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la sentenza

Processo Fce, tutti assolti
Il Tribunale: "Il fatto non sussiste"

Catania, metropolitana, processo fce, Cronaca

Ecco il verdetto della seconda sezione penale del Tribunale di Catania.

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CATANIA - Tutti assolti. Si è concluso così il lungo processo sull'appalto dei lavori di due tratte della metropolitana di Catania. Erano finiti a giudizio dirigenti della Fce, costruttori, ingegneri e professionisti accusati a vario titolo di truffa, falso e frode nelle pubbliche forniture. Tra gli imputati, anche Santo Campione, ex amministratore delegato della Sigenco, morto qualche anno fa in un tragico incidente. Il Tribunale di Catania, presieduto dalla giudice Ignazia Barbarino, ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” Santo Campione, Roberto De Pietro, all’epoca coordinatore Pianificazione della Fce, Salvatore "Tuccio" D’Urso, componente della Commissione di collaudo, Salvatore Fiore, attuale direttore della Fce, Salvatore Forzese, negli anni delle contestazioni capo cantiere della tratta Giovanni XXIII-Stesicoro, Salvatore Innocente, ex capo cantiere della tratta Borgo Nesima, Antonino Milazzotto, Antonio Patanè e Rosario Randazzo. Assolta perché "il fatto non costituisce reato" anche Elena Molinaro, dirigente ministeriale. Assoluzione piena, dunque, nonostante molti dei reati contestati fossero già prescritti.

Il processo è scaturito da una maxi inchiesta della Procura di Catania che aveva puntato i riflettori sull’appalto di due tratte della metropolitana, precisamente la Giovanni XXIII-Stesicoro e la Borgo-Nesima. Secondo le perizie, la magistratura aveva ipotizzato l’uso di cemento depotenziato nella costruzione delle due tratte della subway catanese. Tratte oggi operative. Precisamente, leggendo gli atti dell’accusa si legge che sarebbero stati utilizzati “per la realizzazione delle opere di consolidamento degli scavi, grandi quantità di cemento di qualità inferiore a quella pattuita e documentata, con gravi pericoli per la pubblica incolumità”. Infatti nel corso del processo, i pm chiesero il sequestro delle due tratte proprio per il paventato rischio crollo. Una richiesta che però fu rigettata dalla seconda sezione penale del Tribunale con un preciso provvedimento in cui si evidenziava che "la consulenza tecnica redatta diversi anni addietro” aveva “ad oggetto uno stato dei luoghi oggi certamente modificato”.

“Si conclude un processo lungo e complesso - commenta l’avvocato Tommaso Tamburino, difensore del direttore Fce Salvatore Fiore - che aveva messo in discussione la regolarità delle procedure di gara per la realizzazione della metropolitana e perfino la sicurezza della stessa, visto che si contestava anche l’uso di cemento impoverito. Il fatto che il Tribunale, pur essendo i reati prescritti, abbia deciso di assolvere gli imputati, dimostra che è stata raggiunta la prova evidente dell’innocenza degli stessi. I catanesi possono stare tranquilli... - conclude il difensore  - la metropolitana è assolutamente sicura”. “Siamo soddisfatti del risultato che riteniamo conforme a giustizia”, è il commento dell’avvocato Maria Licata, difensore di Roberto De Pietro, attuale dirigente Fce. “Ancora una volta è stata dimostrata - commenta invece l’avvocato Carmelo Galati - la bontà dell’operato dell’ingegnere Tuccio D’Urso, che come nel caso del processo dei parcheggi, si è sempre comportato correttamente e nel rispetto delle regole”. "Soddisfatto e felice". Così Tuccio D'Urso commenta a Livesicilia la sentenza di assoluzione. "Si conferma che l'attività amministrativa di Umberto Scapagnini - dice -  era perfetta come dimostra il fatto che la tratta della metropolitana, approvata dall'ex sindaco su mia proposta, da direttore generale della struttura commissariale, è stata portata a termine.  "Chiederò i danni - annuncia D'Urso - a chi improvvidamente presentò la denuncia. Danni - prosegue - per almeno 500 mila euro, dal momento che, in seguito alle accuse che si sono rivelate false, mi fu revocato l'incarico di collaudatore".


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