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Barche di lusso

Porto turistico, business che fa gola
Sfida a 4 per lo specchio d'acqua

, Politica

Presentati quattro differenti domande per la realizzazione di approdo per mega yacht di fronte le banchine 16,17,18 e 19. Con il Prp fermo al 1998.

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CATANIA - L'idea è quella di creare un'area per gli yacht e i mega yacht, fino ad oggi esclusi da Catania. L'ha lanciata più volte il presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale, Andrea Annunziata: la prima volta in occasione dell'incontro con l'allora sindaco Bianco, nell'aprile del 2017 e, la seconda, in occasione della presentazione del bando internazionale per il waterfront, lo scorso gennaio. "Creeremo un molo adeguato all'ormeggio dei mega yatch - aveva detto il presidente - in modo da potere dare accoglienza ad un turismo dalle alte possibilità economiche".

La zona prescelta è quella prospiciente le banchine 16,17,18 e 19, nei pressi del molo di Levante, e sembra fare gola a molti, dato che sono numerose le società che intenderebbero realizzare l'infrastruttura per accogliere le grandi barche di lusso: quattro, fino a oggi, le offerte sul tavolo della direzione Urbanistica del Comune che dovrà analizzarle, selezionarle ed emettere un parere da inviare alla Regione, da cui dipende il Demanio.

La prima proposta arriva sul tavolo dell'Autorità portuale il 1 dicembre 2017. La presenta la società Katanè Marina Yachting srl, con sede a Catania, e i cui legali rappresentanti sono Gabriele Geraci e Carmelo Barone. Si tratta di un raggruppamento di tre imprese, Agenzia Marittima Fratelli Binanno Srl, Poliservizi Srl e Naval service. La richiesta è una concessione trentennale per realizzare un approdo turistico per circa 30 barche fino a 50 metri.

Successivamente, il 18 gennaio 2018, l'Autorità portuale ha invitato, con avviso pubblicato sul sito istituzionale, a presentare eventuali osservazioni e/o istanze in concorrenza da produrre entro il 30 marzo dello stesso anno. Ed è proprio in questa data che arrivano le atre tre proposte, che contestano il contenuto della prima istanza e avanzano la propria.

Si tratta di quella dell'East Cost, con sede in viale Ulisse, con legale rappresentante Giada Maria Piera Cingari, che chiede concessione per trentanni per occupare una superficie di 36.386 metri quadri tra specchio d'acqua e sedime portuale.

Un'altra proposta la presenta la palermitana Marina Villa Igiea, che ha come legale rappresentante Gioacchino Guccione, anche Amministratore e legale della Motomar Cantiere del Mediterraneo: la richiesta è la concessione demaniale marittima ventennale per la realizzazione e gestione di un approdo turistico mediante l'installazione di pontili galleggianti e di strutture mobili, relativa a 4.875 metri quadri di area scoperta e a 29.000 di specchio acqueo.

Infine, l'ultima proposta è quella di Marina di Catania, composta da quattro società, Marinedi Srl, Calipso srl di Umberto Maria Giovanni Gulisano, Wilmar Sailing Charter Srl e la Mills Cape Limited, di salvatore La Mantia, lo stesso imprenditore dell'Hilton di Capomulini il cui progetto, però, è fermo. Le parti chiedono la concessione demaniale della durata di 15 anni per complessivi 36.389 metri quadri tra specchi acquei e correlata pertinenziale area di sedime portuale per la riqualificazione e gestione di una struttura dedicata alla nautica di diporto.

Le istanze, tutte e quattro, sono in questo momento sui tavoli della direzione Urbanistica che dovrà valutarne le caratteristiche e poi esprimere un parere da inviare, insieme agli incartamenti, all'assessorato regionale competente per quanto riguarda il demanio.

La procedura è ancora in fase embrionale: la conferenza dei servizi convocata dieci giorni è stata infatti sospesa perché non c’erano elementi tali per trattare ogni singola pratica. La prossima conferenza affronterà la descrizione di ogni singolo progetto: si terranno audizioni per ogni azienda per cercare di capire ogni proposta. L'amministrazione però non potrà decidere, ma solo dare un parere su quale progetto potrebbe essere più conforme e che potrebbe comunque essere vincolante. L'opera infatti dovrà avere pubblica utilità e dovrà essere armonica con la pianificazione urbanistica, riattivata dal sindaco Pogliese.

La proposta di porto turistico, dunque, oltre a dover essere compatibile con la programmazione urbanistica del porto - il Piano regolatore portuale è fermo al 1978 (cariato alla fine degli anni Novanta) - e con le previsioni di quello in itinere, ma anche con le esigenze di una città che, per quanto potrebbe ottenere vantaggi dall'approdo di yacht e barche di lusso, potrebbe non avere reali vantaggi dalla realizzazione dell'infrastruttura.

In ogni caso, sulla decisione di realizzare l'opera, qualunque sia il proponente, si sono levate le voci degli operatori del porto, Che si sono costituiti in associazione nel marzo 2018 per evidenziare alcune anomalie del primo progetto presentato, molte delle quali potrebbero applicarsi anche agli altri progetti.

L'Associazione degli operatori del porto di Catania, che nasce il primo marzo 2018 quando ancora il progetto è uno solo ed è quello di Katanè Marina Yachting srl, ha inviato infatti alcune osservazioni relative al progetto, non solo sulla modalità di presentazione della domanda e sui rapporti con la normativa interna ed europea, ma evidenziano come in precedenza, nel 2010 ad esempio, l'Autorità portuale avesse negato l'autorizzazione per approdi turistici simili. O evidenziando l'eventuale squilibrio tra le zone portuali: la realizzazione di un approdo da diporto, secondo gli scriventi, "produrrebbe una disomogeneità tra la zona di diporto e quelle a disposizione dei Pescatori".

Non solo: l'associazione evidenzia anche la difformità tra il tra i progetti e il piano regolatore Portuale del '78 (variato nel '98) nonché con quello in itinere. "In reazione a questo aspetto - si legge - non si tiene conto delle indicazioni dettate dal Prp del '78 con variante del '98 secondo cui, nella originaria formulazione, i pescherecci e le imbarcazioni minori alle imbarcazioni da diporto verranno allocate nel costruendo porto peschereccio da diporto". Inoltre, secondo l'associazione, nel Prp vigente, variante del 98, nelle banchine individuate "dovrebbe essere realizzato il ormeggio per navi traghetto".

 

 


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