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il debito per la droga

Assinnata jr e il “patrozzo”
L’incontro prima ‘dell’annacata’

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Ecco cosa accadeva nei giorni della festa di Santa Barbara a Paternò nel 2015. I verbali del pentito.

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CATANIA - Domenico Assinnata jr lo chiama il “patrozzo”. È Rocco Anello, il calabrese, ritenuto il “fornitore” di droga e armi degli Assinnata, e non solo. Su questo personaggio il boss di Paternò, da ottobre diventato collaboratore di giustizia, ha riempito diverse pagine di verbali. Nel corso degli interrogatori ai pm Andrea Bonomo e Valentina Sincero ha raccontato anche cosa accadeva nei giorni delle celebrazioni in onore di Santa Barbara, in particolare quelle del 2015, anno in cui è avvenuta l’ormai famosa annacata davanti la casa di Assinnata.

Il trafficante di droga calabrese nel periodo dei festeggiamenti della patrona paternese sarebbe venuto alle falde dell’Etna per recuperare un po’ di denaro. Il denaro di una partita di droga che Anello avrebbe venduto anche ad Alleruzzo, l’altra 'corrente mafiosa' del clan ‘fedele” ai Santapaola di Catania. “Anello, prima della festa di Santa Barbara, ossia prima dell’annacata davanti a casa mia - racconta il collaboratore - venne a chiedere i soldi miei e di Alleruzzo (Alessandro, ndr). Anello aspettò a casa mia e io andai da Alleruzzo dicendo che c’era il “patrozzo” a casa mia che voleva i soldi”. E qui insorge l’atteggiamento di sfida mafiosa di Alleruzzo che dice ad Assinnata “di voler conosce il 'patrozzo' e che solo a lui - si legge nel verbale del pentito - gli avrebbe dato i soldi”. Quasi una mancanza di fiducia tra “colleghi” di cosca. “Io sono tornato a casa - continua il racconto Assinnata - ed ho riferito tutto ad Anello che decise di andare con me a casa di Alleruzzo”. I due così si incontrarono e “Alleruzzo creò il canale diretto con il 'patrozzo' per armi e droga, scavalcando anche noi - racconta il collaboratore - ossia la famiglia Assinnata”. Ma le cose tra il calabrese e Alleruzzo non sarebbero finite bene. “Io ho poi saputo, perché me l’ha detto Rocco Anello, che voleva o i soldi o la testa di Alessandro Alleruzzo, perché” quest’ultimo “non gli aveva pagato la partita di droga”. Pochi giorni prima dell’incontro i carabinieri di Paternò sarebbero andati a casa di Alleruzzo e avrebbero trovato molti soldi. “Centomila euro”, racconta il collaboratore. Un dato che sicuramente gli inquirenti dovranno riscontrare.

L’annacata della varetta davanti alla casa di Assinnata ha fatto il giro dei media italiani. Addirittura anche le Iene si sono occupati del caso. Un episodio che è anche diventato una sorta di riferimento temporale per il collaboratore di giustizia per collocare i fatti che racconta ai magistrati della Dda di Catania. Prima del 4 dicembre 2015 Mimmo Assinnata jr avrebbe conosciuto un importante trafficante di droga catanese, anche lui entrato tra le file dei pentiti. Il referente dei Santapaola di Paternò avrebbe stretto affari con un esponente del clan Cappello di Catania. In altri tempi, un fatto del genere sarebbe stato bollato come “un tradimento” nei confronti della famiglia. “Prima dell’annacata di Santa Barbara - spiega Assinnata jr - ho avuto il primo contatto con Iano Occhiolino (Sebastiano Sardo, ndr). Andai con Giuseppe Parenti in un bar vicino al Tondicello della Playa di Catania (piazza Caduti del mare, ndr), vicino al chiosco. Il bar era il luogo di incontro di Iano Occhiolino: io e Parenti siamo andati lì e trovammo Iano insieme ad altri del suo gruppo. Io ho saputo da Iano Occhiolino che lui faceva parte del clan Cappello-Bonaccorsi e che aveva come punto di riferimento Massimo “u carruzzeri” (Massimiliano Salvo, ndr)”.

L’incontro sarebbe servito ad acquistare droga da spacciare nelle piazze di Paternò in modo da poter “raccogliere i soldi che dovevo a Rocco Anello”. “Mi presentai da Iano Occhiolino, potendo parlare direttamente con lui - chiarisce ai pm il collaboratore - in quanto ero Domenico Assinnata, figlio di Salvatore”. Chissà cosa ne pensa il boss del pentimento del figlio? Già Turi Assinnata non aveva preso bene l’intervista rilasciata da Mimmo Jr alla Iena Giulio Golia.


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