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interrotta microchippatura

Trecastagni, lotta al randagismo
Poliambulatorio: scoppia il caso

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I commissari del comune etneo hanno chiesto all’ASP e all’associazione animalista LIDA la restituzione dei locali di via Meli.

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TRECASTAGNI - Trecastagni, la prevenzione del randagismo e il poliambulatorio veterinario che non c’è più. I commissari del comune etneo hanno chiesto all’ASP e all’associazione animalista LIDA la restituzione dei locali di via Meli, sede dell’ambulatorio veterinario, chiudendo di fatto le attività di microchippatura e di lotta al randagismo.

Bianca Biriaco, LIDA



La comunicazione è arrivata al presidente della LIDA Bianca Biriaco e successivamente all’Asp veterinaria di Gravina. “Come associazione per i diritti degli animali ci occupiamo prevalentemente del territorio pedemontano etneo - racconta Bianca Biriaco presidente della LIDA (Lega Italiani per i Diritti degli Animali) - collaboriamo con diversi comuni e anche con Trecastagni, almeno fino a un po’ di tempo fa. Prima della comunicazione da parte dei commissari della restituzione dei locali dove sorge il presidio veterinario. Nella comunicazione viene reso noto che mancherebbe l’ufficialità dei protocolli ed è, anche, stato inoltrato un esposto per disturbo della quiete pubblica.  Ricordiamo che è dal 2007 che l’Assessorato per la Sanità e l’Ispettorato Regionale Veterinario hanno regolamentato la legge quadro 281\91 e la legge regionale 15\2000 in materia di animali d’affezione e di randagismo. Sono stati individuati obblighi e competenze per i Comuni, le ASP e le associazioni animaliste iscritte all’Albo.”

Il presidio di via Meli, alcuni anni fa, è stato oggetto di un finanziamento Regionale (75.000 euro) per trasformarsi in un polo multifunzionale per la prevenzione del randagismo nella zona Etnea. “Pur essendo l’immobile di proprietà del comune di Trecastagni – continua Biriaco – l’amministrazione si sarebbe dovuta attivare per creare un consorzio di comuni (sono tredici i comuni che dovrebbero farne parte) per tutte le operazioni che riguardano l’iscrizione all’anagrafe canina. Sia per i cani con proprietario, sia per un censimento dei randagi sul territorio e un centro per la loro sterilizzazione”.

Nell’immobile è possibile avere a disposizione dell’autorità veterinaria delle stanze con funzioni ambulatoriali abbattendo notevolmente i costi di un servizio che spesso viene affidato ai privati. “Da sei anni l’ASP collabora, insieme a noi, con il comune di Trecastagni e in questo centro si è costruito un ambulatorio e un’anagrafe canina molto efficiente. Veniva regolarmente un veterinario con i microchip e si provvedeva alle comunicazioni all’amministrazione comunale – aggiunge Bianca Biriaco – dopo il commissariamento del comune per le vicende già note, la LIDA e l’ASP riceviamo una nota dall’amministrazione, già commissariata, per l’abbandono e la restituzione dei locali di via Meli. Questa richiesta di restituzione dei locali viene inoltrata a luglio, ma ricordiamo che questo presidio è stato finanziato dalla Regione per diventare quello che è oggi e non solo il finanziamento regionale, anche la LIDA ha contribuito per le spese di ristrutturazione dell’immobile e l’adeguamento dell’ambulatorio (18000 euro circa)”.

Carmelo Amato, veterinario Asp



Nessun incontro tra i commissari del comune di Trecastagni e i dirigenti dell’ASP veterinaria di Gravina, distretto del quale fa parte il comune etneo. Ecco la posizione di Carmelo Amato responsabile veterinario ASP dell’unità operativa di Gavina di Catania e territorialmente competente per tredici comuni dell’area etnea: “Nel 2003 fu stipulato un protocollo d’intesa tra l’ASP veterinaria e il comune di Trecastagni per adibire i locali dell’ex macello comunale, ormai dismesso dal 1990 e siti in via Meli 5, all’istituzione di un’anagrafe canina e per adibire gli stessi locali ad ambulatorio per le sterilizzazioni”.

Il rapporto dei Vigili Urbani dopo l'esposto



L’ASP riceve, dal comune, il 6 luglio scorso la nota per il rilascio immediato dei locali di via Meli. A seguito di un esposto dei residenti contro il presidio veterinario. La nota dei Vigili Urbani durante il sopralluogo non mette in evidenza nessun problema igienico-sanitario e nemmeno di disturbo della quiete pubblica. “A seguito del sopralluogo non si evince il motivo per abbandonare questi locali – continua Amato – e il ruolo dei comuni nella tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo è regolamentato dalla legge regionale 15 del 3 luglio del 2000 e dal decreto assessoriale 2825 del 13 dicembre del 2007, tutti documenti sono stati allegati e inviati alla commissione straordinaria del comune di Trecastagni”.

Chiaramente l’interruzione del servizio ha causato diversi disagi. “La mancanza dell’ambulatorio di Trecastagni ha creato qualche problema alla popolazione amante degli animali nel territorio etneo – aggiunge Amato – il servizio viene espletato ugualmente, in via Pietro Secchi a Catania e qui a Gravina una volta a settimana. L’ambulatorio di via Meli era sicuramente un aiuto concreto”.

“Il Poliambulatorio di via Meli era, per noi volontari, un presidio permanente nella lotta al randagismo – prosegue Bianca Biriaco – chiuderlo significherebbe lasciare al proprio destino centinaia di cani “vaganti” su tutto il territorio pedemontano”. Solo a Trecastagni i cani, identificati e microchippati, nel 2017 sono stati 332.

 


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