In esposizione al Castello Ursino dal 17 novembre 2018 al 10 febbraio 2019. "Dalì non amava viaggiare, ma di una cosa siamo sicuri nel 1938 Salvador Dalì venne in Sicilia – queste le parole di Montse Aguer direttrice dei Musei Dalì – in alcune collezioni private esistono delle cartoline di Taormina”.


Il titolo della mostra dedicata al genio catalano è “io Dalì” e nasce dalla collaborazione del Comune etneo con la Fundacio Gala-Salvador Dalì con la presenza della direttrice Montse Aguer, Laura Bortolomè e Lucia Moni coadiuvate nell’organizzazione e la realizzazione da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, il direttore scientifico Francesca Villanti e la consulenza di Rosa Maria Maureli e Aguer.


Del viaggio in Sicilia di Dalì esiste anche un quadro dal titolo “Impressioni d’Africa” un viaggio attraverso tutte le sensazioni e le emozioni che hanno colpito l’artista durante la sua permanenza nell’isola.


La mostra comprende 16 dipinti tra i quali spiccano Dalì di spalle che ritrae la sua musa Gala in un gioco di specchi che ne segna l’immortalità, l’orologio molle, l’autoritratto con collo di Raffaello di chiara ispirazione rinascimentale, la scuola di Atene e l’incendio del borgo, solo per citarne alcuni.


Oltre ai quadri 21 opere su carta, 86 fotografie, circa 30 riviste e 24 video tra i quali lo screen test di Warhol del 1966.


“Una mostra che va studiata, osservata e capita ogni piccolo frammento o elemento racconta Salvador Dalì – continua la direttrice Aguer – un racconto a 360° della figura del poliedrico artista spagnolo.”


Un vero e proprio percorso attraverso il personaggio Dalì, pittore, scultore, fotografo e regista che ha trasformato ogni suo gesto in un’opera d’arte.

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