia. “Non un accordo politico, ma esclusivamente elettorale in vista delle prossime Europee”, precisano i vertici di Sicilia-Regione-Nazione, la sigla che raccoglie l’eredità del movimento fondato da Raffaele Lombardo. Un’intesa tecnica che domenica scorsa ha visto le prove generali in quel di Enna, dove gli uomini della colomba bianca si sono riuniti in assemblea programmatica per discutere un tema che più esplicito non si può: “Autonomisti e/o sovranisti?”. Manco a dirlo, l’intervento più atteso era quello di Andrea Del Mastro, vice capo gruppo di FdI alla Camera e consigliere tra i più ascoltati di Giorgia Meloni. Tutto questo mentre Raffaele Lombardo era sì presente, ma fuori dalla sala. Appunto per marcare ancora una volta l’addio alla politica attiva. Ma non il ruolo di saggio.

“Prove di dialogo”, appunto. Pippo Reina, coordinatore di Srn, preferisce la linea della prudenza: “Guardiamo con interesse a FdI – spiega a Live Sicilia – Ma non per confluire, perché rimaniamo autonomi e autonomisti. Quello che importa è saperci intendere su alcuni contenuti, rimanendo nell’ambito del centrodestra”. Il perimetro pare tracciato, benché il percorso da qui a maggio resta in costante evoluzione e ciò che è certo oggi potrebbe mutare nel giro di poche telefonate. “L’idea di Micciché di costruire in Sicilia un centrodestra che sia in dialogo con il Pd è vecchia – insiste – La Sicilia non ha bisogno di idee già bocciate dalla Storia”. Un modo come un altro per ribadire come l’ipotesi di sostenere Forza Italia nel cartello anti-sovranista de L'altra Italia sia impraticabile. Come anche quella di tentare un'intesa con una Lega che, stando ai sondaggi, potrebbe farne a meno di apparentamenti nell'Isola.

Autonomia e Fratelli d’Italia, restiamo ancora lì. Perché sono abbastanza le ragioni che potrebbero facilitare la conclusione di un accordo. Riavvolgendo il nastro, la scorsa estate è stata Giorgia Meloni a lanciare un appello alle forze conservatrici e sovraniste non salite sul Carroccio in funzione della scadenza di maggio. L’obiettivo è di superare agevolmente lo sbarramento, ma anche di ridefinire a lunga scadenza la mappa di quel centrodestra a cui è indigesto il contratto gialloverde. Una occasione ghiotta per gli autonomisti, che all’interno di un contenitore dalle percentuali ridotte, potrebbe meglio esaltare le proprie performance. Sebbene sia prematuro parlare di candidature, secondo i rumors, gli ex Mpa dovrebbero schierare due uomini (o donne): uno proveniente dal feudo orientale e l’altro da occidente.

Non mancano tuttavia i mal di pancia. A microfoni spenti, tra i dirigenti locali di FdI c’è chi teme la fronda dei puristi, di quanti cioè non vedono di buon occhio l'abbraccio con gli epigoni di Raffaele Lombardo. Evidentemente, le sentenze che che hanno colpito l’ex governatore della Sicilia pesano e non poco in questa fase. Ma c’è anche chi guarda con ottimismo affinché FdI possa accogliere in lista anche gli uomini di Nello Musumeci. Ed è Raffaele Stancanelli, titolare peraltro di una doppia appartenenza: fondatore di Diventerà Bellissima e senatore iscritto al gruppo di Fratelli d’Italia. “La Meloni – spiega a Live Sicilia – è l’unica che vuole puntare davvero ad allargare la sua formazione e a rifondare un partito di centrodestra. Noi siciliani abbiamo bisogno di un riferimento nazionale – aggiunge – e non può essere la Lega, che nei prossimi mesi lavorerà per dare attuazione ai referendum di Lombardia e Veneto”. Sull’intesa con gli ex Mpa taglia corto: “So solo quello che ho letto sui giornali. Arrivederci”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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