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Emendamento in senato

Tari in bolletta, Codacons:
"Si colpiscono i deboli"

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Le parole di Pogliese nel corso dell'ultimo consiglio comunale. Quello con cui è stato dichiarato il dissesto.

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CATANIA - “Le tasse vanno pagate, troppa l’evasione”. Queste le parole del sindaco Salvo Pogliese nella seduta dell’ultimo consiglio comunale prima della dichiarazione del dissesto finanziario. Un momento difficile per la città di Catania, reso ancora più spiacevole dall’elevato tasso di evasione ed elusione fiscale. Tra i tributi che non vengono pagati fra tutti, spicca la tassa sui rifiuti, la Tari, tanto da aver fatto avanzare agli amministratori locali la proposta di inserire l’importo nella bolletta elettrica. Una proposta che è arrivata in Senato con un emendamento alla legge Finanziaria, a firma dei senatori Massimiliano Romeo (Lega), Christian Solinas (Gruppo Azione Sarda), Roberta Ferrero (Lega), Cristiano Zuliani (Lega) ed Erika Rivolta (Lega). E così, dopo il canone della Rai, il cittadino catanese si potrebbe ritrovare la TARI nella bolletta della fornitura di energia elettrica.

“Questo permetterebbe al comune di Catania di incassare circa 50 milioni di euro – aveva dichiarato Salvo Pogliese – che sarebbero destinate a spese e servizi indifferibili”.

Di parere opposto è invece il CODACONS. “E’ semplicemente assurdo utilizzare la bolletta della luce come fosse un esattore delle tasse - afferma l’avvocato Lorena Natascia Grasso, presidente provinciale dell’associazione schierata a favore dei consumatori. L’inserimento della TARI nelle fatture dell’energia elettrica non solo non risolverebbe il problema dell’evasione - prosegue - ma incrementerebbe i casi di morosità. Spingendo gli utenti, specie coloro che versano in situazione di difficoltà economica, a non poter pagare le bollette a causa dei maggiori costi legati all’inserimento della TARI”.

L’aumento dei costi nella bolletta di energia elettrica nel 2018 è stato pari all’11% rispetto all’anno precedente, conferma il presidente regionale del CODACONS Grasso. “Questa misura danneggerebbe, sotto il profilo economico, tutti i nuclei familiari numerosi e i nuclei a basso reddito. Un’idea che deve essere abbandonata immediatamente dal Governo”. E che andrebbe nella direzione opposta a quanto affermato dal primo cittadino che ha assicurato: “Nelle procedure che saranno adottate per elaborare un bilancio in riequilibrio ci sarà la massima attenzione per le fasce deboli”.


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