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L'INCHIESTA

Campo, racket antimafioso
Ecco i verbali delle vittime

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Ecco i verbali che stanno alla base delle accuse dei magistrati.

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CATANIA. “Io all'epoca lo vedevo come un angelo dell'Antiracket”. A descrivere così Salvatore Campo, finito in manette con le accuse di estorsione, peculato e falso ideologico, è una delle vittime di racket rivoltesi all'Associazione Siciliana Antiestorsione in cerca di un sostegno per rimettersi in piedi. Dopo l'incendio del proprio bar quell'incontro con Campo sembra all'uomo una vera e propria benedizione. “Ho riposto tutta la mia fiducia nei confronti dell'Associazione A.SI.A. - dichiara il commerciante – anche perché avevo bisogno di andare avanti e non avevo molta disponibilità economica”. I verbali sono contenuti negli atti della poderosa inchiesta coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e affidata ai magistrati coordinati dal sostituto Fabio Regolo, che ha lavorato a stretto braccio con la Guardia di Finanza.

Ben presto però quel generoso aiuto si rivela, secondo la ricostruzione della Procura di Catania, tutt'altro che disinteressato. Inizia un pressing sempre più costante. Telefonate, visite al bar e richieste sempre più esplicite. “Mi comunicava – spiega ancora la vittima agli investigatori - che l'associazione A.SI.A., purtroppo, non disponeva di risorse da parte dello Stato per il proseguo delle attività di sostegno alle vittime e che per tale motivo, anche gli altri associati, versavano un contributo all'A.SI.A. utilizzato per tale scopo”.

Secondo la ricostruzione dei finanzieri del Comando provinciale di Catania, Campo in realtà avrebbe ottenuto ed utilizzato per fini personali i contributi regionali ricevuti dall'associazione, una somma pari a quasi 37mila euro. E' all'arrivo del primo acconto del risarcimento statale che Salvatore Campo avrebbe chiesto esplicitamente alla vittima la somma di 3000 euro. “Dovevo ancora ricevere il saldo delle somme risarcitorie e per il maledetto bisogno – dichiara ancora il titolare del bar - ho versato i soldi all'associazione. Temevo che se non avessi dato il denaro non mi avrebbero più seguito la pratica”.


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