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L'INTERVISTA

Lombardo rompe il silenzio:
"Ecco la mia nuova vita"

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Processi, Lumia, Montante, Crocetta e un consiglio a Pogliese.


CATANIA - Un sabato piovoso a Catania. Ma anche con il temporale la bramosia e i colori della Fiera di piazza Carlo Alberto non cambiano e non cessano. Raffaele Lombardo apre le porte della sua casa per una lunga intervista. Ironico, scherzoso, serio ma anche bravo a dribblare. Ma ci sta. Dopo anni di silenzio, l’ex governatore siciliano si racconta. Lombardo regala alcune curiosità della sua vita privata e familiare. E non può mancare il commento ai processi in corso a Catania. Su questo ambito il fondatore del Movimento per l'Autonomia si lascia andare a una confessione: “Mi auguro che quando queste vicende giudiziarie si concluderanno io abbia il tempo e la voglia di ripristinare la mia immagine rispetto al mondo intero e rispetto alla gente che mi ha conosciuto”.

Presidente, i giornalisti come l’hanno raccontata la sua vicenda giudiziaria?

Non ne parliamo neppure. Lei pensi soltanto che io vengo informato di questa azione giudiziaria a mezzo stampa. Un bombardamento che inizia il 29 marzo 2010 e che continua giorno per giorno ininterrottamente. Prima si parla di concorso esterno, poi si parla di arresti che sarebbero intervenuti da lì a poco. E a quel punto ero indeciso se restare o se dimettermi (da Presidente della Regione, ndr). Poi intervenivano i comunicati della Procura che dicevano che le cose stavano diversamente. E questo avveniva ben prima che venissero emessi i provvedimenti nei confronti degli indagati (inchiesta Iblis, ndr). Il mio stesso avviso di garanzia arriva alla fine dell’anno. Quindi dopo molti mesi. È iniziata da lì la demolizione sistematica della mia immagine.

C’è chi dice che adesso che è nell’ombra è più potente di prima.

Se per potenza si intende la serenità, la possibilità di godere di un poco di tempo libero e di leggere qualcosa.

Secondo alcuni, non essendo più sotto i riflettori avrebbe più spazio di manovra.

Dovrei farmi pagare i consigli. Perché l’unica cosa che faccio è questa: dare consigli.

Non c’è la sua regia in questo momento di politica regionale, che pare un po’ allo sbando?

Ma non credo che la politica regionale sia allo sbando, anche perché la Sicilia ha la fortuna di avere un presidente della Regione che è una persona perbene, che ha un’esperienza vissuta nel governo dell’amministrazione locale. Poi che si riesca a raggiungere tutti gli obiettivi che ci si è prefissati, francamente è una vera e propria utopia.

Presidente, finalmente dorme?

Guardi mi sveglio sempre prestissimo. Dalle 5 alle 6 faccio un po’ di rassegna stampa, ma poi torno nuovamente a letto e mi alzo verso le 7,30. Ma non ho perso invece l’abitudine di andare a letto molto tardi perché purtroppo perdo tempo con la televisione, a vedere qualche film.

Ha un regista preferito?

Beh potrei risponderle, da autonomista sicilianista, Tornatore. A me piacciono i film western. Li vedo perché mi piacciono i cavalli, la natura e la campagna.

Torniamo alla politica. Se le dico Lumia, cosa pensa?

Penso a un uomo politico intelligente che ha cercato di governare, anche se indirettamente, la Regione Siciliana soprattutto, anzi credo esclusivamente, nel periodo di Crocetta.

E con lei? Quando saltò la maggioranza?

Quando saltò la maggioranza che mi elesse, non saltò perché io ho fatto il ribaltone, questa è una menzogna storica. Io all’epoca feci delle scelte molte dure che fecero saltare la maggioranza.

Ma i rapporti con Lumia?

Lumia era un interlocutore che al tempo stesso era esponente del Partito Democratico ed era molto legato alla Confindustria. Ma devo dire che, ai miei tempi, lui non controllava né assessori né burocrati.

Ma secondo lei è stato davvero il presidente ombra di Crocetta?

Francamente devo dire che con Crocetta il nome di Lumia è cresciuto enormemente. Si dice, si legge sempre, che è stato il Presidente della porta accanto. Nel senso che consigliava Crocetta.

Cosa ne pensa di Crocetta?

La cosa di Crocetta che mi ha meravigliato di più è stata la sua inesperienza.

Parliamo di Antonello Montante. Si aspettava lo scandalo giudiziario?

Non me lo aspettavo. Lui ha sempre avuto un comportamento sempre molto rispettoso nei miei confronti. Ma questo perché io mi facevo rispettare, parliamoci chiaro. Perché se avesse osato impormi qualcosa o pretendere che noi gli svendessimo l’Ast, io francamente non l’avrei presa bene. Per la verità l’Ast non si è venduta, o svenduta, alla piccola società di Montante né con il mio governo e nemmeno con quello di Crocetta. Poi abbiamo scoperto di questo sistema: non so se c’è anche un dossier a mio carico, ma non credo. È stata sicuramente importante la lunga audizione che ho avuto nella Commissione Antimafia presieduta da Claudio Fava. Credo sia servita all’Assemblea per capire quali erano i rapporti con Montante durante la mia presidenza.

Presidente, ci dica la verità: lei è un accentratore?

