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Dissesto, città sull'orlo del baratro
Bianco ricorda la "Primavera"

Catania, dissesto, enzo bianco, Politica

Accusato di essere uno dei responsabili, l'ex primo cittadino, assente ieri sera in Consiglio, affida la propria posizione a un comunicato.

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 CATANIA - "Non posso non avere una grande amarezza pensando allo splendore che Catania mostrò a tutta Italia e non solo, sulla soglia del nuovo millennio, con la “Primavera”. Un intervento che arriva con un comunicato stampa. Enzo Bianco, assente ieri sera durante il voto del Consiglio comunale sul dissesto, decide di entrare nell’argomento e dira la sua in un comunicato. Quasi non avesse ricevuto feroci critiche in aula, non solo dalla maggioranza che sostiene il sindaco Pogliese, ma dallo stesso primo cittadino che ha evidenziato come l’assenza dall’aula sia stata un’offesa all’assemblea civica e all’intera città.

Una nota in cui l’ex primo cittadino sembra non considerare i contenuti non solo della deliberazione della Corte dei conti n.153 che, di fatto, ha dichiarato il dissesto dell’ente, ma anche quanto scritto dalla procura dell’organo di giustizia contabile che, nel respingere il ricorso presentato dall’amministrazione Pogliese, indica negli anni di gestione del sindaco della “Primavera” quelli in cui è stato maturato l’enorme disavanzo. “Come autorevolmente affermato anche ieri dall’amministrazione comunale, il dissesto é l’ultimo passo del predissesto avviato sei anni fa, dopo che furono dilapidati i brillanti risultati degli anni ’90 - scrive il consigliere Bianco. Un esito a cui noi ci siamo opposti in tutti i modi negli ultimi cinque anni ma che sicuramente scontava una situazione di partenza di malamministrazione, di debiti visibili e nascosti, che oggi la Corte dei Conti ha ritenuto impossibili da ripianare”.

Secondo l’ex primo cittadino, dunque, il dissesto sarebbe maturato molto prima del suo quarto mandato da sindaco eletto dai cittadini, anche se gli anni al centro delle critiche dei giudici contabili sono proprio quelli della sua ultima amministrazione. "Relativamente alla cassa - scrive il Pg - la gestione finanziaria condotta dall'Ente negli ultimi anni risulta caratterizzata da un susseguirsi di criticità che nel tempo hanno compromesso la capacità di garantire gli equilibri negli esercizi futuri registrando un costante e crescente ricorso all'anticipazione di tesoreria, puntualmente inestinta al termine dell'esercizio di ciascun anno per importi considerevoli con notevole aggravio della spesa per interessi passivi”.

E in effetti, gli anni sui quali si concentra la Corte dei conti sono proprio quelli dell’ultima amministrazione Bianco, duranti i quali non sono state rispettate le previsione del Piano di riequilibrio del 2012 - Giunta Stancanelli - che lo stesso ex sindaco ha deciso di fare proprio. Interamente. Certo, quanto afferma Bianco in relazione alla Giunte passate non può essere smentito: se Catania non fosse stata già nei guai dal punto di vista economico, non avrebbe avuto necessità di attivare la procedura di predissesto e sarebbe già fallita nel 2012. Ma allora, come spiegato ieri dal vicesindaco Bonaccorsi, è intervenuta la normativa che permette di rientrare del debito attraverso un Piano di riequilibrio. Quello predisposto, approvato e, per la Corte dei conti, non rispettato.

Insomma, come detto dal sindaco Pogliese in aula al termine dell’estenuante seduta di ieri, il dissesto ha una data: quella del 4 maggio 2018 quando sindaco era Enzo Bianco.


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