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dopo la tragedia di casteldaccia

Costruire vicino ai fiumi, Caputo
ricorda il caso "Centro Logistico"

, Politica

"In Italia abbiamo esempi che riguardano tragedie consumatesi su immobili realizzati nell’alveo della legalità di concessioni edilizie", dice l'ex sindaco.

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CATANIA - In questi giorni, dopo la tragedia di Casteldaccia, tiene banco il tema dell’abusivismo edilizio una piaga esasperata in Sicilia; tuttavia è bene ricordare quello che buona parte delle cronache ci raccontano, e cioè di tragedie verificatesi a causa di immobili costruiti male o peggio pianificati e progettati con incoscienza.

Le costruzioni abusive, in quanto tali, possono essere pericolose per l’incolumità delle persone ma in Italia abbiamo decine e decine di esempi che riguardano tragedie consumatesi su immobili e manufatti realizzati nell’alveo della legalità di concessioni edilizie.

Spesso, leggi e leggine nate per favorire lo sviluppo economico finiscono per essere strumento di speculazione immobiliare ed edilizia sottraendo terra agricola per destinarla a diverso utilizzo. Si parla di cambiamento climatico ma è anche vero che abbiamo gettato cemento dove non era opportuno e tutto ciò nella “legalità”. Ma fin quanto possiamo parlare di sviluppo positivo per la popolazione? Spesso, dietro la magica parola dello sviluppo si cela solo lo sviluppo dei portafogli di pochi.

Un esempio nella provincia di Catania potrebbe essere quello dei 61 ettari di terreno in contrada Peschiera a Belpasso che da originariamente agricolo e coltivato ad agrumeto assume destinazione industriale e commerciale; dapprima per farvi nascere un polo di logistica con circa 15 capannoni, poi un polo di logistica con annesso centro commerciale, infine un inceneritore di rifiuti. Tutto ciò ancora non è nato ma la possibilità che possa nascere è concreto, ancora il terreno rimane con destinazione industriale e tra ricorsi e controricorsi e leggi nate nel frattempo (che hanno favorito il mantenimento della destinazione industriale del terreno) il Comune non ha avuto la meglio.

Ma cosa c’entra questo progetto con le tragedie? Uno dei motivi per cui l’Amministrazione belpassese da me guidata si oppose fu la vicinanza di questo possibile complesso edilizio industriale con il fiume Simeto intravedendo un serio rischio idrogeologico, infatti i 61 ettari di terreno sono lambiti per un buon 30% di perimetro dal fiume. Sembra assurdo poter edificare e quindi mettere persone vicino al corso di un importante fiume ma è così. Basta guardare con google maps i luoghi o magari leggere le carte della Regione Siciliana dell’Assessorato Territorio e Ambiente che nel 2007 (nei documenti istruttori della pratica) descrive così l’ubicazione del complesso edilizio industriale: “centro di logistica del Mediterraneo da sorgere in un’area prossima allo svincolo autostradale di Motta Sant’Anastasia, prospiciente la S.S. 192, sita tra la stazione ferroviaria e un’ansa del fiume Simeto”.

 

 


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