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MAFIA - 18 IN MANETTE

Nicotra, i voti e i Santapaola
Il profilo del renziano arrestato

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Tutto sull'ex deputato regionale arrestato per voto di scambio politico mafioso.

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CATANIA – L'accusa è voto di scambio politico mafioso, con gli uomini del clan di Acireale, cittadina che da sempre rappresenta il suo fortino elettorale. Raffaele Pippo Nicotra è stato arrestato dai carabinieri all'interno di una maxi operazione coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro.
(GLI AGGIORNAMENTI)


DA CROCETTA A RENZI – Dopo un passato nel Mpa, il partito dell'ex governatore Lombardo, e nel Pdl di Berlusconi, Raffaele Pippo Nicotra nel 2012 sostiene Crocetta con l'Udc. Pochi anni dopo, quando Matteo Renzi è in forte ascesa, insieme agli ex Articolo 4 confluisce nel Pd e viene acclamato, nel centro congressi La Ciminiere, come uno dei “volti nuovi” del centrosinistra.

Non proprio un “compagno”, Pippo Nicotra è un imprenditore nel settore della grande distribuzione, molto vicino a Luca Sammartino, re delle preferenza della Sicilia orientale, possibile segretario regionale del Pd siciliano. Alle ultime regionali è tra i pochi che abbracceranno, insieme a Matteo Renzi, il candidato di centrosinistra Fabrizio Micari in un hotel del centro storico di Catania.

MAFIA – La Procura di Catania accusa Nicotra di scambio politico mafioso con gli uomini del clan Santapaola. Già nel passato si era distinto per alcune posizioni “progressiste” nei confronti di Cosa nostra: nel 1993, da sindaco di Aci Catena, si rifiutò di far coprire i manifesti, come ordinato dal questore, per la morte di Maurizio Faraci, cognato di Sebastiano Sciuto, uomo vicinissimo al boss Nitto Santapaola. Come se non bastasse, Nicotra si recò al cimitero a rendere omaggio alla famiglia e il suo Comune fu sciolto per mafia con un decreto firmato da Osca Luigi Scalfaro. Minacciò più volte di querela Domenico Valter Rizzo dell'Unità e un piccolo giornale, Creativamente, ma il Gip Marina Rizza archiviò tutto, mettendo nero su bianco i “ravvisati collegamenti tra il sindaco Nicotra ed esponenti di Aci Catena legati alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano”.

ANTIMAFIA – Il renziano con relazioni pericolose è stato alla presidenza del consorzio di gestione dei beni confiscati alla mafia, membro della commissione Antimafia. Il suo motto, che campeggiava sui manifesti, non è mai cambiato: “Il nuovo si costruisce con l'esperienza”.

L'OPERAZIONE – L'operazione dei carabinieri si chiama Aquilia, gli arrestati sono 18, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni con l’aggravante del “metodo mafioso”, scambio elettorale politico mafioso, tentato omicidio, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. I carabinieri hanno accertato “la responsabilità degli indagati in ordine alla loro appartenenza a due “gruppi” storici della “Famiglia” di Catania, nonché all’imposizione del “pizzo” nei confronti di diversi imprenditori locali nell’arco di svariati anni”. (GLI AGGIORNAMENTI)


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