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il comune in dissesto

Catania, il giorno più nero
"Bianco ha le sue responsabilità"

Catania, dissesto, pogliese, Politica

Il primo cittadino parla di rimboccarsi le maniche e assicura: "La coerenza è il mio segno distintivo. Non lascerei mai".

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CATANIA - Attribuire le responsabilità del fallimento del Comune e avviare subito un percorso virtuoso. Salvo Pogliese è determinato, nonostante tutto. Nonostante la bomba scoppiata a Palazzo degli Elefanti. Dissesto. Una parola che per dieci anni è rimbombata tra i corridoi e le vie della città e che oggi, dopo quanto stabilito dalla Corte dei conti, è realtà. E non necessariamente negativa. Iniziare da zero potrebbe essere un’opportunità. “Ieri la corte dei conti ha messo la parola fine. Adesso bisogna voltare pagina - afferma il primo cittadino, prima di partire alla volta di Palermo per incontrare il presidente Musumeci. Bisogna attribuire le responsabilità e immaginare un percorso più virtuoso nella gestione del Comune di Catania - aggiunge. La città ha importanti potenzialità dal punto di vista imprenditoriale, economico, turistico; ci sono delle caratteristiche insite nel Dna dei catanesi per risorgere nei momenti di difficoltà. Ecco perché sono un convinto assertore che talvolta, nei momenti di difficoltà, si può e si deve dimostrare il meglio di se. Sono convinto che voltando pagina possiamo regalare un periodo più roseo rispetto a quello che abbiamo vissuto in un recente passato”.

Un sindaco tutto sommato ottimista, dunque, anche se consapevole della difficoltà del momento e di quelle che arriveranno nel prossimo futuro. Soprattutto se non ci sarà un innesto di denaro che possa dissetare le casse vuote. Alle responsabilità penserà qualcun altro, anche se dubbi pare ve ne siano molto pochi. “Su chi siamo i responsabili si esprime in maniera nitida la procura della corte dei conti - prosegue - quando si è opposta al nostro ricorso, sostenendo che il Comune di Catania non può avvalersi di quello che è stato inserito nel famoso emendamento nel Milleproroghe poiché nel passato ha immaginato una rimodulazione del piano di rientro con due giorni di ritardo, nel giugno del 2017 e, nel febbraio 2018, non si è avvalso di quella importante opportunità normativa.

"Credo - sottolinea - che Enzo Bianco abbia delle responsabilità in tal senso, così come alcune amministrazioni nel passato - mi riferisco anche a Scapagnini che ha determinato qualche debito fuori bilancio aggiuntivo”. Ma non è questo il momento per dare le colpe. “Bisogna voltare pagina e immaginare un percorso di rilancio della nostra città. In tal senso, lavoreremo come abbiamo sempre fatto. Sapevamo perfettamente quali erano i rischi a cui andavamo incontro, ma abbiamo fatto una scelta d’amore per la città e in un momento così particolare, bisogna continuare a servire la città”.

Sulla quale incombe una vera e propria bomba sociale. I rischi infatti sono quelli di non avere più dirigenti - molti sono a tempo determinato - di non poter pagare cooperative e servizi sociali, ma soprattutto che molte aziende del territorio falliscano, non potendo incassare i crediti vantati. “Abbiamo un problema di liquidità, oltre a quello dei debiti. Di qui a dicembre non abbiamo un euro in cassa, né altre linee di finanziamento aggiuntive. Oggi incontrerò il presidente della Regione Musumeci - precisa Pogliese - e io sono assolutamente convinto che il Governo e l’Ars saranno sensibili nei confronti delle nostre istanze per immaginare, ad esempio, un’anticipazione del contributo per il 2019. Lo vedremo da qui a qualche ora. Anche il governo centrale può dare una mano in tal senso: abbiamo circa 29 milioni di euro bloccati a Roma che potrebbero essere sbloccati, paradossalmente, con questa dichiarazione di dissesto, con tempi molto più celeri rispetto al percorso ordinario. Abbiamo lottato strenuamente per evitare il dissesto perché io sono consapevole dei rischi che il sistema delle imprese catanesi corre: abbiamo 200 milioni di crediti vantanti nei confronti del Comune di Catania, che verranno onorati in una misura che varia dal 40 al 60 per cento, quindi per molte imprese c’è il concreto rischio di fallimento. Per alcune società partecipate del Comune vi è un rischio serio che mi auguro venga eliminato da una gestione oculata dei nuovi manager della Multiservizi e dlel’Amt. Comunque Catania pagherà un prezzo per il dissesto, per quello ho lottato strenuamente per il dissesto”.

Ancora incertezze dunque, anche se il presidente della Regione in particolare ha affermato di voler aiutare Catania. Ma anche una certezza: Salvo Pogliese non lascerà la città. "Sono un innamorato cronico di questa città: sapevo a cosa andavo incontro - ribadisce. Per me sarebbe stato più semplice, il 23 luglio, accettare il responso della Corte dei conti. La mia storia personale dimostra che ho fatto della coerenza una battaglia discriminante. Da tifoso del Catania, quando la squadra è stata radiata nel 1993 ho preferito i campi polverosa dell’eccellenza piuttosto che quelli più qualificanti della Serie c1 e quindi credo che la coerenza si dimostri nella vita di un uomo e si deve dimostrare anche ora. Era tutto messo nel conto. Il vero amore si dimostra nel momento delle difficoltà. Andarmene non è una scelta che ho mai preso in considerazione”.

Nessuna fuga, quindi, da parte del sindaco che si svincola anche da un imbarazzo: la presenza in Giunta di un esponente della maggioranza a sostegno di Enzo Bianco. “All’interno della mia Giunta c’è un assessore che è stato consigliere comunale nella precedente esperienza - dice - ma ovviamente non si può equiparare il ruolo di chi è stato sindaco o assessore, rispetto a chi è stato consigliere. Se ci dovessero essere responsabilità - conclude - saranno altri ad accertarle, ma credo che nel caso specifico di Alessandro Porto, questi ha voltato pagina e non lo ha fatto certo il 10 giugno ma nel settembre del 2017. Da allora in poi, con coerenza, ha imboccato il percorso”.


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