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L'INTERVISTA

“La Catalano, Giannone, vi svelo
il nuovo Ordine dei Medici”

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Il potere universitario, la politica, amici e nemici secondo Diego Piazza, il nuovo presidente dell'Ordine dei Medici.

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CATANIA – Ospedale Garibaldi Nesima, quinto piano, Diego Piazza, nuovo Presidente dell'Ordine di Medici non si allontana dal reparto di chirurgia oncologica che dirige, dove molti pazienti stanno lottando tra la vita e la morte. Sono le 17, mentre procedono i controlli pomeridiani, nella sua stanza, distante pochi chilometri dal Policlinico, il feudo universitario nella sanità, si guarda negli occhi col collega Alfio Vecchio, compagno di mille battaglie, compresa l'ultima che l'ha portato a presiedere un Ordine che scotta. Ma soprattutto, Piazza ha il difficile compito di confermare, ogni giorno, un ruolo di garanzia rispetto ai potentati universitari e politici che fanno parte della sua squadra.

Unico avversario eletto è il chirurgo Giannone, che ha conquistato un seggio su 15, in che rapporti siete?

A Giannone, al quale mi lega una stima e amicizia più che ventennale, del quale ho sempre apprezzato la professionalità e con il quale ho in passato sviluppato progetti che hanno visto tutti i chirurghi siciliani coinvolti, mando un messaggio di chiusura della campagna elettorale e dell'apertura di una stagione di fattiva collaborazione. Questo messaggio lo mando con una raccomandata con ricevuta di ritorno, nel senso che mi piacerebbe ricevere un “cortese riscontro di apertura”.

L'ha chiamata Giannone?

Ci siamo visti ieri sera e ci siamo scambiati gli auguri.

Parliamo della squadra

Il discorso di squadra fa sì che avere creato e ereditato una squadra di validi professionisti, mi ha dà la possibilità di fare entrambi i ruoli, direttore unità operativa che presidente dell'Ordine dei medici, io voglio continuare a fare il chirurgo e dall'altro lato avere creato una squadra importante nel consiglio direttivo permette una intercambiabilità di ruoli dove ci saranno in realtà 17 presidenti.

Diciassette, vuol dire compreso Giannone?

Esatto, compreso Giannone, anche lui Presidente.

In molti hanno puntato il dito contro la presenza della moglie del Rettore nella vostra lista, che tra l'altro è stata la più votata. Che ne pensa?

Essere la moglie del Rettore non può essere considerata una colpa o un limite, per cui la dottoressa Catalano darà il suo contributo autonomo all'Ordine dei medici di Catania. È una valida professionista, ha esperienza gestionale, ha ricoperto i ruoli in società scientifiche, svolge un ruolo importante in assessorato, per cui darà il suo importante contributo all'ordine dei medici di Catania senza condizionamenti parentali.

Lei rappresenta la garanzia che l'assetto che l'ha sostenuta non diventi una lobby alla guida dell'Ordine dei medici, ne è consapevole?

La democrazia che ha portato alla mia elezione come presidente non può non essere la prova tangibile che questo ragionamento è inesistente, non è prevalsa alcuna logica, né universitaria, né politica, non posso essere individuato in nessuna di queste ipotetiche lobby.

Si sente preoccupato, consapevole di quello che la aspetta?

Sì sono consapevole di quello che mi aspetta, ho sempre avuto il senso delle istituzioni, del dovere e del rigore morale, ho a disposizione un'arma vincente che è rappresentata da 17 donne e uomini che hanno la mia stessa mission, il mio stesso senso di abnegazione e sono perfettamente intercambiabili tra di loro. Avere inserito nella nostra lista i giovani, sarà per me e per tutto il consiglio un riferimento costante di ciò che è il nostro obiettivo finale. Le generazioni future dei medici della provincia di Catania.

Adesso cosa succede?

La campagna elettorale è finita, bisogna solamente ricordare le esperienze positive, avere conosciuto tanti donne e tanti uomini e ora devo essere il presidente di tutti e tutti i medici della provincia di Catania devono essere coinvolti in questo progetto di rasserenamento dell'Ordine. In questo progetto della lista Ordiniamoci, la progettualità ci apre a una disponibilità di chiunque si voglia mettere al servizio dei cittadini.

Come è diventato presidente?

Attraverso la democrazia, che prevede il dialogo, il confronto, tutti elementi che hanno individuato in me la persona che poteva ricoprire questo ruolo. Questo gruppo di medici non poteva sottrarsi dal dare il contributo per riorganizzare e portare alla tradizione, ai fasti dell'Ordine dei medici di Catania.

Quali sono le priorità?

La prima è ridare serenità, dignità, lustro a un prestigioso Ordine dei medici.

La seconda è sviluppare i punti del nostro programma, tutela del sistema sanitario pubblico e accessibilità alle cure.

In questo campo cosa può fare l'Ordine dei Medici?

Dialogare con le Istituzioni per poter migliorare i servizi già di alta qualità che vengono forniti in questa provincia. Poi abbiamo il problema della violenza contro gli operatori sanitari, l'aggressione legale degli operatori sanitari, l'importante punto della formazione dei medici della provincia di Catania.

Continuerete la formazione con l'Ordine?

Sì, l'ordine ha una scuola di medicina generale.

Ne faceva un vanto Lucio Di Mauro, uno dei suoi principali avversari, ma anche l'ex presidente Buscema.

No, Di Mauro non è un avversario, continueremo a sviluppare tutto ciò che di positivo è stato fatto nella gestione Buscema e miglioreremo tutto ciò che è migliorabile della stessa gestione.

Si è discusso a lungo della villa dell'Ordine dei Medici, che idea vi siete fatti?

L'idea è quella che bisogna vedere con l'aiuto di occhi esperti tutta la documentazione che ha portato all'acquisizione della villa, valutarne i costi-benefici di una importante ristrutturazione e capire se l'idea di una casa del medico sia una strada percorribile o una chimera irrealizzabile.

Cosa farete con questa villa?

La sede dell'Ordine e potremmo sviluppare un sistema congressuale e di formazione. Una casa del medico.

Un altro elemento importante, il rapporto con la politica...

Sarà certamente guidato da rigore e buon senso e grande senso delle istituzioni, perché l'Ordine è un ente pubblico, se questo rapporto viene visto in maniera virtuoso non si può pensare che l'Ordine non possa dialogare con l'assessore alla Sanità, col sindaco, sarebbe assurdo stare sull'aventino, utilizzarlo a fini politici è ben diverso.

Nel passato è stata fatta anche politica e adesso?

È assolutamente impossibile perché abbiamo una mission etica e morale nell'interesse dei cittadini che non ci permetterà di avere spazio, tempo e velleità.

Qual è la prima cosa che farà?

La prima cosa che faremo sarà la nomina degli organi di governo dell'Ordine e una revisione dei principali atti deliberativi della gestione precedente onde proseguire in tutto ciò che è stato fatto dalla gestione Buscema evitando di ripeterne gli eventuali errori.

 

 


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