Live Sicilia

Il cordoglio

L’ultimo saluto a Gilberto Idonea

Ma Catania dimentica i suoi figli

Catania, Gilberto Idonea, lutto, Cronaca

E' stato tra i protagonisti di un’era teatrale catanese probabilmente irraggiungibile.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA. Cade pioggia su Catania. Cade e diventa fiume mentre ci accompagna nella solenne memoria di Gilberto Idonea. Uomo grande che, nella sua Catania, ha sempre preferito restare piccolo per lasciarci così lo spessore della sua persona. Del suo talento. Uomo brillante e mai ingombrante: quasi inafferrabile nella sua semplicità d’animo. La sua stoffa era di quella pregiata già solo perché partito da lontanissimo, ha finito col fare la storia. E non solo di quel Teatro del quale è stato istrione innamorato. Gilberto Idonea è stato tra i protagonisti di un’era teatrale catanese probabilmente irraggiungibile: un’epoca d’oro che ha dispensato sogni e dato autorevolezza al proscenio. Dalla sua città partivano inventiva e riscatto popolare. Della sua Catania era intriso. Della sua Catania aveva tutto addosso: quasi fosse un sortilegio. Un destino. Palcoscenico, maschera e sostanza. Gilberto Idonea era una costellazione di sentimenti, aneddoti e battimani.

Ecco perché è dura da pensare che un’altra colonna portante della cultura etnea e siciliana non ci sia più. In tanti ieri hanno scritto, in tanti hanno ricordato, in tanti hanno rammendato alle infanti generazioni dell’X Factor quell’ “Ossa ccu sali v’ata a mangiari” che è stato tormentone di annate mediaticamente gloriose, in tanti non sono voluti venir meno nel raccontare il dispiacere per il lutto. Non è stata retorica e nemmeno circostanza. E’ stato il quasi inconsapevole omaggio a quell’ultimo spettacolo, che non c’è stato, di Gilberto Idonea. Il brivido di un abbraccio sincero.
Scompare uno straordinario attore, poliedrico nella sua umanità. C’è stato il suo Teatro ma anche Fiction e Grande schermo. C’è stata la sua Catania ma anche un giro del pianeta che lo ha visto raccontare l’essenza della catanesità: uno stato mentale prima ancora che un’etichetta da affibbiare a tutti i costi.

Quella somiglianza con Angelo Musco della quale sogghignava in verità con genuina fierezza, il debutto in “Fiat Voluntas Dei” nel ruolo di Padre Attanasio a 20 anni, il formidabile spot Jolly Componibili degli anni ottanta (considerato, agli inizi, addirittura volgare), l’incontro con Tornatore: sono forse le tappe irrinunciabili di un percorso che ci darà modo di imparare in eterno della sua poesia.
Nonostante una Catania che, però, diventa smemorata quando si ritrova a parlare dei suoi figli. Nonostante una Catania troppo spesso noncurante delle sue gemme.
“Nella mia vita quello che mi ha spinto sempre, è stata la mia curiosità”, piaceva ripetere Mastru Austinu. 
Quasi un testamento per una Catania che, nel giorno dell’ultimo saluto, deve farsi curiosa se vuole continuare a definirsi viva.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento