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Partecipate, l'affondo a Pogliese
Catania 2.0: "Nomine senza regole"

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I consiglieri "sammartiniani" hanno presentato un'interrogazione al primo cittadino e, per conoscenza, alla Procura.

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CATANIA - Nomine che fanno discutere e anche molto. Sono quelle effettuate dall’amministrazione Pogliese per quanto riguarda alcune aziende partecipate, che hanno scatenato i consiglieri comunali di Catania 2.0, Giuseppe Gelsomino e Francesca Ricotta, che hanno presentato un’interrogazione urgente al sindaco e, per conoscenza alla Procura della Repubblica, per chiedere chiarimenti su alcuni nomi che, secondo gli esponenti dell’opposizione, non potrebbero proprio ricoprire alcuni ruoli. “Chiediamo — affermano - al primo cittadino di fare piena chiarezza sul rispetto di leggi e regolamenti comunali vigenti nelle nomine effettuate, in assenza di selezioni come originariamente annunciato, dei nuovi c.d.A. delle società Sostare S.r.l., Catania Multiservizi S.p.A., AMT Catania S.p.A. e Sidra S.p.A..

Regole che, secondo i due consiglieri, non sarebbero state rispettate. “L’azione ispettiva e di controllo intrapresa – spiega il capogruppo di Catania 2.0. Giuseppe Gelsomino – nasce dall’avere costatato il mancato rispetto, nelle nomine effettuate, dei presupposti tanto del Regolamento sul Sistema Integrato dei Controlli sulle Società Partecipate, approvato con delibera del Consiglio Comunale di Catania 123 del 2014, quanto delle disposizioni dettate con chiarezza dalle leggi 120 del 2011 e 175 del 2016 in tema di obbligo della cosiddetta “quota di genere” nella composizione dei c.d.A. In particolare – prosegue l’esponente di Catania 2.0 – appare palese come le nomina dei nuovi c.d.a delle società partecipate Catania Multiservizi S.p.A. e Sidra S.p.A. non tengano conto della cosiddetta “quota di genere” essendo composti esclusivamente da nominati di sesso maschile”.

Non solo quote rosa e pari opportunità. Secondi gli esponenti della minoranza a Palazzo degli Elefanti, sarebbe poco chiara la nomina di Giuseppe Marletta presidente di Multiservizi, mentre era ancora in carica come presidente di Asec Trade, “condizione di inconferibilità incompatibilità dettati dalla legge 39/2013” affermano Gelsomino e Ricotta. Marletta ha rimesso l'incarico all'azienda del gas, aspetto evidenziato anche in occasione della nomina da parte del sindaco, ma i consiglieri "sammartiniani" restano dell'opinione che l'avvocato non potesse ricoprire altra carica.

Anche le scelte per  l'azienda di trasporto sono contestate. “Così come – continua Gelsomino – intendiamo capire come sia stato possibile nominare in un Azienda complessa quale Amt, oltre che soggetti che non sembrano avere specifica competenza con il mondo dei trasporti, soggetti addirittura privi di laurea e di titolo di studio comunque riconducibile alla delicatezza dell’incarico”.

 

Infine i due consiglieri stigmatizzano un altro aspetto: “in almeno un caso sembrerebbe che la convocazione dell’assemblea dei soci per la revoca e nomina degli amministratori delle società partecipate comunali sia stata fatta, almeno in prima istanza, con atto a firma del sig. Sindaco di Catania e dunque in aperta violazione dell’art. 23 67 del codice civile e, solo successivamente modificata, sulla base di una interpretazione e/ o indicazione non conforme allo statuto societari o e alle disposizioni del codice civile d ella lettera di convocazione a firma del Sindaco di Catania assunta da parte del Collegio Sindacale d ella società in questione. Auspichiamo – conclude Giuseppe Gelsomino – in immediate risposte nell’interesse primario del rispetto della legge e quindi nell’interesse delle Aziende Com unali, dei servizi dalle stesse espletate per la comunità e , soprattutto, nel superiore interesse della Città di Catania”.

 


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