Live Sicilia

citazione a giudizio

"Voti acquistati a 50 euro"
Pellegrino a processo

assenzio maesano, catania pellegrino, catania riccardo pellegrino, pellegrino, Cronaca

Tra gli imputati anche gli ex sindaci di Aci Catena e Mascali.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA. Dovranno rispondere del reato di corruzione elettorale i 12 imputati raggiunti da decreto di citazione a giudizio nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Dda etnea e dalla Dia di Catania sul presunto acquisto di pacchetti di voti tra Aci Catena,
Acireale, Ramacca e Vizzini in cambio del sostegno alla candidatura all'Ars di Riccardo Pellegrino. A comparire davanti al giudice il prossimo 4 marzo ci saranno, tra gli altri, anche gli ex sindaci di Aci Catena e Mascali, Ascenzio Maesano e Biagio Susinni, accusati di aver messo in contatto Giuseppe Panebianco e Riccardo Pellegrino allo scopo di “consentire la compravendita dei voti in favore del Pellegrino – scrivono i pm nel provvedimento - e mantenere così l'influenza politica del Maesano sul territorio di Aci Catena”.

I reati contestati sarebbero stati commessi tra il maggio ed il novembre del 2017 quando l'ex primo cittadino catenoto si trovava ancora agli arresti domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta su un giro di tangenti, conclusasi con la condanna a 3 anni per corruzione. Secondo i sostituti Tiziana Laudani e Marco Bisogni, Riccardo Pellegrino ed il padre Filippo avrebbero consegnato a Giuseppe Panebianco diverse somme di denaro, tra cui 3000 euro, in cambio di pacchetti di voti. Ogni consenso ottenuto sarebbe costato 50 euro. Biagio Susinni è accusato anche di aver consegnato, insieme a Santo Gulisano, un'imprecisata somma di denaro a Gesualdo Briganti, incaricato di ottenere voti per la campagna elettorale di Pellegrino. L'ex sindaco di Mascali è ancora imputato nei due tronconi scaturiti dall'operazione Town Hall, che nel 2013 ha travolto, poco prima dello scioglimento per mafia, il Comune di Mascali.

Dovranno rispondere delle stesse accuse anche Orazio Cutuli, a cui Riccardo Pellegrino avrebbe consegnato con certezza 1000 euro in contanti, e Antonino Castorina, responsabile dell'associazione “Sveglia” di Guardia Mangano ad Acireale, conosciuto con il soprannome di “Lillitta”, a cui il candidato all'Ars avrebbe promesso invece 1300 euro per l'organizzazione di un evento ad Acicatena “al fine di ottenere consensi elettorali in favore del menzionato Pellegrino, somma – si legge ancora nel decreto - effettivamente corrisposta all'esito della consultazione elettorale”. Infine avrebbero ricevuto somme imprecisate di denaro per ottenere consensi elettorali in favore di Pellegrino anche Antonio e Salvatore Di Benedetto.

GLI IMPUTATI. Gesualdo Briganti, Antonino Castorina, Sebastiano Cutuli, Salvatore Di Benedetto, Antonio Di Benedetto, Ivan Andrea Guarrera, Salvatore Gulisano, Ascenzio Maesano, Giuseppe Panebianco, Filippo Pellegrino, Riccardo Pellegrino e Biagio Susinni.

LE REAZIONI. "Siamo sollevati e sereni per l'inizio del dibattimento", affermano gli avvocati Luca Mirone, difensore di Riccardo Pellegrino, Francesco Antille e Alessandro Coco, difensori di Filippo Pellegrino. "Grazie alla pienezza del contraddittorio e alla certezza della prova - aggiungono i tre legali - si dimostrerà l'estraneità dei nostri assistiti ai fatti contestati".


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento