Live Sicilia

L'inchiesta

Pizzo a imprenditore, tre arresti
“5 mila euro al mese e 2% su appalti”

Catania, estorsione, Tiziano russo, Cronaca

Inchiesta in corso per risalire ai mandanti.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA. Arresti convalidati e applicazione della misura cautelare in carcere. Questo l'esito, sabato scorso nel carcere di Bicocca a Catania, degli interrogatori di garanzia di Roberto Bonaccorsi, 52 anni, Tiziano Russo, 25 anni e Francesco Messina, 50 anni, tutti giarresi, arrestati con l'accusa di estorsione in concorso. I tre sono accusati di aver chiesto denaro ad un imprenditore giarrese, operante soprattutto nel settore edile. Assistiti, rispettivamente, dai legali Francesco Trombetta, Claudio Grassi e Cristofero Alessi, gli indagati hanno risposto alle domande del gip Giuliana Sammartino, fornendo una diversa ricostruzione dei fatti rispetto all'accusa. Nei prossimi giorni gli avvocati presenteranno istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame.

L'INCHIESTA. E' lo scorso 15 ottobre quando il 25enne Tiziano Russo, il pusher trovato in possesso nel 2014 di 20 chili di marijuana e recentemente condannato a 9 anni e 4 mesi nell'ambito dell'inchiesta antidroga Bingo, avrebbe chiesto un incontro all'imprenditore giarrese. L'appuntamento viene fissato negli alloggi popolari di via Teatro a Giarre, dove il giovane si trova agli arresti domiciliari. Quando l'imprenditore giunge, trova Tiziano Russo in compagnia di Francesco Messina, quest'ultimo accusato di aver svolto il ruolo di fiancheggiatore. In un primo momento l'imprenditore viene accusato di aver importunato la moglie del 25enne. Lì sarebbe iniziata un'accesa discussione, conclusasi con un pestaggio ed una richiesta di estorsione. Per l'accusa, le presunte avances alla moglie sarebbero state solo ilpretesto per attirare la vittima ed estorcergli il denaro. Le richieste sarebbero state pari a 5mila euro al mese, ad un forfait di 50mila euro per gli anni precedenti in cui l'uomo non avrebbe pagato il pizzo e al 2% degli appalti in corso. A quel punto l'imprenditore si sarebbe rivolto ad un “amico”, Roberto Bonaccorsi, che avrebbe garantito un interessamento nella vicenda. Ma il 24 ottobre la vittima avrebbe deciso di denunciare tutto ai carabinieri del Comando provinciale di Catania e poi ai carabinieri della Stazione di Macchia di Giarre. Subito dopo sarebbe andato in ospedale per farsi refertare le lesioni riportate in seguito all'aggressione. A quel punto sarebbe scattata la trappola.

In un successivo incontro Roberto Bonaccorsi chiede all'imprenditore 10mila euro per porre fine alla vicenda, 5000 euro entro ottobre e la restante metà entro dicembre. I due pattuiscono la consegna di 2000 euro per il 31 ottobre. I carabinieri arresteranno in flagranza di reato l'uomo con il denaro appena intascato. Il giorno dopo i carabinieri arrestano anche Tiziano Russo e Francesco Messina, autori della prima richiesta estorsiva. Ma le indagini potrebbero presto riservare nuove sorprese. L'inchiesta è ancora in corso per risalire agli eventuali mandanti.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento