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L'imputato

Arsi vivi l'ex e il compagno
Alla sbarra per tentato omicidio

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A processo Fortunato Di Giuseppe Taormina.

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CATANIA. Ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato Fortunato Di Giuseppe Taormina, accusato del tentato omicidio premeditato dell'ex moglie e dell'attuale compagno di quest'ultima. Entrambe le vittime, lo scorso agosto, vennero cosparse di liquido infiammabile e poi date alle fiamme dall'uomo. L'imputato, assistito dal difensore di fiducia Salvo Epaminonda, era presente in aula. L'ex moglie, che ha riportato ustioni sul 60% del corpo, sta ancora proseguendo le cure al Centro Grandi Ustioni di Palermo. Il suo compagno, invece, ha riportato ustioni sul 30% del corpo. Entrambi si sono costituiti parte civile, assistiti dal legale Michele Pansera. Il prossimo 18 dicembre si tornerà in aula per le discussioni delle parti. In quella stessa data potrebbe essere pronunciata la sentenza.

L'AGGRESSIONE. E' una tranquilla domenica d'agosto quando, in pieno giorno a Giardini Naxos, Fortunato Di Giuseppe Taormina, 57enne di Mascali, dopo aver aggredito verbalmente l'ex moglie ed il suo attuale compagno, li cosparge di benzina e poi appicca le fiamme con un accendino. Il tempestivo intervento di alcuni passanti, attirati dalle urla di dolore delle vittime, consente di evitare un finale ancor più tragico. La donna, 49 anni di origine bulgare, ha la peggio. Il 60% del corpo rimane gravemente ustionato e, dopo un primo ricovero all'ospedale Cannizzaro di Catania, viene trasferita al Centro Grandi Ustioni di Palermo. L'altra vittima, un 49enne di Mascali, riporta ustioni sul 30% del corpo e subisce un delicato intervento chirurgico alla mano. L'imputato, poi rintracciato ed arrestato dai carabinieri, avrebbe atteso la coppia sotto casa, portando con sé il liquido infiammabile. L'accusa contesta la premeditazione.

I PRECEDENTI. L'aggressione di agosto è solo l'ultimo epilogo di una drammatica sequenza di pedinamenti, minacce, telefonate e violenze di varia natura. Un quadro divenuto, dopo la separazione, sempre più pesante per la donna che, al culmine dell'esasperazione, si era rivolta ai carabinieri per bloccare quell'uomo. Le denunce erano sfociate in un processo conclusosi con una condanna in primo grado a 2 anni e 2 mesi per atti persecutori. Un esito processuale che però non ha fermato l'uomo. Violenze perpetrate pubblicamente senza alcuna remore. Lo scorso anno l'uomo era addirittura giunto, durante una furibonda lite, a danneggiare il negozio gestito dalla ex moglie. Non pago le aveva urlato: “Hai tre possibilità: o sparisci da Mascali, o torni a vivere con me o ti ammazzo!”. Episodi che avevano generato nella donna uno stato di terrore continuo. Una paura che non la abbandonava mai. Per questo stava pensando di andare lontano da quell'ex violento per ritrovare la serenità perduta. Non ha avuto il tempo di farlo.


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