Live Sicilia

I VERBALI DEI PENTITI

I voti, gli occhiali e la parrucca
Nicotra e l'incontro col boss

nicotra, pentiti, rivelazioni, verbali, Cronaca

Il capo militare dei Santapaola Santo La Causa e la campagna elettorale di Nicotra. Le carte della magistratura.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA – Campagna elettorale del 2008 per le regionali, Raffaele Pippo Nicotra, in quel momento autonomista di ferro, incontra un galoppino d'eccezione. Si chiama
Santo La Causa, è il capo militare del clan Santapaola, latitante ricercatissimo perché erede del boss Nitto. All'incontro per pianificare la campagna elettorale il boss, oggi pentito, si presenta con una parrucca, la casacca da benzinaio e gli occhiali “tipo Onassis”. Le parrucche e gli occhiali La Causa non li utilizzava “per commettere delitti”, è stato mandante di terribili omicidi, ma per gli incontri istituzionali come quello con il sindaco di Aci Catena Nicotra, pronto a sbancare, per l'ennesima volta, con l'aiuto della mafia – secondo i magistrati – alle elezioni regionali.

Il racconto di quell'incontro Nicotra lo fa cinque anni dopo, nel 2013, quando era transitato dal centrodestra al centrosinistra per sostenere la “rivoluzione” di Rosario Crocetta. E mentre frequentava i piani alti del potere siciliano, incontrava Mario Strano, e a lui spiegava ogni particolare, a partire dalla paura per il pentimento di Santo La Causa che aveva tolto, nel frattempo, occhiali e parrucche per indossare le vesti del collaboratore di giustizia. “Ragazzi! Se poi dobbiamo fare i pezzi di merda – dice Nicotra – a qualsiasi costo, annachiamo il culo e poi non manteniamo la parola”. Strano lascia intendere che bisogna essere sempre coerenti. Ma Nicotra insiste e condanna chi, in questo caso il pentito, non manterrebbe la parola: “Questo è quello che mi fa gonfiare la minchia a me! Hai capito?”. Aggiunge Strano, “stiamo con la speranza che sono cose che non se le ricordano”, subito dopo ricorda quando anche con lui, Santo La Causa si era presentato con la tuta da benzinaio sottolineando di essere l'erede di Nitto Santapaola. Subito dopo, sempre Strano chiede, a Nicotra: “Con la tuta è venuto?”. “Sì - risponde Nicotra – è venuto con la tuta”.

Quando nel 2012 Nicotra si candida con l'Udc a sostegno di Crocetta, a sostenerlo c'erano Antonino Amendolia, ex assessore di Raffaele Lombardo alla provincia, Mario Coppa, Francesco Petralia e Biagio Susinni “i quali – scrivono i magistrati – erano impegnati in un'attività di compravendita di voti elettorali a favore di Nicotra”. A confermare questa ipotesi investigativa ci sono le intercettazioni di Susinni, Nicotra e Amendolia.

MONDO DI MEZZO – Ci sarebbero due tipi di politici che pagavano per ottenere voti, quelli come Nicotra e il livello superiore. “Nel precedente interrogatorio – svela il pentito La Causa – io ho detto che i politici pagavano l'associazione per ottenere voti. Tale regola non si applica, però, ai poltici più importanti come, ad esempio, Strano Tagliareni e Raffaele Lombardo, di cui ho già detto, i quali non avevano necessità di pagare a noi i voti, in quanto era noto che essi potevano comunque apportare altri tipi di vantaggi per l'associazione in virtù delle cariche ricoperte”.

FINTA ESTORSIONE – Proprio davanti al suo supermercato, Raffaele Nicotra viene visto da un maresciallo dei carabinieri mentre parla con esponenti della famiglia Santapaola. A quel punto Nicotra avrebbe inventato – parlando col maresciallo - di essere sotto estorsione, ma subito dopo, avrebbe avvertito Alfio Pio, nipote di un suo dipendente, di quello che aveva dichiarato assicurandogli di non averlo accusato. Grazie a questo episodio, Nicotra si sarebbe conquistato la fiducia del boss Santo La Causa.

COMUNALI 2006 – Il boss pentito Giuseppe Laudani, esponente dei Mussi di ficurinia, ha dichiarato, ai magistrati, di aver favorito l'elezione di Nicotra alle comunali del 2006 “chiedendo in cambio e ottenendo che Nicotra si rifornisse di carne per i propri supermercati acquistandola dalla ditta Le Carni controllata dalla famiglia Laudani”. Nicotra “paga la famiglia Santapaola”, ha detto Laudani, ma si sarebbe rifornito di carne da una famiglia contrapposta per avere sostegno elettorale. “La carne – dice Laudani – gliel'abbiamo data per le elezioni, perché non ci potevamo entrare in una cosa, per lo meno non ci potevamo imporre”.

CONCORSO ESTERNO – Raffaele Pippo Nicotra è indagato per concorso esterno all'associazione mafiosa “perché – scrivono i magistrati – senza esserne formalmente affiliato concorreva nell'associazione di tipo mafioso denominata Santapaola Ercolano e segnatamente nell'articolazione territoriale di Aci Catena fondata da Salvatore Sciuto detto Nuccio Coscia e inserita nella famiglia catanese di Cosa nostra”. L'ex deputato regionale avrebbe sollecitato dal 2005 al 2012 i vertici dell'organizzazione “ a reperire voti per sé o per soggetti da lui individuati e, in tal modo, ingenerava il convincimento circa la propria completa disponibilità ad assecondare le esigenze della consorteria mafiosa”.

 

 

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento