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la lettera

Catania: è emergenza
L'appello di Pogliese

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Il sindaco scrive al Presidente Conte. "Senza il contributo, rischi gravissimi".

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CATANIA - Comune nel baratro. A rischio immediato gli stipendi dei comunali, oltre a quelli già in ritardo di dei dipendenti delle partecipate, senza contare le fatture per il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti, nonché le imminenti tredicesime e quattordicesime. Non basta più neanche il fondo del barile a Catania, a giudicare dalla lettera accorata che il sindaco Pogliese ha inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendo di accelerare sulla decisione di sostenere i Comuni in dissesto.

"Come vi è noto, la Corte dei Conti sezione controllo della Sicilia con delibera n.153 del 4 maggio 2018 ha dichiarato il dissesto economico finanziario del Comune di Catania, provvedimento notificato all’ente il 22 luglio 2018 - scrive il primo cittadino. Da quest’ultima data numerose interlocuzioni sono state intraprese con autorevoli rappresentanti dell’Esecutivo Nazionale, trovando sempre attenzione e disponibilità, affinché il Comune di Catania potesse usufruire di un contributo straordinario per riequilibrare il Bilancio gravato da 1,6 mld di euro di debiti e fare fronte alla gravissima crisi di liquidità, visto che l’anticipazione di cassa annuale di 188 milioni era già stata pressoché esaurita alla data dell’ insediamento della nuova Amministrazione, il 18 Giugno 2018".

Pogliese sottolinea "I gravi rischi, anche sociali, di tale evenienza sono stati rappresentati al Ministro dell’Interno in una riunione in Municipio a Catania lo scorso 14 agosto, proprio al fine di individuare una soluzione utile a fronteggiare la carenza di risorse del Comune di Catania e le inevitabili ripercussioni che, in caso di esito negativo al sostegno richiesto, potrebbero verificarsi", e la volontà dell'amministrazione di bloccare l'iter del dissesto attraverso il "ricorso in appello alle sezioni riunite della Corte dei Conti di Roma, avverso la deliberazione di dissesto" e approvando, in consiglio comunale, le misure correttive suggerite dai magistrati palermitani.

"La possibilità di presentare entro il 30 novembre un nuovo piano di riequilibrio, prevista dall’articolo 2 bis del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 9,1 senza il congruo contributo governativo straordinario più volte richiesto - afferma però un allarmato sindaco . rimarrebbe fine a se stessa, per l’insuperabile vulnus dell’assoluta carenza liquidità indispensabile ad assolvere ai servizi essenziali (dipendenti, scuole, rifiuti, servizi sociali, asili nido ecc…) e agli obblighi contrattuali (partecipate, discarica, rate di mutui ecc…) derivanti dall’attività ordinaria. L’imminente scadenza di fine mese, ci vede costretti a fare fronte alle necessità sopra elencate (aumentate dai rinvii ai pagamenti dei mesi scorsi a cui non si è potuto ottemperare) senza che materialmente, però, si possa dare seguito a nessuna delle obbligazioni"

Insomma, senza l'aiuto di Roma, Catania affonderebbe. "Confidiamo nella Vostra attenzione e sensibilità, che in questi quattro mesi hanno accompagnato il nostro estremo tentativo di evitare il dissesto dell’Ente, già dichiarato dalla Corte dei Conti - conclude la missiva.  Per questo vi reiteriamo un improcrastinabile e urgentissimo vostro pronunciamento di sostegno finanziario straordinario, che eviti i gravissimi rischi di un inevitabile default del Comune di Catania, di cui saremo giocoforza costretti a prendere atto tempestivamente, tenuto conto che tra impiegati diretti, delle partecipate e dell’indotto, l’Ente interessa circa dieci mila famiglie, che chiedono legittimamente di avere onorati gli impegni della Pubblica Amministrazione".

 


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