Questa storia dell’accentratore è una sciocchezza infinita. Come mi fa ridere dovermi difendere da un voto di scambio, semplice e non semplice. Nessuno può dire che io abbia praticato uno scambio di qualunque cosa con altra cosa, o con il voto o con qualunque altro mio intervento o iniziativa. Le mie porte sono state aperte a tutti, ma non ho mai chiesto la tessera del partito a chiunque si sia presentato a me. E poi mi si permetta: il co-imputato del processo per voto di scambio è Ernesto Privitera, una persona che è con me dal 1980 e lo è anche oggi. E francamente io non vado a fare il voto di scambio con uno che è già amico mio.

Ma secondo lei siamo lontani dalla realtà quando il Pg dice che i siciliani sono “allevati” a chiedere il favore al politico?

Ma non c’è dubbio che non siamo per nulla lontani. In una condizione di difficoltà, di disoccupazione, di bisogno, questo capita. Cosa diversa è approfittarne. Cosa che non ho mai fatto. Sfido chiunque a dire il contrario. Gliela posso dire una cosa a proposito di clientelismo e di scambio?

Prego.

Uno dei primi provvedimenti che ho fatto da Presidente della Regione è stato quello del blocco delle assunzioni alla Regione e nelle aziende partecipate, controllate o finanziate dalla Regione.

Tutti si chiedono quali cose incredibili avrebbe detto in udienza venerdì.

Avrei detto che è tutta una cosa assurda. Questo processo dura da sei anni e quello maggiore dura ormai da quasi nove anni. Ma per la verità sono di più, perché tutto parte dalle dichiarazioni di un presunto collaboratore che si chiama Avola del 2006, qualche mese dopo la nascita del Movimento per l’Autonomia. Avola cosa dice? Avola dice che io conosco Santapaola, che mi ha visto accanto a Santapaola e dice anche un’altra cosa. Anche se lui non vuole fare collegamenti e connessioni, dice che nel 1991 si riunirono tutti i componenti della Cupola mafiosa dalle parti di Enna perché pensavano che si doveva fondare un partito siciliano. Lui fu ritenuto non credibile e l’indagine fu archiviata, ma dopo 13 anni il vangelo secondo Avola è diventato sentenza e nonostante tutto è come se l’Mpa - come dice Avola e mi consenta di ricordare che fa le dichiarazioni sei o sette mesi dopo le elezioni comunali di Catania del 2005 - fosse il partito della mafia e Lombardo è amico di Santapaola.

Ha mai conosciuto Santapaola?

No, non l’ho mai conosciuto. Devo dirle francamente che mi avrebbe incuriosito.

Un consiglio al sindaco Pogliese lo diamo, visto che dispensa consigli a tutti?

Salvo Pogliese ha fatto una scelta coraggiosa e generosa. Io credo che la dirigenza del Comune ha bisogno di essere rimpolpata come si deve. Bisognerà utilizzare tutte le norme possibili per selezionare bravi dirigenti e fare ripartire il Comune. Io ho sentito la sintesi della relazione della Corte dei Conti e credo che il dissesto fosse inevitabile. C’è poco da fare.

Non le manca la politica?

È stata una parte troppo importante della mia vita. E il troppo indica un eccesso. Io ho commesso parecchi errori, uno è stato quello di dedicarmici a capofitto. Avrei dovuto dedicare più tempo ad altro: alla mia famiglia, ai miei figli. Che sinceramente ho ritrovato. I miei figli sono cresciuti, Toti si è laureato in Legge, frequenta uno studio civilistico prestigioso, gli piace il suo lavoro, Giuseppe ha uno studio e si è specializzato insieme a sua moglie in chirurgia plastica. La cosa bella sa qual è?

Quale? 

Mio figlio mi farà un regalo stupendo. Anzi lui e sua moglie mi faranno un regalo stupendo nelle prossime settimane.

Diventerà nonno?

Eh sì. Diventiamo nonni.

Ordine dei medici, per chi tifa?

Io voto per le persone che conosco. Non tifo per nessuno. Le posso dire che ho votato prevalentemente la lista Ordiniamoci, ma anche esponenti della lista capeggiata da Giannone e anche un esponente dell’altra lista.

E cosa ne pensa delle polemiche su queste elezioni?

Le polemiche di cui si parla non hanno motivo di essere.

Non si sta un po’ scadendo nel ridicolo secondo lei?

Ma ormai si scade ad ogni livello, non lo vede la politica cosa è diventata.

Luca Sammartino è veramente l’enfant prodige di questa stagione politica?

È un ragazzo esuberante e simpatico. E questo fa molto. Molto spesso un uomo politico attrae perché è simpatico. Guardi le racconto una curiosità, anche se non si direbbe guardandomi allo specchio. Quando mi candidai nel 1986 alle regionali, o quando mi candidati nel 1980 alle comunali, o quando mi candidai nel 1975 all’Opera Universitaria, si dice che molte ragazze o donne mi votavano perché non ero da buttare.

Ha avuto successo con le donne?

Guardi non lo so. Sono sposato con mia moglie ormai da 35 anni e sono stato fidanzato con lei nei 10 anni precedenti. E le posso dire che siamo rimasti sempre vicini. Certo tante volte non ci siamo capiti, soprattutto ora. Ora diventa difficile per mia moglie sopportarmi, perché per una quarantina di anni non ci sono stato e ora sono a casa. E pretendo di entrare nel merito di tutto, anche del condimento della pasta.

È stato l’unico amore della sua vita?

Sì, insieme alla politica purtroppo. Il purtroppo è naturalmente riferito alla politica.


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